Prima il passaggio in maggio al Festival di Cannes, poi la presentazione della versione doppiata in italiano alla nostra Festa del Cinema di Roma. Manca sempre meno all’arrivo attesissimo nelle nostre sale de “Il piccolo principe” e noi ve lo raccontiamo dopo averlo visto.

Il Piccolo Principe
Mark Osborne

45 anni, questo di cui parliamo oggi è il suo secondo lungometraggio all’attivo oltre al corto “Dropping Out” del 2000, è però con “Kung Fu Panda” che il nome di Mark Osborne diventa importante: un successo enorme di critica e pubblico.

Imbarcarsi in quest’ultimo lavoro era una impresa da far tremare i polsi. Portare sullo schermo un libro cult come “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupery, non era facile e la gestazione non è stata agevole.
8 anni fa i produttori del film dopo aver avuto via libera dal Presidente della Fondazione per la gestione del Patrimonio Saint-Exupery, bussarono alla porta di Mark Osborne e questi si prese il tempo necessario per dare una risposta.
6 mesi dopo, arriva la replica del regista americano. Non è solo un sì, ma una proposta diversa e concreta.
Rivedere il “Piccolo principe” attraverso gli occhi di una bambina è l’idea vincente del film che sarà nelle sale italiane il 1 gennaio 2016.
La piccola in questione la scopriamo durante il colloquio di ammissione ad una scuola prestigiosa. Stressata dalla madre che ha scommesso tutto il futuro della bambina sull’ingresso alla Accademia Werth, questa, fallisce l’appuntamento.
La madre non demorde e opta per il piano b: trasferirsi nello stesso quartiere della scuola renderà tutto più semplice per l’ammissione. Nel quartiere ipertecnologico, ordinato e leccato tutto è scandito da ritmi perfetti e immutabili. Purtroppo per la mamma, la casa del loro vicino, appena fuori dal complesso non è stata abbattuta e la occupa un vecchio ed eccentrico aviatore ( destabilizzatore dell’ordine e degli ordini ).
L’incontro tra due mondi così distanti è il punto vincente dell’idea di Osborne, nonché l’escamotage che permetterà alla protagonista di entrare in contatto con le pagine del Piccolo Principe.
Divertente e frizzante, “Il piccolo principe” che ci passa davanti gli occhi è un vero incanto. La sintesi tra computer grafica (Animazione GCI) e stop motion (quest’ultimo il modo con cui si è scelto di mettere in scena il libro di Exupery con le celebri illustrazioni) è perfetta. Lo è pure il parallelismo tra la storia del vecchio e della bambina e quella originale del libro di cui sembra sia stato rispettata in pieno l’integrità.
Una chance per rinverdire i ricordi di chi lo lesse tanto tempo fa, di scoprirlo per chi non l’ha mai fatto e semplicemente tuffarsi in una fantastica avventura per imparare che “il problema non è diventare grandi, ma dimenticare”, si può essere dei meravigliosi adulti.
Il momento che non dimenticheremo? Le stelle che vengono liberate e la “nuova coppia di aviatori” che gli passano in mezzo: incantevole!

 

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