La grinta degli American Idiot

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Ha debuttato giovedi scorso, 26 gennaio, per restare in scena al Teatro della Luna di Milano fino al 12 Febbraio “American Idiot” musical scritto da Billie Joe Armstrong, con le musiche dei Green Day e curato nell’edizione italiana da Marco Iacomelli.

Coprodotto da STM – Scuola del Teatro Musicale, Fondazione Teatro Coccia e Reverse Agency, “American Idiot” è una sfida (vinta!) coraggiosa nel panorama musicale italiano: temi non facili, una colonna sonora puramente punk e un modo diverso di vedere il musical: non favola, non storia immortale né paillettes e luccichii.

American Idiot non è uno spettacolo musicale in senso stretto ma un musical jukebox, quasi concerto ma con una storia decisamente rilevante, solida e coerente

Se l’ambientazione ricorda Rent, con le scenografie (ad opera di Gabriele Moreschi) funzionali all’ambientazione cittadina e di rivoluzione, uno si concentra sull’accettazione di diverse identità mentre il musical dei Green Day si concentra sulla crescita di tre giovani amici, Johnny, Will e Tunny, alla ricerca di un senso della loro vita al di fuori di un paesino e di una società controllata dai media.

Cercando questo senso tra scelte forti, separazioni cadute personali e risvolti inaspettati in un anno vivranno esperienze che li cambieranno profondamente.

Più forti? Più liberi? Avranno realizzato i loro sogni’ Chissà, ma ripartiranno comunque insieme!

L’American Idiot italiano è grinta, passione, talento e un pizzico di follia; convincono i protagonisti: tra tutti Mario Ortiz, alter ego immaginario di Jhonny ( Ivan Iannacci).

Più forti a livello vocale e interpretativo rispetto ai ragazzi le protagoniste femminili: Natascia Fonzetti (Whatsername), Angela Pascucci (Heather), Giulia Dascoli (Extraordinary Girl) ma questo sembra essere coerente col ruolo più pratico e deciso dei loro personaggi.

Uno dei momenti più sorprendenti e spettacolari coinvolge tra l’altro proprio la Dascoli Extraordinary Girl-Angelo della morte in un’emozionante coreografia in cui è sospesa in aria con Tunny.

L’interpretazione dei ragazzi, oltre al citato Jhonny  Renato Crudo (Tunny) e Luca Gaudiano (Will), seppure notevolissima e che dimostra una gran preparazione risente purtroppo di alcuni problemi tecnici a livello di microfoni e di un’eccessiva amplificazione strumentale a discapito delle voci

Valore aggiunto la band, dislocata i vari punti del palco e che suona dal vivo (così come i protagonisti): Riccardo Di Paola, Roberta Raschellà , Orazio Nicoletti e Marco Parenti.

Personalmente spero che lo spettacolo non sia sottovalutato nel nostro panorama tradizionale e che abbia la sua possibilità di crescita perché ha delle ottime fondamenta.

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