La nuova stagione teatrale 2014-2015 del Teatro Civico di Tortona

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TEATRO CIVICO di TORTONA

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STAGIONE DI PROSA 2014-2015

Presentata ufficialmente la nuova stagione teatrale 2014-2015 del Teatro Civico di Tortona, un tipico esempio del gusto neoclassico, progettato e sviluppato dall’ingegnere tortonese Pietro Pernigotti tra il 1836-38. Chiuso nel dopoguerra, fu restaurato e riaperto nel 1990. L’interno, suddiviso da tre ordini di palchi, con platea e loggione è decorato con stucchi ed affreschi. Opera del pittore-scenografo Luigi Vacca (1778-1854) di Torino sono il sipario rappresentante il mito di Orfeo ed il medaglione centrale del soffitto raffigurante le muse ispiratrici delle arti.

mercoledì 5 novembre

DEBORA CAPRIOGLIO DANIELA MOROZZI

“La vedova scaltra”

 di Carlo Goldoni

regia Emanuele Barresi

… e la storia continua. Dopo l’ultimo spettacolo della scorsa Stagione “La donna di garbo”, ecco come primo appuntamento della nuova, la seconda parte delle avventure di Rosaura, la ragazza enciclopedica inventata da Carlo Goldoni. Vedova ormai da due anni del vecchio dottor Arturo che l’aveva sposata in punto di morte per renderla propria erede, padrona nella casa in cui era entrata come domestica, dovrà scegliere il futuro nuovo marito. Ancora giovane ed avvenente che è oggetto del desiderio di quattro baldi nobiluomini. Un Italiano, un Francese, un Inglese, uno Spagnolo, si mostrano, a turno, a Rosaura, in quella che ritengono essere la loro veste migliore. In realtà, pensando di sfoggiare le loro qualità, non fanno altro che mostrare i limiti di quello che è, nella convinzione popolare, il tratto distintivo del popolo di appartenenza.

L’ Italiano troppo geloso e possessivo, il Francese troppo presuntuoso e frivolo, l’Inglese poco passionale e troppo pragmatico, lo Spagnolo vanaglorioso e dai modi troppo gravi. Rosaura è aiutata nel proprio disegno da Marionette, una domestica, donna argutissima, ma pigra, cosa poco commendevole per chi ha il compito di servire. E’ la seconda commedia di carattere di Goldoni,  non lasciare spazio alle “improvvisazioni” dei capocomici. Ebbe un enorme successo e rimase sulle scene per quindici anni.

mercoledì 19 novembre

COMPAGNIA DELLA RANCIA

SAVERIO MARCONI GIAN PAOLO VALENTINI

“Variazioni enigmatiche”

di Eric-Emmanuel Schmitt

regia Gabriela Eleonori

Già straordinario successo di pubblico e di critica in Europa (in Francia lo spettacolo è stato interpretato da Alain Delon, in Inghilterra da Donald Sutherland). Il titolo dell’opera fa riferimento a Enigma Variations, composizione del musicista inglese Edward Elgar, quattordici variazioni su una melodia che sembra impossibile da riconoscere, così come Schmitt sembra concepire il rapporto tra gli esseri umani come qualcosa che possiamo solo intuire.

Un testo mai prevedibile, che alterna sentimenti con drammatici colpi di scena, in cui l’ironia più tagliente si trasforma in commozione, la tenerezza in folle crudeltà. È la storia del confronto disperato fra due uomini, Abel Znorko – misantropo, Nobel per la letteratura che si è ritirato a vivere da eremita in un’isola sperduta del mare della Norvegia, vicino al Polo Nord (ma conserva un intenso rapporto epistolare con la donna amata) – e Erik Larsen, sconosciuto giornalista cui lo scrittore concede un’intervista. L’incontro, tra ferocia e compassione, si trasforma in una sconvolgente scoperta di verità taciute.

mercoledì 3 dicembre

CHIARA FRANCINI EMANUELE SALCE

“Ti ho sposato per allegria”

di Natalia Ginzburg

regia Piero Maccarinelli

“Dov’è il mio cappello?”. La storia comincia così. Comincia, sembra di capire, da un sorriso sfrontato e ironico dinnanzi all’impossibile. C’è un’impossibile famigliola, con tanto di suocera, cognatina e governante, tutti insieme a fare il teatrino delle proprie parti, dentro a un gioco di parodia.

