Incontriamo Fabio Costantini, alle prese con il suo ultimo lavoro da regista, con la compagnia ALTIEBASSI.

Come nasce la tua/vostra passione per il teatro? Perché il nome “ALTIEBASSI”?

LocandinaNasce principalmente dalla voglia di alcuni di noi di fare qualcosa per la nostra comunità, per la Parrocchia di San Giovanni della Croce ma anche per il nostro quartiere dove non ci sono strutture per poter svolgere attività culturali, sportive o di diversa aggregazione.

Vista la situazione, alcune persone dotate di un minimo di esperienza, hanno fatto si che da questa carenza strutturale e stimolati dal desiderio di trovare degli spazi dove esprimere la propria creatività, nascesse il Progetto Teatrale “ALTIEBASSI”. Questo è il nome della compagnia che scaturisce dal fatto che, come in tutte le migliori famiglie o gruppi che dir si voglia, è normale l’alternarsi di periodi bui, tristi, di profonda riflessione con altri esaltanti, carichi di emozioni forti capaci di trasmettere una carica tale che ti consente di superare qualsiasi difficoltà.

Adesso, dopo circa sette anni di attività, siamo molto contenti di quello che abbiamo realizzato e messo in scena.

Siete una compagnia più o meno stabile costituita da uno “zoccolo duro” o mutate a seconda delle esigenze di scena reclutando di volta in volta?

Siamo una compagnia più o meno stabile ma sempre disponibili a nuovi ingressi.

Questa apertura verso il nuovo, con l’inserimento di persone diverse ha dei vantaggi sia per l’apporto di energia, sia per crescita del gruppo stesso?

Certamente! Proprio per la preparazione del nostro ultimo lavoro “ABBAndonati al ritmo” abbiamo inserito diversi nuovi ragazzi che hanno trasmesso grande entusiasmo al gruppo e sono molto contenti di aver fatto questa esperienza.

Che difficoltà ci sono per il teatro amatoriale in una città grande come Roma?

Per il momento non ci siamo ancora posti il problema, la nostra è una realtà limitata a rappresentare i lavori nella Parrocchia del quartiere. Certo una città grande come la nostra può essere un po’ dispersiva per gruppi amatoriali come gli “ALTIEBASSI” ma, sinceramente, per noi va bene così.

Che possibilità ci sono di uscire dalla realtà parrocchiale del teatro della chiesa San Giovanni della Croce?

Ultimamente ho avuto modo di constatare che la nostra compagnia vorrebbe fortemente provare ad uscire dai confini parrocchiali per confrontarsi con un pubblico diverso.

L’intenzione c’è ma credo sia doveroso fare tutta una serie di valutazioni prima di prendere questo tipo di impegno.

La scelta del musical come genere è un bagaglio che vi segue da lontano, oppure si tratta di una svolta recente?

In realtà è una scelta che deriva dal fatto che molti di noi amano suonare e cantare. La musica è nel nostro DNA e quindi abbiamo cercato di unire diverse passioni per tirare fuori il meglio e metterlo in pratica al servizio della compagnia e di conseguenza del pubblico e della comunità.

Assodato che non è questo il vostro primo lavoro, di cosa è composto il vostro repertorio?

Al nostro settimo anno di attività abbiamo già portato sul palcoscenico “Aggiungi un posto a tavola”, “Rugantino” e “ABBAndonati al ritmo – canta balla e vai …..”

Abbiamo notato grande impegno nelle scenografie e nei costumi, come vi finanziate, in questo chiedete sostegno alla comunità?

Grazie! Mi fa piacere riscontrare che è stato notato il “grande” sforzo per realizzare le scenografie. Abbiamo con noi delle persone veramente eccezionali sia a livello qualitativo che quantitativo per la disponibilità di tempo e l’impegno profuso a servizio della compagnia.

Ovviamente le spese sostenute sono anticipate dalla compagnia che, fortunatamente, riesce a recuperare dall’incasso delle serate. La differenza è interamente devoluta alla Parrocchia.

Avete mai pensato di cimentarvi con genere differente?

Per il momento no. In seguito comunque ci piacerebbe provare a fare qualche cosa di diverso. Vedremo!

Progetti per il futuro?

Certamente continueremo su questa strada ma ora è presto per parlarne. Ci sono delle idee che stanno venendo fuori e che magari potrebbero essere sorprendenti per qualcuno.

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