La rassegna estiva del Teatro Kopò si conclude con un moderno testo del teatro dell’assurdo, La signorina Papillon, di Stefano Benni.

Ad accogliere lo spettatore un bozzolo di tessuto bianco drappeggiato arricchito di purpuree rose, bozzolo fortemente metaforico che richiama atmosfere oniriche.

Protagonista è la schiva e ironica mademoiselle Rose Papillon, a suo agio nella sua evanescente prigione, fra pensieri, parole, farfalle e rose. A perturbare il clima ovattato,  leggiadro e incantato del giardino tre coprotagonisti: il “vitaminico” militare Armand, lo strampalato e inconcludente poeta Millet e l’eccentrica e sempre eccessiva parisienne Marie Louise. I quattro protagonisti (Sabrina Maggiani, Andrea Mosti, Priscilla Bertelloni e Francesco Marchesi) sono tutti estremamente bravi, energici e precisi, sostengono con maestria e tecnica il testo fortemente ritmato e i  taglienti tempi comici di Benni. Passato e futuro si mescolano con  estrema allegria, umorismo e vivacità nel sottolineare la corruzione  e la superficialità della vita parigina. La satira dei costumi del tempo si estende nello spazio e nel tempo con la leggerezza e la morbidezza di un telo bianco che vela ma non nasconde. Sogno, metafora, realtà, parole e gesti si fondono in continui parallelismi e spiccano il volo come le  farfalle che la protagonista Rose spilla suo diario.

La regia di Francesco Marchesi è moderna, sapientemente equilibrata, ritmata, senza respiro, pur conservando una bella pulizia che evidenzia un testo, quello di Benni, di non semplice trasposizione scenica. La potenza “sottile” del disegno luci contribuisce ad evocare il contrasto, in un’atmosfera antica ma irreale,  tra una dimensione sospesa  e rassicurante  e l’intromissione goffa da parte della cinica e spietata realtà esterna.

Nello spettacolo Rose si muove come in una bolla di sapone, cercando di custodire  il suo candore. Riuscirà a conservarlo?

La signorina Papillon è una deliziosa bomboniera, dal sapore di confetto con un frizzante ripieno. Una gioia per gli occhi e per l’anima. Da vedere assolutamente. In scena fino a domenica 27 luglio presso il Teatro Kopò in Roma.

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