La Ginzburg sfida tutte le regole della buona scrittura drammatica inventandosi un teatro delle assurdità che tuttavia non rassomiglia, né tecnicamente, né ideologicamente, al greve teatro dell’assurdo. Approda a una forma apparentemente impropria con i monologhi fiume, divertenti e all’apparenza teatralmente impossibili. Provocatoriamente, o meglio, sfrontatamente fragile è tuttavia irresistibile anche là dove pare disfarsi in frivolezza. Una commedia allegra, sfrontata, ironica.

Pietro è un avvocato di solida estrazione borghese, pacato e abituato a una vita regolare; Giuliana è una giovane donna assai spiantata, svitata e pasticciona. Alle spalle una vita sregolata e una fuga da casa giovanissima.

I due si sono incontrati, si sono piaciuti e dopo un mese si sono sposati. È passata una settimana dal matrimonio, un matrimonio fatto per allegria. Poi però il matrimonio si fa famiglia e con essa arrivano le regole, una delle quali è che bisogna essere uguali a tutte le altre famiglie. Nasce quindi il gioco, divertentissimo e insieme triste, della “casa” e con esso, per uguale allegria, l’autrice fa nascere il gioco del suo teatro.

mercoledì 17 dicembre

MARINA THOVEZ  MARIO ZUCCA

“Casina” di Marina Thovez

da Tito Maccio Plauto

regia Marina Thovez

La celebre commedia di Plauto riscritta per due attori a coprire tutti i ruoli: sette personaggi protagonisti, più le comparse! Infedeltà coniugali, rivalità tra servi, tra genitori e figli. Il trionfo del difetto umano. Se chiedessimo a chiunque perché l’autore abbia ritratto le  rispondere: “perché era un grande poeta”. Giusto. Ma se lo chiedessimo a Plauto stesso, probabilmente risponderebbe: “perché fa ridere!”.

Riscrivere un classico è un azzardo? Recitare soltanto in due una commedia basata sull’intreccio lo è sicuramente. I due attori, rimasti soli per un artifizio che si svelerà, entrano ed escono dai personaggi trasformati in pochi secondi, sudano, si strappano i vestiti e la parte: il teatro nel teatro, un congegno che a Plauto probabilmente, sarebbe piaciuto molto.

Gli attori, ultimi personaggi plautini post litteram, pieni di difetti, egocentrici e bugiardi, malati per la risata sono animati dalla stessa voglia di far teatro che portò Plauto ragazzino a cercare fortuna a Roma. Casina, una trovatella, è stata adottata dalla ricca coppia di Sciolgotutto e Strepitosa, ed è perciò figlioccia e schiava. Il figlio, innamorato di Casina, vorrebbe sposarla, ma le leggi non consentono un matrimonio tra un uomo libero e una schiava. La fanciulla è talmente bella che anche il vecchio patrigno perde la testa per lei. La moglie, capita l’antifona, per sottrarre la ragazza alle brame del marito combina il matrimonio di Casina col giovane scudiero Palino. Sciolgotutto la promette al fattore Olimpione, col patto di dividersi la preda. La scelta sarà per sorteggio ma le donne di casa architettano una grande beffa.

mercoledì 21 gennaio

PROGETTO U.R.T. COMPAGNIA JURIJ FERRINI

di Niccolò Machiavelli

regia Jurij Ferrini

Firenze 1504. Callimaco è innamorato di Lucrezia , moglie dello sciocco dottore in legge messer Nicia. Con l’aiuto del servo Siro e dell’astuto amico Ligurio, Callimaco, in veste di famoso medico, riesce a convincere messer Nicia che l’unico modo per avere figli sia di somministrare a sua moglie una pozione di mandragola, ma il primo che avrà rapporti con lei morirà.

