In occasione del  primo centenario della nascita di Frida Khalo e nel cinquantesimo anniversario dalla morte di Diego Rivera, il Ministero Affari Esteri del Messico in collaborazione con l’Instituto Nazionale di Belle Arti e Letteratura, presentano una selezione di 35 fotografie dedicate ai due grandi artisti messicani.

Realizzata negli spazi espositivi dell‘Instituto Cervantes di piazza Navona a Roma, la mostra fotografica non rende omaggio solamente A Frida e Diego, ma ad un intero paese, il Messico, rievocandone l’immaginario storico in un arco temporale che va dal 1914 al 1955.  La complicità, sentimento che più di ogni altra cosa ha caratterizzato l’incontro e successivamente la vita comune dei due artisti, rappresenta il “fil rouge” dell’intero percorso fotografico in cui emergono prepotenti le personalità, a volte in contrapposizione, dei due protagonisti che insieme sono stati artisti, attivisti politici, amici, amanti, sposi .

La rivoluzione messicana apre il percorso della mostra attraverso gli scatti di autori vari che immortalano uno scenario variegato di distruzione, di morte di uomini caduti per combattere nel nome della lotta,alternate a scene di vita dell’epoca. Un ideale, quello legato alla rivoluzione, che ha segnato molto l’inizio della relazione tra Frida e Diego.

E’ proprio il Messico in fermento degli anni venti a fare da sfondo ai primi incontri dei due artisti. Diego Rivera, infatti , oltre che tra gli inventori della pittura muralista, è  un attivista del partito comunista e in quegli anni di grande fervore anche Frida, congiuntamente a Diego, matura un forte senso di ricerca per la giustizia e per le lotte sociali.

Ritroviamo così, continuando il percorso espositivo, foto datate 1929 che immortalano i due protagonisti sfilare uno accanto all’altra ad un corteo,  nelle manifestazioni di piazza per una rivoluzione di cui Frida si sentiva profondamente “figlia”, ed altre che li ritraggono in compagnia della fotografa italiana e amica Tina Modotti compagna di vita del leader comunista Antonio Mella. Una complicità che li porterà a sviluppare una delle più grandi passioni amorose di sempre fino al giorno del matrimonio esposto in mostra, in una delle poche foto ritratte in posa da un autore sconosciuto, il 21 Agosto 1929. Ha così inizio un idillio lungo e tormentato destinato a diventare leggenda.

Gli anni successivi, fino al 1934, saranno tra i più intensi della loro storia di coppia e tra i più floridi per il percorso artistico di ognuno, periodo in cui Diego, completamente trascinato dalla passione per Frida, lascia il partito comunista per dedicarsi in tutto e per tutto all’arte, arte che per entrambi rappresenterà a lungo il vero luogo della” rivoluzione”.

Con il passare degli anni però, la personalità eccentrica di Diego, i tradimenti da parte di entrambi , la salute sempre precaria di Frida, porterà i due artisti al divorzio  nel 1939. Una separazione che ha durata molto breve e che li vede, nuovamente sposi,  soltanto un anno dopo nel 1940, a testimonianza del fatto che una passione e una complicità così intensa non poteva tenerli lontani a lungo.

Sono  gli ultimi anni di vita di Frida che ,ormai sopraffatta dalla malattia muore nel Luglio del 1954, a chiudere il percorso della mostra in cui sono esposte foto risalenti alle sue ultime apparizioni pubbliche. Diego ,ormai rimasto solo, la seguirà tre anni dopo.

E’ lo sguardo, a conclusione di questo viaggio indietro nel tempo, a rimanere orfano della grandezza e dell’eclettica personalità di due importanti protagonisti che gran peso hanno avuto nel corso della storia, brillando ben oltre  le pieghe sbiadite di una pellicola in bianco e nero.

 

INFORMAZIONI TECNICHE

COMPLICITA’ Diego e Frida

Instituto Cervantes

Piazza Navona 91-92 Roma

Dal 13 febbraio 2013 al 10 Marzo 2013

entrata libera

info: www.cervantes.es   www.roma.cervantes.es

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“L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi.” Marcel Proust
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“L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi.” Marcel Proust

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