La travolgente comicità di SPAMALOT – Istruzioni per l’uso

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Ha debuttato in una giornata scaramantica, venerdi 17, la nuova produzione del Teatro Nuovo di Milano, SPAMALOT, per la regia di Claudio Insegno su adattamento dell’originale firmato dai Monty Pyton, di testo e liriche di Sergio Conforti (Rocco Tanica, Elio e le storie Tese).

Prima di parlare dello spettacolo è opportuno fornire al futuro spettatore o a chi prova un po’ di curiosità, un brevissimo manuale d’uso.

Intanto sarebbe opportuno sapere chi sono i Monty Python.

Monty Python è il gruppo comico per definizione. Verso la fine degli anni ’60 iniziano ad avere successo in Gran Bretagna grazie al loro umorismo raffinato e sottile che ha come bersaglio la società contemporanea. Molte delle loro trovate sono generalmente etichettate come “demenziali”.

Per ben cinque anni, tra il 1969 e il 1974, sono protagonisti di una fortunata serie comica trasmessa dalla BBC, “Monty Python’s Flying Circus”.

Tra i componenti del gruppo c’è Terry Gillam, che, oltre ad aver firmato la regia dei film del gruppo, è noto per aver diretto pellicole quali “Parnassus L’uomo che voleva ingannare il diavolo” (2009), “Paura e delirio a Las Vegas” (1998), “L’esercito delle 12 scimmie” (1991) e “La leggenda del re pescatore” con Robin Williams che gli valse tra gli altri, il Leone D’Argento a Venezia del 1991. In uscita il prossimo anno il film “L’uomo che uccise Don Chisciotte” con Robert Duvall e Adam Driver.

Gillam firmò quindi anche la regia di “Monty Python e il Sacro Graal” nel 1975, con un budget di poco meno di 230.000 sterline cifra che in parte arrivava dalle vendite di “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd, grandi appassionati e fan del gruppo comico.

Dalla pellicola venne poi realizzato, nel 2004, il musical “Spamalot”, per la regia nientedimeno che di Mike Nichols (noto per il grande successo de “Il laureato” con Dustin Hoffman).

Ora che è stato inquadrato il soggetto, parliamo dell’adattamento italiano.

Pare quasi naturale e ovvio che sia stato affidato a due componenti di Elio e le Storie Tese.

Non ci dilunghiamo nel presentare il gruppo pseudo demenziale (si molto pseudo) milanese che (purtroppo), sarà in concerto per l’ultima volta al Forum di Assago il prossimo 19 Dicembre dopo oltre 30 anni di onorata carriera.

Ma sottolineare che il collegamento tra Monty Python ed Elio è semplicemente ovvio. Rocco Tanica (Sergio Conforti) afferma di essere sempre stato influenzato dalla comicità del gruppo inglese anche per il lavoro con Elio e dichiara di essere stato proprio illuminato dal loro film quando lo vide trentaquattro anni fa.

Il risultato della versione italiana di Spamalot è proprio questo “crossover” tra il lavoro originale (film e musical) e lo stile Elio e le storie Tese.

Tanica/Conforti ha fatto un lavoro eccellente.

Al testo recitato, tradotto fedelmente, ha aggiunto pochi ma efficaci elementi italiani, se non milanesi tipo “Se fem..sifulum” (gioco di parole milanese “che facciamo..fischiamo), oppure una battuta quasi impercettibile da “aggiungi un posto a tavola” (in una scena si sente la voce di Dio – rappresentato da due grossi piedi – che, nel congedarsi da Artù e i suoi cavalieri dice “A ME! – “come a te?” – Ad DIO!”).

Il vero lavoro di adattamento lo ha fatto nella traduzione dei testi delle canzoni – tutte, ma proprio tutte, orecchiabili (impossibile non cantare per giorni “Always look at the bright side of life…impossibile…)– suggeriremmo di realizzare il cd dello spettacolo perché merita).

Finalmente, e sottolineiamo finalmente, la traduzione è godibile e perfetta. Del resto è stata fatta da un fior di autore ma soprattutto da un fior di musicista  che sa molto bene come si scrivono le canzoni. Quindi niente frasi che non stanno nella musica, niente parole difficili, niente strofe che non si capiscono.

La forza della versione italiana di SPAMALOT sta poi nel suo cast.

Trovarne uno che non sia nella parte, stonato o che non sappia recitare è davvero difficile. Elio, Re Artù, dopo la prova, tiepida, con Famiglia Addams, si trova qui totalmente a suo agio nel personaggio. In realtà difficile trovare dove finisce Elio (personaggio) da Re Artù.

Il fedele cavaliere di Artù, Patsy è interpretato dall’ottimo Giuseppe Orsillo; Sir Galahad è l’irresistibile Andrea Spina grande voce alle prese con una parrucca bionda alla paggetto (l’attore è calvo), protagonista di uno strepitoso duetto con la dama del lago. Interpretata da una poco conosciuta Pamela Lacerenza vera rivelazione. Una voce spettacolare perfetta in ogni momento e un’interpretazione convincente per un personaggio sopra le righe, comico.

Thomas Santu è l’esilarante Sir Lancillotto protagonista di un buffo coming out medioevale.

Il poco coraggioso Sir Robin, appassionato di musical, è ben interpretato da Umberto Noto.  Il flautolento Sir Bedevere ha il volto di un buon Filippo Musenga.  Il principe canterino e gay Herbert, che aspetta il baldo cavaliere che lo andrà a liberare dalla torre e da un padre che lo vuole obbligare a sposare una poco avvenente nobildonna è Luigi Fiorenti, divertentissimo, che veste anche il ruolo dello storico/narratore. Buono anche l’ensemble sia maschile che femminile che completano il cast con ruoli minori e con i bei momenti di ballo realizzati da Valeriano Longoni.

L’orchestra dal vivo è diretta da un veterano della direzione di musical, Angelo Racz a cui si deve la direzione musicale del precedente successo di Insegno Jersey Boys.

La regia di Claudio Insegno

Tutto questo è diretto da Claudio Insegno che arriva forte dall’ottima prova della scorsa stagione di Jersey Boys (portato con successo anche a Parigi).

Anche per Spamalot, Insegno fa un ottimo lavoro di allestimento e di regia, ottenendo, grazie a tutti gli elementi sopra citati, uno spettacolo godibile e di sicuro successo. Instancabile, è già al lavoro sul prossimo musical, la riedizione di “Hairspray – grasso è bello” che debutterà sempre al teatro Nuovo di Milano il prossimo febbraio (protagonista Giampiero Ingrassia)

Spamalot sarà in scena al Teatro Nuovo di Milano per tutto il periodo natalizio, fino al 6 gennaio, per poi essere nei teatri di Alessandria, Genova, Torino, Napoli e Roma (al Brancaccio dal 6 febbraio)

Spamalot al Teatro Nuovo di Milano – Le foto di Luca Vantusso

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