Un anno con Lloyd.

Chi dei lettori o anche soltanto dei frequentatori del social network per eccellenza (Facebook, ndr) non si è mai imbattuto in uno dei dialoghi, brevi ma serissimi, tra Sir e il suo maggiordomo Lloyd? A raccontare Lloyd, a spiegare come è nata l’idea di questo maggiordomo immaginario e del suo sogno di diventare scrittore, è arrivato venerdì sera all’Antico Caffè San Marco di Trieste Simone Tempia in dialogo con la psicologa Silvia Rizzi e la mental coach Antonia Galvagna.

Un giovane scrittore che ha visto passare vent’anni prima che il suo sogno diventasse realtà ma che adesso, in cinque anni, vede al suo attivo tre libri (tutti su Lloyd, sì!) e quasi duecento presentazioni nel corso dell’anno dell’ultima fatica, uscita a fine 2018. Già il tempo del divenire di un sogno porta a riflettere. Può passare un giorno, due mesi, tre anni o venti come nel suo caso e poi in uno schiocco di dita tutto può cambiare e un giovane redattore di Vouge Italia può vedere realizzato il sogno a cui pensa da quando aveva 14 anni.

«Lloyd, che fine hai fatto?» «Mettevo ordine tra i suoi pensieri, sir» «Lo sai che non avrò mai la testa a posto!» «Ma potrebbe avere posto nella testa, sir.» «Per avere altri pensieri?» «O per dare spazio a chi li merita, sir»

Vita con Lloyd: un’isola felice

Ma cosa fa di specifico Lloyd? Sta al servizio di Sir e trova soluzioni per i suoi problemi? No, al contrario: Llyod fornisce spunti di riflessioni su vari fronti sia più leggeri che i più impegnativi in un modo così particolare e chiaro che chiunque può immedesimarsi e ritrovarsi nelle sue parole.

Il modo di porsi di Tempia e di conseguenza di Lloyd fa sì che intorno allo spazio di “Vita di Lloyd” ci sia spazio solo per l’amore e l’empatia.

Il che, in un mondo popolato da haters, non è per nulla scontato.

Un rapportarsi con l’altro che non è un follower e basta ma che è un lettore in primis, a cui fornire sempre contenuti di altissimo livello.

Non si può non rimanere colpiti dalla figura di Simone Tempia, baffi in primis.

No a parte gli scherzi, una profondità tale in un personaggio così giovane è da preservare e da porre come possibile modello a chi voglia creare contenuti, di un certo livello si intende.

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Quasi trentenne triestina, laureanda in scienze dell’educazione col sogno di lavorare con minori in difficoltà. Curiosa di natura e sempre pronta a mettersi in gioco con nuove esperienze Appassionata di teatro e soprattutto di musical; di cinema, danza, musica e divoratrice di libri, insomma di qualsiasi forma d’arte
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Quasi trentenne triestina, laureanda in scienze dell’educazione col sogno di lavorare con minori in difficoltà. Curiosa di natura e sempre pronta a mettersi in gioco con nuove esperienze Appassionata di teatro e soprattutto di musical; di cinema, danza, musica e divoratrice di libri, insomma di qualsiasi forma d’arte
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