Arriva al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia uno dei grandi classici del Novecento americano: “La gatta sul tetto che scotta” di Tennessee Williams, diretto da Leonardo Lidi, in scena dall’8 all’11 gennaio come primo grande appuntamento con la Prosa del 2026. La produzione, firmata dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e dal Teatro Stabile del Veneto, si distingue per una lettura rigorosa e contemporanea del capolavoro che valse a Williams il suo secondo Premio Pulitzer.

«Ora torno a Williams per lasciare Čechov senza lasciarlo», afferma Lidi, individuando un filo rosso tra i due autori: la capacità di analizzare con lucidità e crudeltà il sistema famiglia, mettendone a nudo ipocrisie, fallimenti e tensioni irrisolte. Dopo aver affrontato i grandi testi cechoviani, il regista sceglie Williams come nuovo terreno di scavo drammaturgico, riconoscendolo come l’autore che più radicalmente ha saputo raccontare la famiglia come specchio della società.

- Advertisement -

Al centro del dramma ci sono i Pollitt, ricca famiglia del Sud degli Stati Uniti, riunita per festeggiare il compleanno del patriarca Big Daddy, gravemente malato ma ignaro della propria condizione. Attorno a lui si muove un microcosmo di avidità, silenzi e menzogne: i figli Brick e Gooper, le loro mogli Maggie e Mae, una madre complice e una schiera di nipoti. Il confronto tra i personaggi fa emergere rancori profondi, ambizioni economiche e ferite intime mai rimarginate.

Figura centrale è Maggie, la “gatta” del titolo, interpretata da Valentina Picello, recente Premio Ubu come miglior interprete. Donna determinata e vulnerabile al tempo stesso, Maggie si aggrappa con ostinazione alla posizione sociale conquistata, rifiutando di cadere nel vuoto della povertà da cui proviene. Il suo rapporto con Brick, marito distante e alcolizzato, è segnato dalla perdita dell’amico Skipper e da una verità sulla sessualità e sul dolore che Brick rifiuta di affrontare. In questo conflitto si concentra tutta la tensione del testo, tra desiderio di sopravvivenza e incapacità di amare.

Leonardo Lidi prende le distanze dall’immaginario del celebre film hollywoodiano del 1958 e costruisce una messinscena algida e spoglia, ambientata in una casa di marmo bianco: uno spazio freddo, quasi un mausoleo, che diventa il luogo di uno scontro senza compromessi. La nuova traduzione di Monica Capuani restituisce la versione più aspra e radicale del testo, quella voluta dallo stesso Williams dopo aver preso le distanze dagli adattamenti che ne avevano attenuato la violenza e la carica polemica.

La forza dello spettacolo risiede anche in un cast di altissimo livello, che comprende Fausto Cabra, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Giuliana Vigogna, Giordano Agrusta, Riccardo Micheletti, Greta Petronillo e Nicolò Tomassini, capaci di muoversi con precisione e armonia all’interno di una regia che alterna tensione emotiva e controllo formale. Le scene e le luci di Nicolas Bovey, i costumi di Aurora Damanti e il suono di Claudio Tortorici contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa e implacabile.

A completare il percorso, venerdì 9 gennaio alle ore 18, al Caffè Rossetti, si terrà un incontro di approfondimento condotto da Peter Brown, direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, con la partecipazione degli attori dello spettacolo. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti.

- Advertisement -

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.