“Sullo sfondo delle vicende che si intrecciano (le storie d’amore di giovani ragazzi di provincia alla ricerca di un pornodivo; un losco “prete bello” che si aggira per le campagne importunando le fedeli; una serie di disgustosi attentati alla famiglia più in vista del paese…), aleggia una curiosa tradizione centenaria: una sorta di processione pagana in cui i partecipanti, che per prendervi parte hanno pagato cifre da capogiro, se le danno di santa ragione mentre scortano le spoglie di un misterioso santo “a tre gambe” dalla parte alta del paese fino al municipio…

Innesca la vicenda il suicidio di un vecchio bislacco, Paparola, che però lascia molti dubbi… “

Non ne lascia, invece, lo spettacolo, né dal punto di vista tecnico né da quello artistico. Giovanni Avolio si destreggia con fluidità tra le  35 caselle di una complice scacchiera che, come in un gioco dell’oca sbagliato, aiuta lo spettatore a perdersi e ritrovarsi tra i vari intrecci delle storie.

Tante storie di paese che hanno ispirato l’autore, Andrea Buoninfante, a tal punto da volerle immortalare in un libro (divenuto romanzo grazie ad una processione fittizia che poi ne da il titolo)… Una specie di archivio etnografico per rendere omaggio a quelle personalità caratteristiche che hanno segnato la storia di un paesino.

Nasce quasi per gioco la collaborazione tra l’autore e l’attore. Per la presentazione dello scritto viene chiesto ad Avolio di interpretare degli estratti, e lui, invece del consueto reading, ne fa una vera e propria performance mimica. Da qui l’idea dello spettacolo, al quale lavorano altri due artisti: Franco Pietropaoli, eclettico polistrumentista, e Mauro Boninfante, un vero e proprio maestro dell’illuminotecnica.

Due figure quasi metaforicamente mitologiche che accompagnano gli spettatori nell’intrigante viaggio di Avolio. Se da un lato Pietropaoli, interagendo, gli crea un tappeto musicale ricercato, intelligente e ironicamente geniale, Buoninfante dipinge dei veri e propri quadri sui quali, spesso, ci si incanta.

Abile narratore e interprete di una ventina di personaggi, Avolio inchioda alla sedia per più di un’ora, ubriacando il pubblico di informazioni, atmosfere, storie, fatti e aneddoti che convergono in un punto di domanda… Geniale! Come ha scritto qualcuno: “Non sei fregato veramente finché hai una buona storia e qualcuno a cui raccontarla”… Be’, la cosa bella è che la storia cattura ma ciò che rimane nella mente sono i vari personaggi… Missione compiuta, Andrea Buoninfante!

LA CALATA DEL SANTO A TRE GAMBE

di

Andrea Buoninfante

adattato, diretto e interpretato da

Giovanni Avolio

musiche dal vivo di

Franco Pietropaoli

disegno luci di

Mauro Buoninfante

aiuto regia

Eleonora Mineo

 

in scena al Teatro Millelire, Roma

giovedì, 13 giugno 2013

“Un commento a caldo” (2a puntata) – di Michele Albini

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