Intervista a Yoko Ono

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Lo scorso ottobre ha visto la luce la prima fatica editoriale del cantautore e scrittore romano Jacopo RatiniSe rinasco voglio essere Yoko Ono”. Un libro ironico e disincantato che, affrontando i temi più disparati, dall’amore alla morte, dai sentimenti alle profezie, ci porta a pascolare tra le vie tortuose ed imprevedibili di una surrealtà quotidiana, dove è facile imbattersi in una partita a poker con Gesù e Bukowski, far colazione con Michelle Pfeiffer, giocare alla playstation con la Morte e farsi malmenare da un gruppo di agguerritissimi nani.

Noi ci siamo chiesti…. Perché rinascere Yoko Ono? Perché, tra tanti, proprio lei? E poiché non riuscivamo a darci nessuna risposta l’abbiamo chiesto a lei, sì proprio a lei! La musa ispiratrice dell’opera prima: YOKO ONO.

yokoono

Salve signora Lennon…posso chiamarla signora Lennon?

No!

E’ uscito ormai da qualche mese il primo libro di Jacopo Ratini “Se rinasco voglio essere Yoko Ono” come ha appreso la notizia?

Dal mio ufficio Stampa.

Qual è stata la sua reazione nel vedere il suo nome in copertina e perché, secondo lei,  Jacopo Ratini vorrebbe rinascere proprio nei suoi panni?

Mi sono informata su Ratini… Mi sembra soltanto un cialtrone. Dicono sia invidioso del mio conto corrente bancario… Come non capirlo!? E poi ci tengo a precisare che io non ho rovinato i Beatles ma semmai sono i Beatles che hanno reso fortunata me.

Il libro propone in chiave ironica racconti brevi e poesie sull’amore e sulla morte,  sentimenti ed impressioni  che avvicinano il quotidiano al surreale passando per nani e ballerine,  gatti volanti, tennisti e autostrade, sfatando miti ed alimentando leggende. So che ne ha ricevuto una copia…lo ha letto? cosa ne pensa?

Penso che se John fosse ancora in vita proporrebbe sicuramente un featuring o una collaborazione artistica a Ratini, vista la fervida immaginazione che li accomuna.

Ahimè, alcune scelte artistiche di John non le ho mai condivise né comprese. Quindi non capirei e sarei assolutamente contraria a questo sodalizio. Poi, anche a nostro figlio Sean piace molto questo benedetto Ratini.

Io non riesco proprio a capire i giovani d’oggi e le loro mode così strambe ed effimere!!!

Comunque il libro l’ho letto e  mi pare proprio una porcheria.

Ah ecco…beh, benissimo… Ma entriamo nel vivo! In uno dei suoi racconti Ratini incontra la Morte che bussa alla sua porta nel giorno della fine del mondo, come promesso ai Maya e, come nel celebre film di Bergman (“il settimo sigillo” ndr) riesce ad incastrarla in una ultima partita…non a scacchi ma alla playstation. Lei come si comporterebbe se la Morte bussasse alla sua porta?

Le offrirei un po’ di sushi fatto in casa, le farei ascoltare il mio ultimo disco e poi le domanderei: “Quando passi a far visita a Paul?? E per Ringo che programmi hai??”

Il libro si apre con una inusuale partita a poker tra Ratini,  Bukowski, John Lennon e  Gesù che  (barando) stravince, lasciando tutti in braghe di tela. Se quella partita si fosse giocata realmente lei su chi avrebbe puntato?

Sicuramente su Gesù… Quando punti su lui non sbagli mai, è garanzia. John purtroppo è sempre stato sfigato nel gioco.  D’altronde chi, come lui,  è  stato così fortunato in amore…

 Mmm…ehm…allora parliamo d’amore! Ratini scuote l’immagine dell’Amore come qualcosa di ineffabile e lo riporta al concreto: brucia il “Quanto” e  punta al “Come”. Prendiamo ad esempio la frase […T’amo in frutta e verdura: in ananas, in pompelmi, in manghi, in fragoline con panna. T’amo in verza, in asparagi, in barbabietole da zucchero…] lei cosa ne pensa? E’ mai stata amata in barbabietole da zucchero?

No. Però da piccola sono stata “voluta bene” in sashimi e in tofu.

Il libro è impreziosito da immagini della sua vita con John Lennon confezionate ad arte dall’illustre professor Marino D’Amore. Si riconosce in questa quotidianità?

Credo che storpiare una scritta come WAR IS OVER  per trasformarla in una frase populista come WORK IS OVER sia veramente un oltraggio etico e morale. E poi tengo a puntualizzare che quelle vignette sono pura fantasia. Io non ho mai fatto yoga sulla lavatrice mentre John faceva la centrifuga insieme ai panni sporchi. Il mio piccolo chihuahua nano “Paul” non ha mai orinato sugli scarponcini di mio marito; e a letto, la sera, non leggevo mai “Rolling Stone” in presenza di John… Semmai potevo tenerne una copia nascosta in bagno. Ma non in camera. Queste vignette storpiano la mia vita coniugale e la mia relazione con John. Quelle corna in copertina, poi…

Io a mio marito non l’ho mai tradito! Guardi lasciamo stare. Mi faccia delle domande serie, per cortesia…

Jacopo Ratini nasce come cantautore (lo ricordiamo per il suo primo album “Ho fatto i soldi facili” uscito nel 2010 in cui è contenuto il brano “Su questa panchina” che come ben ricorderà lo portò sul palco dell’Ariston) ma da cantautore a  scrittore quanto è breve il passo?

Ratini per me è solo un buffone, un pagliaccio! Panchine, soldi facili, Sanremo, Ariston, lavatrici, libri, Bukowski, Gesù… Sono tutte baggianate e fandonie… Diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Pluto quel che è di Pluto!

In conclusione, secondo lei … meglio i produttori discografici o gli editori?

Meglio autoprodursi in tutto come faccio io. Naturalmente avendo le mie possibilità economiche è tutta un’altra storia. Ma io sono io… e sono la “Numero Ono”. 

Se fosse lei a rinascere..chi vorrebbe essere?

Sicuramente Cristiano Malgioglio.

Ultima domanda prima di salutarci: prossimamente uscirà il secondo lavoro discografico di Jacopo Ratini, le piacerebbe scrivere un brano insieme?…o magari sta già succedendo?

Guardi a Ratini riconosco una sola cosa che può piacere: la capigliatura nipponica che mi ricorda tanto il mio primo fidanzatino giapponese e quel viso da cartone animato (sempre giapponese). Per il resto, lo considero solo un artistucolo da  quattro soldi.

Ha intenzione di querelarlo?

Naturalmente!!!

 (La direzione si riserva il diritto di supporre che le risposte alle  nostre domande siano state date da un certo Jacopo Ratini)

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