Lo spettacolo ALIS, presentato da Le Cirque World’s Top Performers, è sbarcato finalmente al Teatro Rossetti di Trieste dove sarà in scena fino ai festeggiamenti per il Capodanno.

Cosa succede quando ci dimentichiamo di esercitare la fantasia? Forse ci dimentichiamo di noi stessi. Alis ci prende per mano e ci accompagna nel mondo delle Meraviglie, atipico, costellato da acrobati e contorsionisti. Non è la tipica ed emblematica avventura celebrata da Lewis Carrol, piuttosto si erge come un inno ai Sogni, quelli di una vita intera.

Il pubblico viene accolto da un esuberante Pippo Crotti che mette fretta, lo spettacolo deve iniziare! Ed è così che scivoliamo con Alis nella tana del Bianconiglio, una scattante contorsione quella di Ulziibuyan Mergen che fa solamente da preludio a un bel più lungo viaggio nelle emozioni più pure dell’essere umano.

 

La storia di Alis è un pretesto, la sottile linea che separa il Duo Lyrical Lyra è labile. Stiamo guardando Pincopanco e Pancopinco o due spettacolari acrobate che volteggiano in un aereal hoop e che sono talmente impeccabili da essere una il riflesso dell’altra?

 

Nel viaggio incontriamo anche lo Stregatto, sdoppiato dai Waz’o, in un numero al trapezio che lascia tutti a bocca aperta. Ogni parte del corpo diventa una superficie d’appiglio, ogni muscolo è flesso eppur contratto.

 

Le carte da gioco prendono vita grazie agli acrobati dell’I-Team, spericolati ed energici, che volano tra evoluzioni aeree e combinazioni atletiche di massima pericolosità.

Alis, Trieste © Fabrizio Caperchi Photography / La Nouvelle Vague Magazine 2018
Asia Tromler © Fabrizio Caperchi Photography / La Nouvelle Vague Magazine 2018

 

I personaggi in questa passerella di fantasia continuano, è il turno di Alis, una giovanissima Asia Tromler che viene bendata, che sogna e si libra con i candidi drappeggi del tessuto aereo. Il pubblico è estasiato (e forse anche un po’ preoccupato, non c’è alcuna cintura di sicurezza) ed esordisce con un “Oooh” stupefatto dopo ogni figura.

 

E poi arriva Andrea Cerrato, ipnotico nella sua roue cyr, le sue acrobazie sfidano le leggi della fisica, spingono sull’equilibrio e il disequilibrio in ogni movimento. E vitale è questa forza per Yves Decoste e Delphine Cezard che con una lentezza sinuosa danno vita a istantanee divine col loro hand to hand.

 

Il movimento viene celebrato nella sua massima forma da Anatoliy Zalevskyy, equilibrista che sfoggia un elegante numero di armonia e fluidità. Fluidità che viene accolta dal celeberrimo Viktor Kee, “giocoliere e acrobata perfetto”. Seduce l’intero pubblico con le sfere che pare prendano vita, suggestiona col suo corpo reso ancora più spettacolare dal magistrale studio di luci e grafiche.

 

Rose Winebrenner completa la magica atmosfera con la sua musica dal sapore orientale, in una lingua inventata che fa vibrare direttamente le corde della nostra anima. E le corde reali vengono toccate dal Signore del Tempo, Guilhem Desq. Con la sua ghironda è il rock a sovrastare l’intera composizione.

 

Ultima ma non ultima Lili Chao Rigolo. Impariamo da lei che la piuma più leggera conosce il segreto della pesantezza, che il più precario equilibrio può essere salvato da un apparente semplice respiro (ma che in realtà è di fuoco).

 

Dulcis in fundo, il Cappellaio Matto, un poliedrico Maestro di cerimonia: Onofrio Colucci. È lui che tra Shakespeare e Antoine de Saint-Exupéry ci rende consapevoli dell’importanza della Meraviglia e del viscerale legame che abbiamo coi Sogni.

 

Ed è l’intero spettacolo ad essere da sogno, in un circo completamente sprovvisto di animali (gli unici animali da palco sono tutti loro) dove la Fantasia regna sovrana e il pubblico non può far altro di implorare “ne nous quitte pas”.

Da non perdere assolutamente, in scena al Teatro Rossetti di Trieste fino al 31 dicembre!

ALIS al Rossetti di Trieste – Foto di Fabrizio Caperchi

 

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