Dal 13 al 15 giugno si è svolto  presso il Teatro San Paolo di Roma,  il Primo Convegno Nazionale di Spazio Asperger Onlus dal titolo “Tutti i colori dello spettro“.

Il convegno è stato organizzato da Spazio Asperger Onlus e patrocinato dall’Istituto Superiore di Sanità.

L’obiettivo è stato quello di condividere e formare i professionisti rispetto alla nuova definizione diagnostica di Disturbi dello Spettro Autistico presente nel DSM-5, alla luce della ricerca in campo biologico, medico, terapeutico ed educativo.

Sono intervenuti 17 i relatori tra psichiatri, neuropsichiatri, neuroscienziati, psicologi, pedagogisti e di particolare importanza le testimonianze di adulti con autismo lieve e Sindrome di Asperger.

Oltre al convegno, ogni sera si è svolta la rappresentazione teatrale “Temple Grandin – Il mondo ha bisogno di tutti i tipi di mente”.

Le due esperienze ci sono state illustrate grazie alle gentilissime interviste che abbiamo avuto il piacere di condividere con il dott. Davide Mosconi, presidente dell’Associazione Spazio Asperger e con la compagnia teatrale impegnata in Temple Grandin.

Entrambe le testimonianze ci ricordano quanto l’arte possa incidere positivamente sulla emotività , la creatività e la possibilità di comunicazione di ciascuno , soprattutto delle “ menti speciali”, di qualsiasi natura esse siano.

Gentillissimo Dott. Moscone, il Primo Convegno Nazionale di Spazio Asperger Onlus “Tutti i colori dello spettro” ha un titolo poetico che ridisegna in qualche modo la concezione rispetto a questa diversabilità.

Cosa è importante ridefinire secondo lei rispetto all’attuale approccio ai Disturbi dello Spettro Autistico?

L’obiettivo. Molte famiglie e molti terapeuti si pongono come obiettivo la normalità. Questo può essere più facilmente comprensibile nei casi più gravi di autismo in cui ci sono serie difficoltà nelle autonomie, d’altro canto ad ogni livello dello Spettro e anche per persone con altre condizioni, la normalità non dovrebbe essere mai un obiettivo. L’obiettivo dovrebbe essere la capacità di scelta, la possibilità di donare a queste persone l’esperienza di sentirsi agenti attivi nel mondo e nella società, capaci compiere azioni di valore. Questo può voler dire cose diverse a seconda del livello di funzionamento così come a seconda della persona, l’importante è non “buttare via il bambino con l’acqua sporca”.

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