Cinque donne in un odierno carcere femminile di Londra, un’atmosfera surreale, a tratti claustrofobica, una di loro seduta a terra, quasi immobile, per tutto il tempo, creando una penetrante inquietudine nel pubblico… È questo lo scenario che si presenta all’apertura del palcoscenico del Teatro Trastevere di Roma, che ha ospitato Il senso di colpa, uno spettacolo di Federica Colucci con la regia di Bruno Governale,  in scena dal 16 al 21 Febbraio.

Il senso di colpa è una pièce che rappresenta il vissuto di cinque donne raccontato all’interno di un carcere, luogo simbolo della prigione interiore in cui sono rinchiuse le protagoniste, rimaste vittime della loro rabbia, delle loro storie personali fatte di sopraffazioni fisiche e morali, in cui entra anche la droga e in alcuni casi vere e proprie violenze personali. A dare questa chiave di lettura così inquietante è il nome dei personaggi: Ofelia, Desdemona, Giulietta, Cordelia e Lady Macbeth; dunque un colore ancor più tragico acquistano i destini di queste donne shakespeariane, evocato proprio dall’associazione delle vicende narrate all’interno dello spettacolo e quelle narrate da Shakespear. Infatti, in questo fantomatico carcere, momenti di puro dramma si susseguono quando esse, accompagnate da un abile gioco di luci, isolandosi dal resto della scena, sviscerano la loro tragedia personale.

L’apice del dolore è toccato dalla storia di violenza sessuale subita all’interno delle pareti domestiche da Ofelia, il personaggio più statico, fissato nel suo assurdo dramma, a terra, al centro del palco.
Dolore, tanto dolore allo stato puro è inscenato in Il senso di colpa. Il mondo femminile fa da padrone, con le sue voragini e le sue complessità che troppo spesso sfociano in un terribile e schiacciante senso di colpa. Nessuna di loro sopravviverà a questa sensazione interiore che le porterà all’autodistruzione.

Il testo di Federica Colucci che nel contempo ricopre il ruolo di Ofelia, è lacerante, ben costruito e ben strutturato. Ottime le scelte registiche, audaci e coraggiose, come ben riuscito è anche il disegno luci. Eccellente la recitazione della stessa Colucci e delle attrici che vestono i panni di Giulietta e Cordelia, mentre qualche lieve criticità va evidenziata nella recitazione, in qualche caso poco convincente e credibile, delle attrici nel ruolo di Desdemona e Lady Macbeth. Nel complesso però, il risultato è positivo, da vedere

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Filomena Zarrelli, nome completo di Mena Zarrelli, è di origini campane. Ha studiato lettere moderne all’Università di Napoli, Federico II, e dopo essersi abilitata all’insegnamento per le scuole medie e superiori si è trasferita a Roma dove è docente di lettere da alcuni anni. Qui ha seguito corsi e stage nell’ambito giornalistico e per passione si dedica a pieno ritmo anche a questa seconda attività. Si interessa particolarmente di teatro, di arte e letteratura.
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Filomena Zarrelli, nome completo di Mena Zarrelli, è di origini campane. Ha studiato lettere moderne all’Università di Napoli, Federico II, e dopo essersi abilitata all’insegnamento per le scuole medie e superiori si è trasferita a Roma dove è docente di lettere da alcuni anni. Qui ha seguito corsi e stage nell’ambito giornalistico e per passione si dedica a pieno ritmo anche a questa seconda attività. Si interessa particolarmente di teatro, di arte e letteratura.

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