di Alessia Carlino

In questo fine agosto di una Roma ancora semi deserta, il Maxxi inizia la sua prossima stagione culturale con la presentazione del nuovo direttore artistico del museo, il critico e curatore cinese Hou Hanru.

La presidente Giovanna Melandri ha ufficialmente introdotto questa mattina alla stampa le nuove prospettive che attendono il Maxxi grazie all’apporto di Hanru.

“Il Maxxi -afferma il nuovo direttore- è un fiore non ancora sbocciato e proprio questo suo stato primordiale offre l’occasione di valorizzare e promuovere tutte le potenzialità che questo museo può offrire. Vedo il Maxxi come fosse una città ideale, un luogo dove vivere insieme, dove possano scaturire relazioni tra la cittadinanza e le istituzioni.”

Il nuovo direttore artistico vede il museo progettato da Zaha Hadid come un laboratorio di pensiero, uno spazio dove è possibile costruire un’ambiziosa ricerca creativa che possa in qualche modo realizzare la sfida intellettuale che l’arte e l’architettura pongono al centro delle loro riflessioni.

Hanru è stato scelto nella rosa dei candidati grazie alla sua esperienza internazionale che lo ha portato a curare in tutto il mondo diverse biennali, tra cui quella di Venezia, ed è consulente di numerose istituzioni fra le quali vanno elencate il Guggenheim di New York, il Walker Art Center di Minneapolis e il Today Art Museum di Pechino.

La visione di Hanru non prescinde dalle conseguenze del mercato finanziario globale e dagli effetti che la crisi economica ha scaturito in Italia e in Europa. La sfida che intende raccogliere il nuovo direttore artistico consiste proprio nel mettere in relazione la macchina museo con la cittadinanza e le istituzioni, rendere dunque uno spazio dedito alla conservazione e alla promulgazione della cultura un luogo vitale che possa essere l’esempio di un nuovo sistema sociale e politico.

La responsabilità collettiva sembra essere il centro focale del pensiero di Hanru: un architetto, un urbanista, un creativo, un critico, un curatore non può esimersi dalle proprie responsabilità sociali, queste devono essere il fulcro portante di un pensiero che deve promuovere  un dialogo con le istituzioni pubbliche e statali.

Il presidente Giovanna Melandri ha continuato il discorso elencando gli sviluppi positivi della sua gestione a seguito del commissariamento del museo avvenuto 9 mesi fa. Il presidente ha voluto sottolineare l’impegno nella valorizzazione del Maxxi grazie all’incremento dei visitatori durante il corso del 2013 e alla volontà di perseguire una gestione finanziaria dell’istituto che possa coinvolgere sempre di più il privato arrivando entro tre anni all’ambizioso obiettivo di un’erogazione monetaria da parte dello stato pari al 50% del fabbisogno economico del Maxxi.

Rimangono però ancora molti i dubbi da chiarire, il Maxxi è in attesa di una sovvenzione statale pari a sei milioni di euro che permetteranno al museo di continuare l’opera di valorizzazione e di promozione di nuovi progetti culturali, soldi che, a detta della presidente, sono stati garantiti dallo stato e che sono necessari anche per gli onerosi costi di gestione della struttura dedicata alle arti del XXI secolo.

Molte sfide, dunque, attendono il Maxxi, un luogo che è stato concepito per accogliere a Roma nuove forme della contemporaneità e che per molto tempo è stata una cattedrale nel deserto.

Questo nuovo capitolo del museo, segnato dalla nomina di Hou Hanru, che si installerà definitivamente nella capitale dal prossimo dicembre, appare una speranza per il futuro di un luogo dedito all’arte e alla ricerca di nuove forme espressive, una città ideale aperta al mondo che sia l’anello di congiunzione tra la città reale e l’edificio architettonico di molteplici espressioni culturali ed artistiche.

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