Da qualche settimana disponibile in tutte le librerie on line italiane e internazionali  Land Grabbing, avvincente thriller poliziesco scritto da Luca Bortone  edito da Kymaera Edizioni  ambientato tra la Svizzera, l’Africa e l’Italia.

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Un titolo in cui si avverte quasi un ammonimento verso un certo colonialismo moderno,  il land grabbing. Temi importanti  come la corruzione e la vendetta. Quest’ultima  è il leitmotiv del libro. Alcuni lettori l’hanno definito un thriller molto avvincente, tanto da trattenere il fiato dalla prima all’ultima pagina e  incalzante fin dall’inizio tanto da  lasciare incollati alla lettura capitolo dopo capitolo.

L’autore è un giovane scrittore svizzero Luca Bortone.  Classe 1986, nato e cresciuto a Lugano  da madre tedesca e padre italiano. Incomincia a scrivere  all’età di diciott’anni riportando sulla carta le sue emozioni a cui da vita attraverso personaggi pieni d’energia. Vince  un concorso letterario e gli viene assegnato un Credit Suisse Award for Excellent Writing.  Da lì inizia a dedicarsi completamente allo studio di  manuali di scrittura creativa.

Il suo ultimo lavoro l’ha caricato d’energia per proseguire in questo percorso. Oltre a scrivere è un grande sportivo. Con la squadra della Lugano Pallanuoto ho vinto  titoli nazionali per ogni categoria, dagli Under 9, fino alla serie A.

Un tecnico informatico è stato ucciso barbaramente. Un onesto ispettore di polizia, Diego Anastasi, sta indagando sul caso aiutato da Giulia Ferri, agente dal passato tormentato e dalla condotta discutibile, che investigando sul suicidio (poco credibile) di una giovane,  smaschererà dei progetti criminali di land grabbing.  Anastasi rischierà più volte di morire per questo caso, ritrovandosi estremamente disorientato rispetto alle sue ideologie a tal punto che la sua vita non sarà più la stessa.

Luca, come nasce in te la passione per la scrittura?

È  figlia di un grande amore per la lettura. Sin dall’età di 14 anni, leggo almeno un libro a settimana. Non mi stanco mai e continuo ad acquistarne. Sono convinto che la voglia di scrivere, di provare a raccontare a mia volta storie e a trasmettere emozioni come quelle che leggo, scaturisca proprio dalle belle sensazioni che provo immergendomi in un buon romanzo.

E  l’idea per  Land Grabbing?

È  nata leggendo un articolo che descriveva le sempre più frequenti pratiche di accaparramento dei terreni, a prezzi stracciati, da parte delle multinazionali nei paesi più poveri dell’Africa. Nel pezzo si denunciava la corruzione che molto spesso serpeggiava nei governi che, pur di guadagnare personalmente, mettevano in secondo piano gli interessi della nazione che erano chiamati a guidare. Da lì mi sono chiesto quante altre brutte faccende nascondano laggiù. Il resto è stato costruito attorno a una vicenda simile.

C’è un personaggio del  libro a cui sei affezionato particolarmente?

Amo tutti i miei personaggi, anche quelli cattivi, poiché sono “nati” grazie alla mia fantasia. Li ho fatti crescere e diventare grandi, per poi mandarli a vivere per conto loro in Land Grabbing. Forse nutro un pizzico in più di preferenza per Diego Anastasi, il primo personaggio che ho creato. Ma questo non ditelo agli altri. (ride)

Che pensi  in generale delle case editrici?

Sono importantissime, anche se spesso faticano a sopravvivere. Grazie a loro, molto spesso, si può tenere sotto controllo la qualità dei testi e delle opere che vengono pubblicate. Nell’era del self publishing selvaggio, ognuno può inondare il web con i propri romanzi, autodefinendosi “scrittore”. Ma la realtà, secondo me, è diversa. Un autore che si rispetti, ha bisogno di un editor che lo affianchi e lo aiuti nel percorso di crescita e pubblicazione. Chiaramente esistono anche delle eccezioni e il self publishing, talvolta, può dare l’opportunità di scoprire veri talenti, ignorati dalle case editrici. Io resto più fedele alla visione tradizionale dell’editoria.

Qual è il momento della giornata in cui trovi maggiore ispirazione?

Non ha orari, arriva e basta; può nascere da ogni piccola cosa.

Oltre a quella per la scrittura, nutri altre passioni?

Come già detto, amo leggere. Poi sono uno sportivo acquatico: pratico pallanuoto, ho il brevetto da subacqueo e sto studiando per conseguire la patente nautica.

Alcuni lettori trovano il tuo romanzo talmente avvincente da ipotizzare un seguito.  Ti è mai venuto in mente di dare vita ad una saga di Land Grabbing?  

È presto per dire se avrà un seguito oppure no. Va detto, però, che sarei molto curioso di vedere come potrebbe cavarsela l’ispettore Anastasi dopo aver combinato quello che ha combinato. La sua vita dopo il finale del libro è sicuramente interessante e degna di essere raccontata. Quindi, chissà.

Nell’attesa di scoprirlo facciamo a Luca i nostri migliori auguri per la sua carriera.

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