E’ di oggi la notizia della donazione dei novemila libri contenuti nella libreria di Livio Sossi (saggista, conduttore radiofonico italiano ed esperto di letteratura per l’infanzia recentemente scomparso) a un’importante biblioteca triestina.
Proprio Livio Sossi è il fil rouge di un progetto molto speciale: “Il velo di Gila”, presentato sabato 5 Ottobre alla presenza degli autori negli spazi dell’Antico Caffè San Marco di Trieste.

L’incontro con Livio Sossi è stato definito dagli autori del progetto ( a cura dell’associazione Con-creation) fondamentale per coniugare testi e illustrazioni.

Un progetto, tra l’altro, che prevede diversi sviluppi come dei laboratori in diverse scuole medie e superiori e una rappresentazione teatrale.

Il velo di Gila

Il velo di Gila, non una graphic novel ma un romanzo illustrato su una fase che noi tutti abbiamo vissuto, quella dell’alienazione adolescenziale e da un’urgenza.

L’urgenza di raccontare il subconscio che aveva Savino Napoleone; da lì la pressante richiesta di udienza al docente di comunicazione visiva al Politecnico di Milano, Raffaele Ferrante, e la consecutiva stesura di un testo da parte di Nicolò Santovito.

Tre giorni di “clausura” in un aula del Politecnico dopo, veniva alla luce Il velo di Gila.

Il velo di Gila non è però solo un romanzo ma anche un cortometraggio molto incisivo, proiettato nel corso dell’incontro di sabato a cura di Tiemo Waidemann.

Molteplici le possibili interpretazioni della figura di Gila, elemento che nasce dal testo di una canzone del dream-pop.

Chi è Gila? L’alter-ego di Sara, una Sara adulta, una potenziale madre? Un’entità fantastica legata al subconscio, elemento consapevole di Sara.

Analisi psicologica dell’adolescenza

Un universo, quello degli adolescenti, complesso e contorto
ma incredibile.

Un processo di trasformazione in cui un essere umano si espone a una prima crisi, positiva, di riconoscimento della propria identità e a una crisi di adattamento.

Un momento che ogni ragazzo vive in maniera diversa e in cui c’è la necessità di un adulto che si metta in ascolto non giudicante e che allo stesso tempo “metta degli argini” a un corso d’acqua che altrimenti sarebbe dirompente.

Questo è ciò che è emerso dalla prima parte dell’analisi del romanzo da parte di un’esperta del settore in oggetto: Federica Maracich (psicologa-psicoterapeuta).

Tre le parole chiave che la Maracich fornisce: realtà, coerenza e presenza.

Il focus su cui verte il romanzo è quello della famiglia, prima cellula con cui è a contatto l’universo adolescente ma ci sono altri ambiti su cui viene posta l’attenzione, come quello della formazione.

L’analisi letteraria del romanzo

Un’interessante analisi del romanzo dal punto di vista letterario è fornita da Piero Guglielmino (conduttore radiofonico, esperto di letteratura giovanile, studente di Livio Sossi all’Università di Italianistica a Capodistria).

Di solito si dice di “non giudicare il libro dalla copertina” ma in questo caso si parte proprio da essa, che fornisce già alcune indicazioni sul nucleo del romanzo che si andrà a leggere.

Una bambina con un cappuccio, una grotta rossa, capelli che
diventano selvaggi, un sentiero di pietra e un bosco.

Il velo di Gila, nell’analisi di Guglielmino, è una fiaba contemporanea che molto dialoga col racconto di formazione. Fiabe, che citando Calvino (lo fa Guglielmino), sono una specie di catalogo di tutti i destini possibili.

La bambina Sara, che deve entrare nella “grotta” scopre che un passaggio necessario è l’entrare in contatto con una realtà altra, un luogo in cui nessuno teme l’ombra.

Un passaggio che, come in tutte le fiabe, il soggetto (in
questo caso l’adolescente) deve fare da solo.

Il velo di Gila è un romanzo illustrato che, attraverso una storia dalle tinte noir, racconta la fase evolutiva degli adolescenti e la sempre più frequente difficoltà che hanno nell’esprimere sé stessi.

Con- Creation

Con-Creation è un’associazione che nasce dalla passione di quattro professionisti desiderosi di dar voce ad iniziative culturali in campo sociale attraverso l’uso massivo dell’arte e della cooperazione.

Nasce anche per valorizzare le capacità personali di ogni individuo attraverso la creatività.

I professionisti coinvolti nel progetto

Raffaele Ferrante: direttore artistico per vari team creativi nello sviluppo di progetti rilevanti per Mondadori e in varie realtà imprenditoriali e formative, sia in Italia che all’estero.

Nel corso delle sue molteplici esperienze si è occupato di processi creativi, illustrazione, grafica pubblicitaria e comunicazione visiva. Oltre ad essere docente universitario, sostiene con determinazione le problematiche relative al mondo adolescenziale, collaborando con diversi enti pubblici ed istituzioni.

Savino Napoleone: visual artist e appassionato sin da giovanissimo alla pittura e al disegno, lavora da autodidatta all’affinamento delle varie tecniche espressive.

Nicolò Santovito: scrittore e laureato in Filologia Moderna, ha sempre privilegiato la scrittura come mezzo per esprimere i suoi stati d’animo e la sua percezione della realtà.

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Chi sono
Quasi trentenne triestina, laureanda in scienze dell’educazione col sogno di lavorare con minori in difficoltà. Curiosa di natura e sempre pronta a mettersi in gioco con nuove esperienze Appassionata di teatro e soprattutto di musical; di cinema, danza, musica e divoratrice di libri, insomma di qualsiasi forma d’arte
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Quasi trentenne triestina, laureanda in scienze dell’educazione col sogno di lavorare con minori in difficoltà. Curiosa di natura e sempre pronta a mettersi in gioco con nuove esperienze Appassionata di teatro e soprattutto di musical; di cinema, danza, musica e divoratrice di libri, insomma di qualsiasi forma d’arte
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