La Terra senza l’uomo vive benissimo. La scienza secondo Covatta

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Chi l’ha detto che i comici debbano solo far ridere?

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Giobbe Covatta nel suo nuovo spettacolo “6 gradi” si rivela “divulgatore scientifico” e ci apre  ad una  ipotetica visione di un mondo futuribile in cui, l’incuria e le cattive abitudini delle popolazioni terrestri, hanno fatto precipitare gli eventi, portando alla fine del pianeta Terra per come lo conosciamo.

6 sono i gradi di riscaldamento della temperatura media terrestre, snocciolati da un  Giobbe Covatta-pronipote che ci racconta, grado dopo grado, le difficoltà di un pianeta malato e le improbabili acrobazie dei popoli della terra, capaci di sotterrare i problemi senza mai risolverli veramente.

Da un testo dello stesso attore  e di Paola Catella, Giobbe Covatta si conferma, ancora una volta, un artista impegnato, il cui lavoro non perde mai di vista una certa finalità educativa. Il teatro sala Umberto diventa, così, la scena di una vera e propria lezione di scienza, contemporanea e futura, a cui il pubblico è chiamato in prima persona ad intervenire… sì, proprio in prima persona! Come i “fortunati” spettatori, selezionati dall’affascinante nonché barbuta valletta, costretti, in un mondo di sprechi energetici, a pedalare sulle cyclette del palco per garantire l’energia necessaria allo spettacolo.

Districandosi tra avvenimenti del presente e cronache dal futuro, Il comico napoletano alterna, ad un’amara satira politica, tanto post-atomica da calarsi perfettamente nell’attualità  ad interrogazioni in prima fila e brevi momenti canori (non sempre troppo riusciti).  Il pubblico  non si lascia desiderare e riempie la sala di applausi e risate trascinandosi dietro qualche dubbio in più, un po’ di ansia, ed una certa coscienza ecosostenibile. Certo è che  “6 gradi” può risultare uno spettacolo controverso, in un momento  in cui la teoria del riscaldamento globale si scontra, violenta, con quella di una imminente glaciazione… ma, a prescindere dalla molla scatenante,  incitare “i nostri conTERRAnei” ad avere maggior rispetto delle risorse del pianeta non può che essere uno stimolo benaugurante.

D’altronde, come lo stesso Covatta conclude “l’uomo non può vivere senza la Terra ma la Terra, senza l’uomo, vive benissimo!”.

Teatro Sala Umberto dal 5 marzo

con la partecipazione di Mario Porfito e Ugo Gangheri
uno spettacolo di Giobbe Covatta e Paola Catella
costumi Chiara Defant
scene Francesco Margutti e Mirella Capannolo
service Fox Sound – L’Aquila
amministratore di compagnia Luca Orioni
programmazione: Fabrizio Riva e Gianluca Russino

regia di Giobbe Covatta

 

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