Jersey Boys
Douglas Crawford with the actual Frankie Valli backstage at “Jersey Boys” Las Vegas

Da diversi anni il mondo del cinema americano produce film tratti da titoli blockbuster di Broadway. O meglio, la strada Broadway – Hollywood è stata sempre a doppio senso. Film tratti da musicals e musical realizzati ispirandosi a film. Ad essere sincera, io stessa mi sono appassionata al mondo del musical vedendo film come Hair, All that jazz, Chorus Line e, anni prima di questi, i film musicali di Fred Astaire, Ginger Rogers, Gene Kelly.

Anche nelle ultime stagioni Hollywood ha messo sullo schermo grandi produzioni teatrali, si pensi al fortunatissimo  “Mamma mia!” , al mastodontico “Les Miserables”, all’ironico e occhieggiante “Rock of Ages”. Film il cui destino al botteghino, almeno in Italia, ha avuto esiti diversi. Successo per “Mamma mia!” (visto poi in versione italiana), forte delle hits degli Abba, scarso interesse per gli altri due, titoli che non sono mai arrivati nei teatri italiani (troppo costoso il primo, troppo di nicchia – forse – il secondo).

Lo stesso percorso ora lo sta intraprendendo “Jersey Boys”, film firmato da Clint Eastwood, uscito nelle sale cinematografiche italiane (e di tutto il mondo), da una decina di giorni. Storia di un noto gruppo degli anni ’50 e del suo leader, Frankie Valli, conosciuto da noi soprattutto per la canzone “Grease” che apre l’omonimo film.

La versione originaria teatrale ha 10 anni. Ma come per Miz e Rock of ages, non è mai stata proposta in Italia.

Questo pezzo è stato scritto appositamente e solamente per La Nouvelle Vague Magazine da Douglas Crawford. Doug è un noto performer americano che proprio da alcuni anni sta interpretando “Jersey Boys, in scena da tempo a Las Vegas (è il tredicesimo show di più lunga durata a Las Vegas).

Doug ci racconta la storia dei Four Tops e ci guida sia al film sia al musical, di cui, come ho scritto, è lui stesso interprete.

Abbiamo voluto lasciarlo in inglese per non togliere, allo scritto, alcuna sfumatura. Leggetelo. Un’occasione per conoscere come nasce un successo planetario dalla viva “penna” di chi lo ha vissuto e lo sta vivendo tutt’ora ogni sera.

 

 

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“JUST TOO GOOD TO BE TRUE”

The unlikely success story of “JERSEY BOYS” and Frankie Valli & The Four Seasons

Written by Douglas Crawford

Jersey Boys
“Jersey Boys” Theatrical Logo

Everybody loves a good success story and “Jersey Boys”, the international hit stage musical that is, now, a major motion picture directed by Oscar-Winner, Clint Eastwood, is not only just that, but tells one, as well. Not even the show’s producing and creative teams could have known, when the stage version of “Jersey Boys” (based on the true life story of pop superstars Frankie Valli and his band, “The Four Seasons”) had it’s world-premiere at the La Jolla Playhouse in Southern California in October of 2004, that their musical would go on to win the 2006 Tony, Outer Critics Circle, and Drama League Awards for “Best Musical”, the Original Broadway Cast Album would be certified “Platinum” for over a million copies sold and would win the 2006 Grammy Award for “Best Musical Show Album”, would spawn two U.S. National Tours as well as companies in Chicago, Las Vegas, London, Australia, Toronto, South Africa, Singapore, Malaysia, Istanbul, South Korea, and Holland, would break box-office records and earn standing ovations and numerous awards around the world, and, ten years later, would, still, be running on Broadway (recently becoming the 13th longest running show in Broadway history), and be turned into a Warner Brothers feature film released world-wide in 2014. In a word, “Jersey Boys” has become “ubiquitous” and its success may seem to some just as unlikely as was the success of the band whose story it tells.

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