Ligurio trova presto una geniale soluzione: a morire sarà un semplice garzone, cosa che tranquillizza parzialmente Nicia, il quale resta comunque perplesso, visto che qualcuno dovrà andare a letto con sua moglie. Naturalmente Ligurio ha pensato all’amico Callimaco, che spasima per Lucrezia: infatti non vi sarà nessun garzone come vittima predestinata, bensì sarà lo stesso Callimaco a travestirsi da tale. Il garzone-Callimaco viene colpito e portato a casa di Nicia, e poi infilato nel letto insieme a Lucrezia… Ispirata da un motivo erotico-cortese d’ascendenza medievale e di sapore decameroniano, non è solo una macchina comica ma anche un’allegoria sulla “corruzione della logica politica” che scambia i vizi della vita pubblica con quelli della vita privata, allargando il suo orizzonte critico anche al clero che la mise all’indice per più di 400 anni.

L’opera non ha perso mordente sull’attualità, al contrario è stata una lucidissima premonizione sui nostri tempi, rivelando la nostra stessa identità di popolo e le radici profonde di un malcostume.

mercoledì 4 febbraio

VALERIA VALERI  – MILENA VUKOTIC

“Le fuggitive”

di P. Palmade e C. Duthuron

regia Nicasio Anzelmo

Un testo che riesce ad analizzare le problematiche dell’universo femminile senza banalizzarle. Le due protagoniste incarnano l’archetipo delle ‘signore per bene’, appartenenti a quella dimensione femminile della società che ha imparato ad accettare le regole del gioco …quelle imposte dalla controparte maschile.

Ed è proprio per continuare a vivere che le due signore decidono di infrangere la cornice di specchi che le circonda, di ribellarsi ai dettami di un mondo che riflette sé stesso, calpestando la sensibilità della natura umana, fatta di bisogni e sentimenti. Ed è così che Claude, anziana signora che vive in una casa di riposo, e Margot, più giovane ma anche lei soffocata dalla pressione di un mondo che la vorrebbe inchiodare al ruolo che le ha imposto, si incontrano; a quel punto le loro esistenze si incrociano e generano un percorso nuovo e in movimento, in fuga. La stasi che permeava le loro esistenze risulta di colpo interrotta, le due signore si ritrovano a vivere in corsa, a guardare al presente anziché al passato e le situazioni in cui si imbattono risultano divertenti e amare al tempo stesso.

mercoledì 18 febbraio

CESARE BOCCI MARCO BONINI ELEONORA IVONE

“Ospiti” testo e regia Angelo Longoni

 “Ospiti” è… la storia di Leo, un uomo che deve fare i conti con la propria vita sbagliata, con i propri affetti finiti e con la comica misantropia che lo accompagna. Per qualche giorno, l’idea di un nuovo amore e un divertente caso di scambio di persona, gli permette di immaginare un’esistenza più interessante, più viva e affascinante…

…la storia di Sara, una donna che ha fatto del disincanto e della consapevolezza una buffa arma per difendersi dai sentimenti incontrollabili e dalle persone che la vogliono amare in modo possessivo…

…la storia di Franco un uomo che sa amare solo in modo eccessivo, totale, irrazionale. Un essere fragile e comico ma, al contempo, pericoloso, uno che non sa distinguere la passione dalla molestia. Una commedia divertente, cinica ma anche romantica. I tre protagonisti vivono l’amore come la più impegnativa delle loro attività, sia che lo inseguano, sia che lo fuggano, sia che lo sminuiscano. Alla base dei loro comportamenti c’è la convinzione che, quando si è innamorati, ognuno dia contemporaneamente il meglio e il peggio di sé.

mercoledì 4 marzo

MARCO COLUMBRO GAIA DE LAURENTIIS

“Alla stessa ora il prossimo anno”

di Bernard Slade

regia Giovanni De Feudis

George è fuori casa per lavoro. Doris è fuori casa per un ritiro spirituale. Sono al ristorante, lui la nota e le manda una bistecca. Alle signore si mandano fiori ma quel ristorante è rinomato per le bistecche. I due finiscono in una camera di motel californiano come per caso. Entrambi sposati con figli, entrambi benpensanti. La mattina dopo si ritrovano oppressi da un devastante senso di colpa.

