L’ Aquila forever, la mostra appena allestita al centro culturale Gabriella Ferri, come in molti prevedevamo, non ha deluso le nostre aspettative e ha ottenuto il meritato riconoscimento. L’inaugurazione si è svolta sabato 18 ottobre 2014 e ha visto un notevole afflusso di visitatori allo spazio culturale gestito da Zètema Progetto Cultura, nel quartiere tiburtino. 99 rintocchi per una resurrezione e Onna nel cuore sono le due opere collettive esposte fino al 1 novembre, poi la mostra itinerante continuerà presso lo spazio culturale Aldo Fabrizi, nel quartiere San Basilio. Prima di giungere il 21 marzo a L’Aquila , farà poi un’ ultima tappa espositiva al Museo Crocetti in via Cassia che ospiterà l’evento dal 7 al 10 gennaio 2015.

Le due opere corali sono composte da 99 pannelli di piccole dimensioni realizzati da artisti provenienti da tutto il mondo che intendono così rendere omaggio alle vittime del sisma che ha colpito la capitale abruzzese nell’aprile 2009 e alla popolazione di Onna, interamente distrutta dallo stesso sisma, di cui, inoltre, quest’anno ricorre l’anniversario del tragico eccidio avvenuto per mano nazista durante la Seconda guerra mondiale. L’impatto emotivo con queste 99 opere d’arte è forte: Onna e L’Aquila rivissute attraverso 99 tecniche lavorative e  99 stili differenti, quindi 99 emozioni assemblate su un’unica parete del centro culturale creando una visione d’insieme. Un’ iniziativa, quindi, realmente originale e interessante voluta ardentemente dal promotore di L’Aquila forever, Alessandro Piccinini, pittore aquilano nonché direttore degli Archivi del Presenteismo e curata dalla storica e critica dell’arte Laura Turco Liveri. L’allestimento è stato realizzato dai pittori Francesco Maria Bonifazi e Luciano Lombardi.  Tuttavia una nota dolente sembra emergere proprio dalla disposizione delle tele che  sembra in alcuni punti casuale e a tratti presenta degli spazi bianchi apparentemente immotivati e poco armoniosi nell’insieme. Inoltre le dimensioni e le luci della location scelta per l’occasione risultano forse poco adatte a creare un’atmosfera suggestiva, penalizzando parzialmente l’effetto monumentale e la particolarità della composizione. Ma se si considera il risultato nel suo insieme, queste appaiono solo delle inezie. In ogni pannello è espresso la personalità di ogni artista e 99 personali mondi sono assemblati insieme; solo dal vivo può essere compresa la forza espressiva e la carica emotiva dell’opera. Un evento da non perdere.

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Filomena Zarrelli, nome completo di Mena Zarrelli, è di origini campane. Ha studiato lettere moderne all’Università di Napoli, Federico II, e dopo essersi abilitata all’insegnamento per le scuole medie e superiori si è trasferita a Roma dove è docente di lettere da alcuni anni. Qui ha seguito corsi e stage nell’ambito giornalistico e per passione si dedica a pieno ritmo anche a questa seconda attività. Si interessa particolarmente di teatro, di arte e letteratura.
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Filomena Zarrelli, nome completo di Mena Zarrelli, è di origini campane. Ha studiato lettere moderne all’Università di Napoli, Federico II, e dopo essersi abilitata all’insegnamento per le scuole medie e superiori si è trasferita a Roma dove è docente di lettere da alcuni anni. Qui ha seguito corsi e stage nell’ambito giornalistico e per passione si dedica a pieno ritmo anche a questa seconda attività. Si interessa particolarmente di teatro, di arte e letteratura.

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