IT FESTIVAL 2015

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Nella primavera del 2013 un gruppo di facinorosi artisti metropolitani ravvivarono la triste e cementosa piazza d’armi della Fabbrica del Vapore, per una colorata tre giorni di teatro. Doveva essere un progetto covato sotto la cenere per anni, pensai; doveva avere innervato cumuli di serate in cui si rimpiangevano i bei tempi andati, gli spontaneismi, i situazionismi, fino al definitivo “io domani me ne vado a Berlino” sapendo bene che le valigie sarebbero rimaste intatte sotto al letto. Il vento di rinnovamento dopo il cambio politico alla guida della città si era già un bel po’ affievolito, ma rimaneva la voglia, perfino la necessità, di un uso alternativo, intelligente di spazi cittadini altrimenti destinati ad affievolirsi, immobili e vacui. Ed ecco che un gruppo di benemeriti, cui personalmente darei l’Ambrogino (altro che la sfilata mesta di guest star che avvilisce il 7 dicembre!), fra cui Valentina Falorni, che insieme a Marisa Villa con la sua associazione AVTurnè da anni aiuta chi di teatro ci campa a districarsi nei meandri di una burocrazia sovietica, decise di dar vita a una specie di festival del sommerso; un simil-Fringe, ma meno istituzionale e programmato, più fatto di pillole che di veri spettacoli, in cui tutto quel magma teatrale e danzereccio rimasto nascosto negli anni bui poteva finalmente sentirsi cittadino, avere un suo proprio luogo, presentarsi agli increduli amanti del palcoscenico.

Fu un inaspettato trionfo. Di pubblico e di critica. Che portò a una seconda edizione, e quindi a una terza. Che è quella che ri-animerà quel buio conglomerato di nulla che è, nell’arco dell’anno, la Fabbrica del Vapore di via Procaccini, nei tre giorni che vanno dal 15 al 17 maggio.

IT Festival è cresciuto, e tanto. La naivete dell’esordio si è consolidata in una sorta di “anarchia organizzata” (per dirla alla Paul McCartney), capace di meravigliare, destabilizzare ma anche di consegnare concretezza. Ma soprattutto, IT è un progetto chiaro, strutturato. E’ un’associazione, che include 105 compagnie professionistiche residenti a Milano; i cui cardini sono la partecipazione (ogni compagnia si impegna personalmente nella riuscita del progetto, dando lavoro in cambio di visibilità) e la mobilitazione; è permanente, e non più araba fenice ogni tarda primavera. Da quest’anno ha attivato un processo di mentoring per cui le compagnie giovani sono state aiutate nella crescita artistica da professionisti del calibro di Gabriele Vacis, Serena Sinigaglia, Ricci/Forte e altri. Insomma, un soggetto adulto in grado di interfacciarsi con le istituzioni, i partner, i finanziatori, e che guarda al futuro con compiaciuta sicurezza di sé.

Il Festival vero e proprio è costituito da 9 palchi, su cui ruotano per tre giorni interi, dal pomeriggio fino a mezzanotte, le proposte delle compagnie aderenti al bando, in pillole da 20 o 40 minuti, in cui viene presentato uno studio, uno spettacolo polverizzato nei suoi elementi essenziali, una proposta, una possibilità. Il costo di ingresso è assai contenuto, per la varietà e la completezza (e per il fatto di essere a Milano, oseremmo dire): 5 € per una fascia bi-oraria, 8 € per l’intera serata. Ci si va per vedere teatro, ma non mancano eventi collaterali: TALK IT, tavoli di discussione mattinieri; IT’S MY PARTY, l’immancabile dj set (di cui, siamo sinceri, non si sarebbe sentita la mancanza); IT YOUNG, spettacoli per bambini; IT’S LATE, discussioni notturne con gli artisti.

Il programma è visionabile in un sito che è deliziosamente hipster, www.itfestival.it, tanto da osare l’abbinamento nero-giallo e l’immagine stilizzata di roditori assassini. I generi, i più vari: si va dall’arte circense al teatro fisico, dalla performance all’avanspettacolo, dal teatro di ricerca al teatro musicale. E c’è spazio pure per una sezione International.

Per tre serate, Milano sarà pullulante di magia teatrale come nelle estati di Edimburgo o Avignone. La strada per arrivare a quel punto è mostruosamente lunga, e non è neppure detto che i ragazzi di IT abbiano quell’obiettivo. Ma in una città che ancora oggi molti si ostinano a definire immobile, il desiderio di dimostrare il contrario da parte di un gruppo di meravigliosi folli è da sottolineare e supportare in ogni modo. A cominciare dalla presenza.

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