Tanto devastante che decidono di rivedersi. Il prossimo anno, lo stesso giorno, la stessa ora, stesso motel, stessa camera. E poi l’anno dopo, e poi l’anno dopo ancora. Si sa come sono gli amanti, specie se si amano, ritengono se stessi e il loro amore il centro dell’universo. Là fuori scorre la storia, là fuori fanno la guerra, là fuori crollano idoli e ne sorgono di nuovi, là fuori muore la gente, ma là fuori… Qua dentro ci siamo solo noi due. I nostri figli erano bambini, ora sono donne e uomini.

Mia moglie invecchia, mio marito invecchia, e noi non invecchiamo? Noi no, invecchiare è una cosa che capita agli altri, a quelli che stanno al di là della porta del motel. Chiudi la porta e il tempo smette di passare. Dice Lei: “ci conosciamo da così tanto tempo che comincia a sembrarmi un incesto”.

La commedia, prodotta nel 1975 e rappresentata per ben quattro anni consecutivi a Broadway.

mercoledì 18 marzo

MASSIMO DAPPORTO SUSANNA MARCOMENI BLAS ROCA REY

“Ladro di razza”

di Gianni Clementi

regia Marco Mattolini

Roma 1943. Un modesto ladro e truffatore, Tito, abituato a inventarsi la vita, esce dal carcere, dopo aver scontato l’ennesima pena non può tornare a casa dei suoi, perchè sulle sue tracce c’è un usuraio, noto per la sua crudeltà. Decide di rifugiarsi nella catapecchia di Oreste, amico d’infanzia, che lavora come operaio nelle fornaci di Valle Aurelia.

Deve trovare al più presto dei soldi, per placare il “cravattaro”. Conosce una ricca zitella ebrea, Rachele, che vive da sola in un appartamento lussuoso del ghetto. Sarà lei la sua vittima. Tito la corteggia , vince la resistenza della donna ed entra nelle sue grazie. E’ pronto per il furto coinvolgendo anche l’amico fornaciaro. E’ l’alba del 16 ottobre 1943, c’è il rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma da parte dei nazisti. Mai il detto “Al  e vigliacco, catapultato in un episodio storico dirompente, scoprirà in sè un inaspettato coraggio che gli consentirà un grande riscatto.

Il testo si ispira alla grande tradizione del cinema neorealista e indaga in chiave di tragicommedia un momento della nostra Storia. Tito, Oreste e Rachele protagonisti di questa piccola, minuscola e, per certi versi, ridicola storia raccontano un’Italia in guerra, una Roma allo stremo, ma orgogliosa. Storia di ingenuità e fame, illusioni e inganni, di risate e lacrime, quando le parole onore, compassione e orgoglio avevano ancora un significato.

mercoledì 22 aprile

BENEDICTA BOCCOLI CATERINA COSTANTINI ELISABETTA POZZI

“Crimini del cuore” di Beth Henley

regia Marco Mattolini

Le tre sorelle Magrath si ritrovano nella vecchia casa paterna nel Mississippi. Là vive Lenny, una zitella lamentosa e un po’ squinternata, che si occupa di un nonno vecchio e malato.

Nel giorno del suo malinconico compleanno, arriva Meg, da tempo lontana in cerca di successi teatrali e canori, ma in sostanza sola e non felice e tutte e due successivamente accolgono Babe, che è stata testè rilasciata dopo il fermo di polizia, avendo sparato al suo oppressivo marito del quale si è stufata, pur essendo ricca, sistemata ed in apparenza soddisfatta e realizzata. In realtà Zackery Botrelle, il coniuge ora in ospedale, è furente con la donna, che ha avuto un rapporto con un nero poco più che adolescente. L’incontro inconsueto è l’occasione adatta per ricreare l’atmosfera di famiglia. Mille ricordi allegri e tristi riaffiorano…

GLI SPETTACOLI AVRANNO LUOGO PRESSO IL

TEATRO CIVICO DI TORTONA

VIA AMMIRAGLIO MIRABELLO, 3

CON  INIZIO ALLE ORE 21

INFORMAZIONI E VENDITA ABBONAMENTI E BIGLIETTI:

Teatro Civico – Via Ammiraglio Mirabello, 3 – Tel. 0131 820195 da martedì a venerdì dalle ore 16 alle ore 19

www.famafantasma.it

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