Fotografia e arte del movimento nel primo Novecento. Steichen-Craig-Schuré-Bourdelle-Duncan

Cosa sono le immagini di danza? Scenari interiori che affiorano e modellano il corpo, forme create dai movimenti, capolavori del passato che ispirano le movenze e riempiono i gesti di significati. Ma anche raffigurazioni che documentano e conservano la memoria.

Nei primi decenni del Novecento le immagini contribuiscono alla grande rigenerazione della danza che accede al dominio dell’arte e penetra nelle opere degli artisti visivi.

Pittori, scultori, disegnatori, e, dall’inizio del secolo, anche fotografi, fondatori della fotografia artistica sulla cui scena la danza trova uno dei suoi piani di realizzazione.

Una fotografia che non si limita a registrare il movimento del corpo, ma vuole evocare gli impulsi e le sorgenti della danza.

Questo libro (Editoria & Spettacolo, collana “Visioni”, 398 pagine) traccia i contorni della genesi della fotografia di danza, contorni sfumati che conservano l’idea di trasformazione che caratterizza l’inizio del secolo.

Cinque figure ne hanno guidato la ricerca: Edward Steichen col suo ruolo nella nascente fotografia artistica; Edward Gordon Craig con la sua visione dell’arte del teatro; Édouard Schuré con la sovrapposizione tra arte e religione; Antoine Bourdelle coi movimenti vibranti delle sue sculture; Isadora Duncan, sacerdotessa dell’arte e del culto della nuova danza. Duncan antica scultura che rivive nella modernità, protagonista delle opere dei suoi contemporanei, figura universale della danza che sopravvive nella pietra, nei disegni, e nelle fotografie.

L’autrice

L’autrice, Samantha Marenzi, assegnista di ricerca nel triennio 2015-2018 con un progetto sui rapporti tra fotografia e danza nei primi decenni del Novecento, è Docente a contratto dei corsi “Iconografia del teatro e della danza” (Laurea triennale) e “Teorie e pratiche della danza” (Laurea magistrale) presso il Dipartimento di Filosofia Comunicazione e Spettacolo, corso di laurea DAMS, dell’Università Roma Tre. Dottore di Ricerca in Discipline dello Spettacolo, consegue il titolo con una tesi su Antonin Artaud e svolge periodicamente attività di ricerca in Francia.

Collabora con gruppi internazionali formati da studiosi provenienti da Italia, Inghilterra, Stati Uniti e Giappone con cui organizza giornate di studio e pubblicazioni. Nel 2018 consegue l’Abilitazione Scientifica per la seconda fascia nel settore disciplinare L-ART/05. Fotografa specializzata in stampa manuale in bianco e nero, realizza mostre e insegna camera oscura, stampa analogica, tecniche antiche di stampa e fotografia di scena.

Tiene corsi e seminari sulla storia della fotografia del Novecento e coordina gruppi di studio sulla fotografia di danza. Membro fondatore della compagnia Lios, si forma come danzatrice con Masaki Iwana e Akira Kasai. Con quest’ultimo partecipa a progetti coreografici e residenze creative.

Dal 2018 collabora, insieme ad Alessandra Cristiani, all’organizzazione delle giornate sul Butō nel Festival Testimonianze ricerca azioni del Teatro Akropolis. Dirige per Editoria & Spettacolo la collana Ofelie, dedicata alle traduzioni di scritture autobiografiche, diari, carteggi, libri in biblico tra vita e letteratura. È membro del comitato di redazione di “Teatro e Storia”.

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