Silvio Ciappi lungo le rotte dei Narcos

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COCA TRAVEL – Viaggio sentimentale di un criminologo lungo le rotte dei narcos. Intervista a Silvio Ciappi

E quindi questo è un libro che parla della coca. Che, prima di essere foglia, è stata una dea – i campesinos continuano a crederlo ancora – la dea della coca, diosa koka, ma anche la dea prostituta, la diosa puta, una prostituta ‘divina’. Perché una dea prostituta? Perché è questo ciò che mi ha detto un campesinos con le sue rughe da indio in Bolivia, parlando del destino delle sue foglie di coca. In quel volto cotto dal sole e segnato dal duro lavoro, ho visto le tracce di secoli, della sua gente, che ha poco a che vedere con le facce spavalde dei narcos. Basta guardarli in faccia e ti accorgi che si tratta di due mondi separati: da una parte il mondo dei cocaleros, dei piccoli produttori di coca, dall’altro il mondo occidentale, con i suoi riti convulsi, con l’ossessione del denaro, del traffico, della morte.

coca travel - silvio ciappiIl mondo del narcotraffico visto attraverso gli occhi di un criminologo viaggiatore,  un libro scritto come un diario di viaggio che parte dall’ Italia e si muove in Sud America e Africa. E’ “Coca travel – viaggio sentimentale di un criminologo lungo le rotte dei narcos” (Oltre Edizioni). L’autore, Silvio Ciappi,  ha svolto missioni internazionali in tema di prevenzione della criminalità, politiche sociali e valutazione dei sistemi giudiziari per conto della Commissione Europea occupandosi di terrorismo internazionale, politica criminale e della giustizia.

Uno sguardo personale, improntato sui dettagli, che trasmette gli umori, le lacrime e il sentire di personaggi legati al mondo della coca su entrambi i fronti, quello illegale della produzione e quello legale della giustizia.

 

Un percorso lungo le vie dei narcotrafficanti. Com’è trovarsi faccia a faccia con quella realtà?

Non è facile. Innanzitutto devi metter via una buona dose di coraggio e di spregiudicatezza. E poi mantenere come sempre lo spirito d’osservazione alto. Le realtà in cui sono capitato esigevano sangue freddo. Poi è scattata la molla della comprensione e dell’empatia. Da qui gli incontri con persone eccezionali, dal magistrato in prima linea, al gesuita missionario che tratta con i guerriglieri, alle vittime dei massacri, ai narcotrafficanti e alla gente comune.

 

Ti sei trovato coinvolto in un arresto di un narcotrafficante. Cos’hai vissuto?

In quel caso ho avuto paura nel momento in cui salivamo con l’ascensore privato nella sua casa dopo che era stato arrestato. Poteva esserci ‘qualcuno’ ad aspettarci e una volta aperte le porte dell’ascensore farci la festa…In casi così ti domandi perché tu sia lì in quel luogo. Ma fare il criminologo significa anche mettersi in certe situazioni. Occorre vedere, sentire poi la comprensione verrà da sola.

Di solito coca vuol dire Sud America. E l’Africa invece?

coca travel - silvio ciappiL’Africa è il grande hub internazionale della droga che proviene dal Sud America. Vi sono paesi le cui economie corrotte sono sostenute proprio dal traffico internazionale di droga. L’Africa è da questo punto di vista un colabrodo: tutti i sistemi di controllo sono deficitari o affittati ad aziende estere che spesso fanno finta di controllare. E alludo ad esempio al controllo degli scanner ai tir che arrivano nei grandi porti come quello di Lagos ad esempio. in Africa il grande passaggio di droga per l’Europa è ancor più facilitato dall’altissimo livello di corruzione. Poi la droga infine grazie alle nostre organizzazioni criminali arriva in Europa e qui l’Italia gioca un ruolo serissimo.

Hai definito questo viaggio “sentimentale”. C’è una situazione, un volto, un episodio che ti è rimasto nel cuore?

Ve ne sarebbero molti. Ma in primo luogo sono i tanti volti conosciuti e sopratutto le facce di chi sta lottando per cambiare, dai magistrati in prima linea alle vittime dei paramilitari nella giungla colombiana. Volti anonimi di cui hai perso anche il nome ma che rimangono vivi nella memoria. Le loro tante piccole storie hanno costituito la voglia per scrivere questo libro. Sono loro i veri scrittori occulti di questa storia.

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Chi sono
Milanese trapiantata a Fidenza, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro in qualità di regista e assistente alla regia e per tre anni ha tenuto corsi di teatro ai detenuti all’interno del carcere di Como. Ha pubblicato diversi racconti in antologie con ARPANet Edizioni e ha collaborato con alcune testate giornalistiche. Si occupa dell’ ufficio stampa del festival cinematografico Parma International Music Film Festival di Parma. Ha pubblicato tre libri: Piccole storie dei sette giorni, Fornelli metafisici e Ricettario Patafisico (Graphofeel)
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Milanese trapiantata a Fidenza, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro in qualità di regista e assistente alla regia e per tre anni ha tenuto corsi di teatro ai detenuti all’interno del carcere di Como. Ha pubblicato diversi racconti in antologie con ARPANet Edizioni e ha collaborato con alcune testate giornalistiche. Si occupa dell’ ufficio stampa del festival cinematografico Parma International Music Film Festival di Parma. Ha pubblicato tre libri: Piccole storie dei sette giorni, Fornelli metafisici e Ricettario Patafisico (Graphofeel)
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