Va in onda il 10 febbraio 2026 in prima serata su Rai 1 Il Marciatore, il tv movie che racconta la vita straordinaria di Abdon Pamich, uno dei più grandi marciatori italiani, oro olimpico a Tokyo nel 1964.
Il film, diretto da Alessandro Casale e prodotto da Clemart in collaborazione con Rai Fiction, è tratto dal libro Memorie di un marciatore di Pamich, a cura di Roberto Covaz (Edizioni Biblioteca dell’Immagine).

Girato interamente in Friuli Venezia Giulia tra novembre e dicembre 2025, il progetto è stato realizzato con il contributo della FVG Film Commission – PromoTurismoFVG e ha coinvolto numerose maestranze del territorio.

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Un racconto che attraversa Storia, sport e identità

Il Marciatore non è solo un film sportivo: è il ritratto intimo di un uomo il cui destino è stato segnato dall’esodo giuliano dalmata e dalla ricostruzione di una vita in un’Italia ferita dal dopoguerra.
La narrazione alterna due piani temporali:

  • l’infanzia e l’adolescenza a Fiume, la fuga, l’arrivo nei campi profughi italiani;
  • la formazione sportiva e la lenta, ostinata marcia verso l’oro olimpico.

Per Casale, la storia di Pamich «comincia con un’assenza: quella della sua terra, Fiume» e trova nel gesto ripetitivo della marcia una metafora esistenziale di resistenza, identità e rinascita.


Le location: il Friuli Venezia Giulia come set naturale del racconto

Il film è stato girato in molte delle aree più evocative e storiche della regione. Tra le principali location:

  • Ex Campo Profughi di Padriciano (C.R.P.), grazie alla collaborazione di IRCI e Museo di Padriciano
  • Rocca di Monrupino
  • Basovizza
  • Strada Napoleonica
  • Sentiero Rilke
  • Porto Vecchio, Palazzo Vivante, Biblioteca Statale Stelio Crise
  • Città Vecchia di Trieste
  • Stazione di Aurisina
  • ulteriori set a Giassico, Gradisca, Turriaco, Gorizia, Udine, e Villa Gallici Deciani a Montegnacco di Cassacco

Un territorio ricco di memoria, che contribuisce alla forza visiva e emotiva del film.


La trama: la fuga, la marcia, la rinascita

In età avanzata, Abdon Pamich cammina su un altopiano carsico. Un gesto semplice che apre la porta ai ricordi dell’infanzia a Fiume, città travolta dagli eventi del secondo dopoguerra.
Tra speranze, repressione e paura, la famiglia Pamich affronta la perdita della propria terra, la scomparsa dello zio Cesare, il crollo dell’attività del padre e, infine, l’esodo.

La fuga dei giovani Abdon e Giovanni è un viaggio di sopravvivenza:
trenta chilometri a piedi, poche lire in tasca, l’incertezza dei campi profughi, la povertà.

In Italia, Abdon trova la strada grazie all’incontro con Giuseppe Malaspina, il “Mago della marcia”, che riconosce in lui una qualità rara: la capacità di durare.

Dopo anni di lavoro silenzioso, sacrifici e sconfitte, arriverà il trionfo alle Olimpiadi di Tokyo 1964, simbolo di una rinascita personale prima ancora che sportiva.


Un film che parla al presente

Il tono è sobrio, intimo, lontano dal trionfalismo. Casale sceglie un linguaggio visivo potente, basato sul corpo dell’atleta e sul paesaggio come riflesso dell’animo.
La marcia diventa il filo rosso di una storia che riguarda chiunque abbia dovuto ricominciare, resistendo un passo alla volta.


Cast artistico

  • Fausto Sciarappa – Giovanni (padre di Abdon)
  • Eleonora Giovanardi – Irene (madre di Abdon)
  • Gaja Masziale – Maura
  • Michael Marini – Abdon adolescente
  • Tobia De Angelis – Giovanni adolescente
  • Michele Venitucci – Giuseppe Malaspina
  • Diego Facciotti – Cesare
  • Anita Kravos – Proprietaria pensione
  • Abdon Pamich – sé stesso
  • Andrea Bordoli – Abdon bambino
  • Gregorio Cattaneo della Volta – Giovanni bambino

Cast tecnico

  • Regia – Alessandro Casale
  • Soggetto e sceneggiatura – Andrea Porporati
  • Direzione della fotografia – Marco Pieroni
  • Scenografia – Maurizia Narducci
  • Costumi – Alessandra Torella A.S.C.
  • Montaggio – Valentina Girodo
  • Musiche – Andrea Farri
  • Casting – Federica Baglioni, Adriana Ciampi (U.I.C.D.)
  • Organizzatore generale – Antonio Stefanucci
  • Produttori Rai – Lorenza Bizzarri, Federica Rossi
  • Produttori Clemart – Gabriella Buontempo, Massimo Martino

Con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.


Il Marciatore è un’opera che unisce memoria storica, racconto di formazione e cinema sportivo.
Attraverso la storia di Abdon Pamich, il film restituisce dignità alla vicenda dell’esodo giuliano dalmata e celebra il valore universale della determinazione.

La messa in onda su Rai 1 conferma il ruolo del Friuli Venezia Giulia come territorio chiave per la produzione audiovisiva italiana, capace di accogliere e valorizzare progetti di forte valore umano e culturale.

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