In occasione della nuova edizione di Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria di Roma, Fazi Editore ha invitato la scrittrice Laini Taylor, autrice del romanzo fantasy Il Sognatore, il cui secondo capitolo, La Musa degli Incubi, arriverà nelle librerie il prossimo febbraio.

Grazie a Fazi abbiamo avuto il privilegio di poter dare una sbirciatina ai primi tre capitoli del secondo e ultimo volume di questa duologia che vede al proprio centro narrativo il personaggio di Laszlo, sognatore e assetato di conoscenza, e quello di Sarai, discendente dei Mesarthim, dei crudeli dalla pelle cerulea, a cui il titolo del secondo romanzo è dedicato.

La Musa degli Incubi inizia nel momento stesso in cui si era concluso Il Sognatore. Nessun salto temporale, nessuna ellissi: la vicenda vera e propria inizia in medias res, senza dare a chi legge nemmeno un momento per riprendere il fiato.

Ci troviamo, allora, di nuovo sulla cima della fortezza dei Mesarthim, in cui Laszlo e Sarai devono scendere a patti con quanto accaduto e, soprattutto, con la sete di vendetta di Minya, bambina con occhi come gusci di scarafaggi e un’anima che non è mai riuscita a superare la strage che ha decimato – in senso letterale – la sua famiglia e la sua gente. Minya, che ha il potere di impedire alle anime di dissolversi, che lega i fantasmi alla dimensione terrestre, rendendoli schiavi della sua volontà e dei suoi capricci.

La scelta di Laszlo e Sarai

Laszlo e Sarai, dunque, si trovano davanti ad una scelta impossibile: salvare il loro amore – per quanto impossibile e impalpabile, essendo lei un fantasma nelle mani di Minya – e accettare di essere l’arma di distruzione per gli esseri umani e per la leggendaria città di Pianto. Oppure cercare di resistere all’odio di Minya, scrivendo con il loro sacrificio la parola fine alla loro storia d’amore, nata in mezzo agli incubi e divenuta concreta nel pieno di una guerra che vedeva contrapporsi due gruppi di esseri che erano allo stesso tempo vittime e carnefici.

Ed è proprio da questa idea che La Musa degli Incubi sembra prendere il via. Il fantasy di Laini Taylor si diversifica dagli altri perché non perde tempo a descrivere con tinte scurissime dei villain così tanto facili da odiare.

I veri mostri di questa storia sono già stati sconfitti quando Il Sognatore prende il via: quello che il lettore si trova a seguire è un percorso di vendetta di uomini e dei che hanno le loro ragioni per odiare e per combattere.

I personaggi che la Taylor mette in gioco non sono né bianchi né neri, ma galleggiano in così tante sfumature da rendere impossibile non trovare giustificazioni per gli uni o per gli altri.

Sebbene non si possa dire molto di un romanzo dai primi tre capitoli, che la Fazi ha reso disponibili, quello che è lampante è lo stile di Laini Taylor che è rimasto invariato nella sua poeticità e nel suo non somigliare a nient’altro.

Un piccolo cenno, tuttavia, va fatto al primo capitolo, in cui vengono inseriti due nuovi personaggi Kora e Nova, due sorelle bellissime che vivono in un’isola sperduta ai confini del mondo e che sperano nel ritorno dei Mesarthim per poter essere misurate nella speranza di avere qualche potere che possa spingerle lontane dalla loro esistenza con una matrigna che le disprezza e un padre che non si cura di loro.

L’introduzione, sin dalla prima pagina, di questi due personaggi offre già una nuova visuale sul mondo dei Mesarthim, che conoscevamo come divinità austere e crudele, colpevoli di stupri e di vite spezzate e che invece, in queste prime pagine, appaiono come salvatori, « come gioielli, come sfide » , per usare le parole che danno il titolo al primo capitolo.

Per poter leggere la storia in tutta la sua (meravigliosa) interezza bisognerà aspettare il prossimo quattordici febbraio, quando La Musa degli Incubi arriverà nelle librerie.

Ma se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, di sicuro l’attesa ne varrà la pena.

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Chi sono
Collaboratrice , La Nouvelle Vague Magazine
Nata a Roma, si innamora perdutamente della capitale che le ha dato origine e finisce col diventare una tifosa appassionata della squadra di calcio della città. Ha cominciato a scrivere quando era molto piccola: dopo aver visto Edward Mani di Forbice di Tim Burton, ha scritto una storia breve per cambiare il finale triste della pellicola. Da allora non ha mai smesso. Nel tempo libero legge un mucchio di romanzi, organizza viaggi (se sono in Francia tanto meglio) e compra montagne di smalti colorati.
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