Ieri mattina La Cappella Underground ha ricevuto il San Giusto d’Oro 2025, uno dei riconoscimenti più significativi conferiti dalla città di Trieste a chi contribuisce in modo duraturo e innovativo alla sua vita culturale.
Un premio che celebra una storia iniziata nel 1969, quando un gruppo di cinefili ribelli in via Franca diede vita a un progetto che non ha mai smesso di credere nel cinema come spazio di incontro, scoperta, sperimentazione e futuro.

Negli anni, La Cappella Underground è diventata un punto di riferimento imprescindibile per la cultura cinematografica cittadina e nazionale: dal Cinema Ariston, recentemente restituito alla città come contenitore culturale innovativo, al Trieste Science+Fiction Festival, passando per la Mediateca, le rassegne, le mostre e le produzioni audiovisive.

Come ha ricordato il sindaco Roberto Dipiazza durante la cerimonia, La Cappella Underground è oggi “sinonimo di cinefilia e passione per la settima arte, anche nelle forme più innovative della sperimentazione audiovisiva”.
Il San Giusto d’Oro è stato assegnato da Assostampa FVG con il Comune di Trieste e il sostegno della Fondazione CRTrieste. Nel corso della cerimonia è stata consegnata anche una targa speciale al giornalista triestino Paolo Condò, che ha voluto condividere il riconoscimento con La Cappella Underground, ricordando come tra via Franca e l’Ariston sia passata una parte fondamentale della sua formazione culturale di giovane liceale curioso.
Nel suo intervento, Condò ha sottolineato l’importanza delle redazioni triestine in cui ha mosso i primi passi da giornalista, luoghi in cui ha imparato a non fermarsi mai davanti al “no se pol far” e al “no se ga mai fato”.
Parole che risuonano profondamente con la storia e la missione de La Cappella Underground, che continua a portare avanti il sogno di quei cinefili del 1969 dimostrando, giorno dopo giorno, che “se pol far anca se no se ga mai fato”.





