E’ stato per sei anni un volto di “Mai dire…”: Lettera 22, Ormoni e Neuroni, L’ottavo sigillo sono tra le serie che ha ideato e prodotto per il programma con la Gialappa’s Band. Ha presentato eventi su diversi palchi tra cui Zelig, Tava Rock, Young Prix e ora a distanza di un po’ di anni dalla realizzazione, Emilio Gatto ha vinto il Premio Best Movie all’interno della Terza Edizione dell’Infiinity Film Festival grazie alla web serie Axel Bros 

Pochi giorni fa ti è stato assegnato il premio BestMovie per la terza edizione dell’Infinity Film Festival, che effetto fa ricevere un premio a distanza di un po’ di anni dalla realizzazione della web series Axel Bros?

Bhe, allora vuol dire che come idea sta invecchiando bene! Anzi direi che vista l’esplosione che ha avuto la “serialità” negli ultimi anni, forse l’idea di Axel è arrivata un po’ troppo in anticipo. Il tempismo è fondamentale.

Parlaci di Axel Bros? Come è nata l’idea?

Volevo provare a realizzare qualcosa che prendesse in giro “le serie”, i suoi stereotipi e i suoi meccanismi, in particolare volevo andare sul genere action comedy, genere che in Italia praticamente non esiste.
Come atmosfere diciamo che mi son rifatto a quello che i fratelli Zucker e Abrahams avevano fatto con “Una pallottola spuntata”.
Inizialmente era un idea pensata per aver un taglio da 3 minuti da inserire come contributo in una trasmissione tipo “Mai dire…”, poi ho pensato che poteva tranquillamente avere un’autonomia maggiore e vivere di vita propria, così è nato il pilot che avete visto.

A proposito di Gialappa’s ci ricordiamo di te per le serie come l’Ottavo sigillo e Terminenzio, poi non ti abbiamo più visto…

E ti stai dimenticando di Lettera 22 che è quello a cui affettivamente son più legato! Diciamo che non ho mai lottato per avere la “notorietà”… così, quando la finestra della visibilità televisiva si è ristretta, ho spostato la mia parte artistica alla comunicazione aziendale. Ma la strada è lunga e chissà che io e il signor “grande pubblico” ci si incontri nuovamente più avanti.

Quanto ti somiglia Axel?

Invece che un fratello più grande e scomparso, io ho una sorella più piccola che vedo spesso. Detto ciò, Axel sta nella sua “Detroit”, io a “Milano” ma entrambi siam ragazzi di periferia eclettici e con un sacco di interessi.

Cos’è per te la comicità?

Ti rispondo con un’arguta battuta di Elwyn White: “Analizzare la comicità è come dissezionare una rana. Interessa a poche persone e la rana muore.”
E a me le rane stanno simpatiche, specie quelle che gonfiano la pappagogia come un palloncino ma senza esplodere hai presente?

Sì, credo di sì. “Abbiam premiato l’idea di prendere in giro la serialità e i suoi meccanismi. Un tema di grande attualità visto la grande attenzione che il mondo delle serie, grazie alla qualità costantemente in crescita, sta attirando su di sé e al processo di serializzazione che sta influenzando i grandi brand cinematografici” è la motivazione con cui BestMovie ha accompagnato il tuo premio… Condividi il pensiero della giuria?

E chi sono io per contraddire la signora giuria che tutto sa e tutto può!
Certo che sì, detto questo non vedo l’ora di andare a vedere “Avengers 23 – il ritorno del nipote di Capitan America”

A proposito di Avengers… Cosa ne pensi dei film di superoi?

Li guardo e mi diverto, certo quando hanno una bella trama è nettamente meglio, ma dato che questo non accade così spesso, mi godo l’effetto “montagne russe” senza troppi patemi d’animo.

Venendo alle Serie Televisive, che genere preferisci?

Le mie serie preferite in assoluto son state Scrubs e My name is Earl. Non chiedermi di Games of Thrones che non mi ha mai tirato dentro. Lie to me mi era piaciuto molto. Se vogliamo andare sul drammatico avevo apprezzato i Soprano e venendo ad oggi ti dico invece Stranger things che mi pare stia raccogliendo un consenso unanime.

Sei un abituale fruitore di tv? Cosa ti piace?

Lasciando fuori serie e film che ormai, a parte la TV, hanno un sacco di altre strade per finirti negli occhi vediamo…. Mi piacciono le maratone di Mentana. Son diventate un evento televisivo tipo San Remo ormai. Ah, e l’anno passato ho visto l’ultima stagione di Masterchef, che non avevo mai visto e mi ha divertito molto. Ma mi sa che son fuori tempo massimo dato che di tutti questi talent culinari non ne avevo mai visto uno. Culinaria è una parola che fa tanto ridere non trovi? Mi immagino un bellissimo panorama con il cielo terso, il sole splendente, dei gabbiani all’orizzonte e delle enormi chiappone di ogni foggia e dimensione al posto delle colline…

Molto poetico… E adesso a cosa stai lavorando?

Dici artisticamente parlando? E’ qualche tempo che sto lavorando a una sceneggiatura, protagonista un monaco benedettino del dodicesimo secolo con la capacità di viaggiare nel tempo a bordo della sua vespa 125 gialla. A parte la storia del monaco il resto è vero. Vediamo se vedrà la luce.

Allora in bocca al lupo!

Grazie! Culinaria… ahahah!

Per questo Articolo/Intervista le immagini sono state fornite dall’ufficio stampa dell’artista/spettacolo. Si declinano per tanto ogni responsabilità relative ai crediti e diritti.

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