L’ARTE DELLA DANZA (quattro volumi)

di Francesca Camponero

Cronache di una disciplina, dalle Origini al Romanticismo, dal Ballo Excelsior ai Ballets Russes, da Delsarte a Cunningham, i protagonisti del Neoclassicismo

La danza, secondo Howard Gardner, “può considerarsi la forma d’arte originaria, probabilmente la sola praticata dai primi esseri umani”, da questo presupposto nascono i quattro libri che compongono il piano dell’opera letteraria ideata e scritta da Francesca Camponero, dati alle stampe e disponibili sul sito “ilmiolibro”, come aiuto e sostegno formativo ai giovani allievi dei Licei Coreutici, ai numerosi che frequentano le Scuole coreutiche sparse sul territorio nazionale, a coloro che nutrono la passione per Tersicore, e per tutti quanti desiderano accostarsi alla storia della danza dalle sue origini fino alla svolta neoclassica con una lettura agile, snella e facilitata nell’esposizione dei vari passaggi e degli argomenti trattati.

L’insegnamento storiografico che analizza la danza ha origini relativamente recenti, solamente nel 1900 incominciano a comparire dei veri e propri studi (anche accademici) incentrati sulla conoscenza di questa nobile Arte.

Celebre l’affermazione di Platone il quale asseriva “Cantare bene e ballare bene significa essere ben educati”, esattamente questo concetto vuole essere il tramite dei libri della Camponero: educare al meglio non solo in senso pratico ma anche, e soprattutto, in quello teorico.

Per essere un completo esecutore, un ballerino cosciente della professione intrapresa o semplicemente della passione portata avanti per diletto, è fondamentale conoscere anche ciò che si fa, bene appunto possedere nozioni di un passato che ha preparato e seminato il fertile terreno per lasciarci in eredità una disciplina così amata, sublime ed effimera ma al contempo tangibile nella sua forza espressiva e comunicativa, senza le radici non si ha il presente e tanto meno il futuro, il sapere è alla base della preparazione di ogni elemento cognitivo per migliorare sé stessi e la propria artisticità (e creatività).

I quattro libri così vengono descritti brevemente dall’autrice nelle note di presentazione:

L’ARTE DELLA DANZA prima parte (160 pagine)

La Danza è una delle Arti più antiche, nata in contemporanea con la voglia di esprimersi. In seguito, proprio come la musica, si è sviluppata in modi diversi in base all’epoca e alla sua cultura. La danza accompagna la storia della civiltà a partire dall’epoca preistorica fino al consolidamento delle prime civiltà. Nel corso dei secoli è sempre stata lo specchio della società, del pensiero e dei comportamenti umani. Oggi il suo sviluppo è ancora in continua evoluzione, pari passo con lo sviluppo culturale dell’uomo moderno.

L’ARTE DELLA DANZA seconda parte (116 pagine)

La storia di questa meravigliosa disciplina continua partendo dal balletto che negli anni che seguirono il 1871 si ispirò a temi grandiosi ed accolse il linguaggio popolare e che racconta le lotte di inventori e scopritori contro le forze del male che vorrebbero fermare il corso della civiltà, fino ad arrivare alla folgorante la stella di Diaghilev, l’uomo che senza essere musicista, né coreografo, né scenografo si incarica di porre le premesse per la nascita del balletto moderno e dà vita al più fecondo movimento teatrale del XX secolo.

L’ARTE DELLA DANZA terza parte (140 pagine)

Nel ‘900 la danza cambia completamente a favore di nuove espressioni corporee. Il ruolo del danzatore è cambiato, spesso è autore di sé stesso, al quale il coreografo lascia più spazio creativo rispetto al passato. Il coreografo contemporaneo delega spesso al danzatore la creazione di frasi coreografiche, che poi assembla e inserisce in un contesto e in uno spazio. L’improvvisazione è un nuovo strumento per la creazione coreografica, una tecnica di ascolto del proprio corpo e dell’ambiente, una vera e propria espressione del movimento naturale.

L’ARTE DELLA DANZA quarta parte (124 pagine)

Eleganza, rigore, raffinatezza estreme sono le caratteristiche di uno stile che supera ogni moda per attingere una perfezione atemporale: il neoclassicismo. Questo nuovo genere nasce alle soglie del Novecento negli Stati Uniti d’America, anche grazie a George Balanchine, mentre nello stesso periodo, in Francia, svolge un’autonoma ricerca dello stesso Serge Lifar.

Al contrario delle nuove forme di danza, il neoclassico si avvale del tradizionale bagaglio tecnico del linguaggio coreografico accademico, ma le utilizza tentando una maggiore libertà di scrittura e introducendo nuovi passi e nuove figure. Da Balanchine a Neumeier scopriremo un’espressività nuova e variegata, non più collegata all’idea di elevazione e di immaterialità propria della danza romantica.

L’autrice

L’autrice, Francesca Camponero, nata a Genova dopo gli studi classici nel 2001 consegue il diploma in regia teatrale presso l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti ha lavorato dieci al quotidiano “Il Giornale” come critico di danza e di teatro. Attualmente è Direttore della rivista online “Informadanza”.

È stata docente ai Corsi di Laurea presso l’Università di Genova – DAMS, Polo Imperia. Ha scritto altri libri riguardanti il balletto, tra cui: “Stelle della danza sotto il cielo di Nervi”, “Grandi coreografi per grandi balletti”, “Il fenomeno mediatico Roberto Bolle”, “Danza e Cinema, che passione!”. Con il suo monologo “Tilly” vince tre premi di drammaturgia, mentre con il  libro “Incontri (davanti e dietro la quinte)” si aggiudica il Premio letterario “La mia storia” (2014).

Il suo racconto “La valigia blu e i marzapane” ha vinto il primo premio al Concorso Nazionale “Salvatore Galanti” (2015), mentre il racconto “La sala d’attesa” ha vinto il primo premio al Concorso Letterario “Premio dei Due Mari” (Gallipoli, 2015). Da ricordare anche altre sue pubblicazioni, tra cui, “Un tavolo per quattro” (2016), “Venticinque” (2017), “La casa in campagna” (2020).

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