La luce di William Turner (1775-1851) arriva sul grande schermo. A dipingere uno spaccato di vita di questo pittore formidabile, ci ha pensato Mike Leigh. Il regista britannico ha affidato il ruolo dell’artista a  Timothy Spall, premiato a Cannes  per la sua interpretazione. Il film è candidato a ben quattro premi Oscar: fotografia, scenografia, costumi e colonna sonora.

In un’atmosfera dal sapore dickensiano, vengono raccontati gli ultimi venticinque anni della vita di Turner, quando è ormai un artista affermato. Ne emergono le ambiguità caratteriali, il legame molto stretto con suo padre (Paul Jesson)  e il rapporto piuttosto singolare con l’universo femminile. Frequenta l’aristocrazia ed è membro della Royal Academy of Arts, dove  non sempre l’artista ha vita facile. È spesso ammirato ma anche fortemente criticato per la sua pittura considerata troppo innovativa. Nel quadro artistico generale che Leigh propone, si inseriscono altri grandi artisti dell’epoca, tra cui John Constable (James Fleet), grande rivale di Turner,  a John Ruskin (Joshua McGuire), quest’ultimo visto soprattutto come un intellettuale pedante e moralista.

La fotografia, curata da Dick Pope, è ricercata ma mai eccessiva. Essa cattura in ogni scena la luce e le varie sfumature cromatiche tipiche dei dipinti di Turner. Non si tratta della solita biografia d’artista. Mike Leigh evita accuratamente l’affettazione del racconto erudito e si serve della tavolozza di colori dell’artista visionario e precursore dell’Impressionismo per esprimere tutta la poesia che c’è nei giochi di luce di Turner.

Regia: Mike Leigh

Nel cast: Timothy Spall, Dorothy Atkinson, Marion Bailey, Paul Jesson, Lesley Manville, Martin Savage e Joshua McGuire

Fotografia: Dick Pope

Musiche: Gary Yershon

Distribuzione: BIM

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