Cesare Cesarini è tra gli interpreti de La bisbetica domata la famosa opera di Shakespare che al Teatro delle Muse, dal 4 febbraio sta riscuotendo enorme successo di pubblico. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo. Ci ha parlato dell’adattamento che Mimmo Strati ha eseguito sull’opera in scena fino al 23 febbraio, del suo rapporto con i tanti compagni d’avventura e dei prossimi progetti.

La Bisbetica domata è l’ultima parte della trilogia dedicata a Shakespare. Gli altri due lavori sono stati Rome e Giulietta e Sogno di una notte di mezza estate. Perchè proprio queste scelte?

Shakespeare è un grande autore che permette però un lavoro di regia ricco e importante; tra le pieghe della sua scrittura si ritrovano situazioni che spaziano dal drammatico al comico, questo consente al nostro adattatore e regista Mimmo Strati di scavare molto e consegnarci un lavoro molto stimolante per gli attori.

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Se è l’ultima parte della trilogia vuol dire che non vi vedremo in scena con Shakespeare?

Ogni anno ci viene posta la domanda su cosa faremo in futuro… vedremo, l’idea è di orientarci su qualcosa di più “italiano”, ma è troppo presto per parlarne.

Come si è avvicinato al personaggio di Petruccio?

E’ certamente il personaggio più complesso che abbia affrontato nella mia carriera, lo è Petruccio di per sé, nel nostro adattamento lo è ancora di più perché su di lui si stratificano interpretazioni diverse (l’attore non-attore che però diventa attore che, ovviamente, non deve saper recitare e deve farlo da ubriaco…), storie che si sovrappongono o che cambiano in continuazione… una prova importante per me!

Com è il rapporto con i compagni di avventura?

Ottimo… non potrebbe essere altrimenti, praticamente viviamo insieme da qualche mese!

E con il regista Mimmo Strati?

Con Mimmo Strati il mio rapporto è sempre stato eccellente. Io lo ritengo il miglior regista oggi in attività in Italia per creatività, inventiva, lucidità, tecnica.. i suoi spettacoli (come si conviene a tutti gli spettacoli di regia) sono dei perfetti meccanismi. Degli organismi viventi dove ogni interprete è un organo che concorre con gli altri a far vivere il corpo-spettacolo (insieme anche a luci, musica, scenografie)…

Ci parli dell’Accademia dei Bardi?

E’ la nostra scuola, prepariamo gli allievi a debuttare nella nostra compagnia maggiore. E’ aperta a tutti, le lezioni si svolgono 2 volte a settimana, gli insegnamenti sono tanti… Il primo marzo nella nostra sede di Via Maddaloni 26 (largo preneste) alle 19,30 faremo una lezione aperta a tutti e gratutita per chi volesse venire a vedere di cosa si tratta. Le informazioni si trovano sulla pagina “Accademia” del nostro sito www.compagniadeibardi.it

Quanto è attuale per lei La bisbetica domata?

Noi non facciamo teatro “sociale”, tuttavia alcuni temi in epoca di parità di diritti non possono che essere assolutamente attuali

Ha dei progetti paralleli alla Compagnia dei Bardi?

Oltre all’Accademia di cui abbiamo parlato stiamo lavorando a un’opera molto particolare (tra cinema, teatro e video) intitolata “Io e Salomé” e a un altra opera in video che si intitolerà “Calypso”. Storie di rapporti a volte particolari… Sono molto interessato all’esplorazione dei rapporti interumani… ma ora è il momento di ridere e divertirsi con la nostra Bisbetica!

Per questo Articolo le immagini sono state fornite dall’ufficio stampa dell’artista/spettacolo. Si declinano per tanto ogni responsabilità relative ai crediti e diritti.

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