“La danza e la sua storia” di Valeria Morselli

Il piano dell’opera si sviluppa in tre volumi sulle valenze culturali, sociali ed estetiche dell’arte della danza in Occidente: il primo raggruppa “Dalle civiltà greca e romana al XVII secolo” – il secondo “Danza e balletto nei secoli XVIII e XIX” – il terzo “Rivoluzioni ed evoluzioni nel XX secolo”.

I tre volumi sono pensati per gli studenti dei Licei Coreutici, questi libri (Dino Audino Editore, nella collana “Manuali”, con contenuti web extra grazie all’edizione multimediale) presentano una selezione ragionata degli aspetti fondamentali del percorso dell’arte della danza nei secoli, considerandone sia gli aspetti sociali che quelli estetici e teorici. Particolare attenzione è dedicata inoltre ai necessari collegamenti con le storie del teatro, della musica, dell’arte e della letteratura, oltre che con la filosofia e la storia sociale in generale.

Lo scopo è di consentire agli alunni di formarsi un quadro generale dell’evoluzione storica della danza, di conoscerne la terminologia anche nell’aspetto etimologico e di acquisire le abilità e le competenze necessarie ad inquadrare le informazioni ricevute in una prospettiva interdisciplinare e transdisciplinare, come specificato nelle “Indicazioni Nazionali per il liceo coreutico”. I testi sono corredati da numerose illustrazioni e materiali utili agli alunni DSA, come schede di approfondimento, sintesi e prospetti analitici.

Infine, a conclusione di ciascun capitolo, una scheda con “esercizi e verifiche” aiuterà a focalizzare i punti principali dei contenuti e a pervenire con maggiore facilità ad una visione sintetica degli argomenti. L’opera prevede anche alcuni contenuti digitali integrativi ed è facilmente fruibile da chiunque desideri accostarsi ad una conoscenza di base della “Storia della Danza in Occidente”.

Il primo volume, dopo un’introduzione generale alla disciplina, si apre con una panoramica sulle civiltà greca e romana. Passa poi a illustrare gli aspetti principali della funzione della danza nel Medioevo: le forme popolari e auliche, gli artisti dell’intrattenimento e le manifestazioni che comprendevano le espressioni coreiche.

Il periodo rinascimentale annovera la nascita del balletto nelle corti italiane, l’opera pratica e teorica dei principali Maestri e trattatisti del Quattrocento e del Cinquecento e la loro diffusione in Europa, fino all’avvento in Francia del ballet de cour.

Analizza inoltre le principali danze auliche in uso, a partire dalla loro origine popolare. Conclude il volume un capitolo sullo sviluppo dell’arte coreica in Europa durante l’epoca del Barocco, con la nascita dei teatri pubblici a pagamento, la definizione della tecnica accademica in Francia, l’avvento del professionismo coreutico e del teatro musicale francese.

Il secondo volume tratta l’evoluzione del balletto a partire dai primi decenni del Settecento fino alla fine dell’Ottocento.

Dopo un’introduzione che riprende gli argomenti principali dei secoli precedenti, si illustra il passaggio dall’opéra-ballet al ballet d’action, lo sviluppo di quest’ultimo nel coreodramma di Salvatore Viganò e nei balli grandi all’italiana, per arrivare al “balletto pre-romantico” e al “balletto romantico”, distinguendo quest’ultimo in primo e secondo Romanticismo e analizzandone le principali produzioni in diversi paesi europei.

Il volume offre la trama dettagliata dei principali balletti in esso menzionati e tratta anche dei diversi stili della danza accademica e della nascita della danse d’école a partire dall’opera teorica di Carlo Blasis fino alla scuola italiana di Enrico Cecchetti. Non mancano notizie e informazioni sui sistemi di notazione della danza e sui principali artisti che hanno operato nei due secoli oggetto del volume stesso.

Il terzo volume tratta i principali avvenimenti storici del Novecento, sia riguardo alla “rivoluzione” dovuta all’avvento della danza libera e al conseguente sviluppo della danza moderna e contemporanea, sia nei confronti dell’evoluzione del balletto classico in direzione moderna.

Si illustra dunque il cambiamento di visione generale dovuto ai nuovi eventi storici e all’avvento della società di massa sia in America sia in Europa, collegandolo con l’influsso della dottrina di François Delsarte e con i movimenti che hanno portato alla rivalutazione del corpo, per arrivare a esaminare l’apporto delle maggiori personalità che hanno determinato la nascita della modern dance in America e della “nuova danza” in Europa, da Isadora Duncan a Ruth St. Denis e Ted Shawn, da Rudolf Laban a Mary Wigman e Kurt Jooss, fino a Martha Graham, Doris Humphrey, José Limón, Merce Cunningham, Hanya Holm e Alwin Nikolais, in parallelo con il delinearsi del Teatrodanza europeo.

L’autrice

L’autrice, Valeria Morselli, docente di danza con diploma dell’Accademia Nazionale di Danza e con laurea magistrale in Disciplina delle Arti, Musica e Spettacolo, conseguita con una tesi in Storia della danza e del mimo.

Ha insegnato a lungo tecnica accademica e propedeutica della danza, oltre a condurre corsi di “Storia della danza e laboratori di danze storiche”. Dal 2013 al 2017 è stata docente di Storia della danza presso il Liceo coreutico annesso al Convitto Nazionale V. Emanuele II di Arezzo.

Fa parte dell’Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza (AIRDanza), in seno alla quale è stata membro del Comitato Direttivo dal 2010 al 2017. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni e relazioni a convegni nazionali e internazionali.

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