“ Lor signori ancora profittino di quanto hanno veduto, pensino alle malizie imparate, e si ricordino della Locandiera.”

Con una morale diretta e forte cala il sipario sulla Prima, applauditissima, de La Locandiera in scena al Teatro Quirino di Roma dal 12 novembre al 1 dicembre .

Protagonista Nancy Brilli “ Mirandolina” , donna di carattere e dal fascino irresistibile, determinata a fronteggiare il sesso maschile a testa alta, una donna contemporanea, autonoma di pensiero e nell’abbigliamento con un corpo stretto in un corsetto a rappresentare la rigidità esteriore della sua  persona ma provocante quanto basta a palesare la femminilità “imprigionata” al suo interno.

La stessa rigidità e dualismo che è rappresentato dalla scelta scenografica, alti e massicci pannelli girevoli  in marmo bianco che racchiudono al loro interno la passionalità dei personaggi, un doppia facciata divisa tra la freddezza delle pareti e l’esternalizzazione della propria personalità riflessa in uno specchio.

Un atteggiamento quella di Mirandolina che si ripercuote  nei confronti dei suoi spasimanti di cui non risparmia di ricevere protezione e denari indistintamente, tra le illusioni  e le gelosie degli stessi.

Bellezza e gioventù del cameriere non bastano, come non basta l’umiltà, la protezione e nemmeno i denari, l’attrazione della donna è rivolta verso un uomo, l’unico che non mostra interesse e che non rivolge attenzioni nei suoi riguardi. Per l’ennesima volta Mirandolina riesce nel suo intento rimanendone in maniera inaspettata vittima.

Sul palco insieme alla protagonista Giuseppe Marini, nel duplice ruolo di regista e Cavaliere Ripafratta, Fabio Bussotti Marchese di Forlipopoli, Maximilian Nisi Conte d’Albafiorita, Andrea Paolotti il cameriere Fabrizio e Fabio Fusco Ortensia.

 

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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .
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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .

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