È uno dei film più belli dell’anno. È stato candidato all’Oscar come miglior film straniero per il Belgio, dove ha vinto 8 premi Ensor  ( gli Oscar dl cinema fiammingo). L’abbiamo visto in anteprima ed è certo: Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore è una bomba. Appena uscirà nei cinema il 29 giugno dovete vederlo anche voi. È un obbligo!

Non ci ho girato troppo intorno vero? Ho fatto pure smaltire l’eccitazione post film appositamente per cercare d’essere equilibrato. Mi sono messo a scriverne dopo quasi 20 ore eppure il giudizio e le sensazioni non cambiano.

LA TRAMA

L’inizio di Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore è un flash.

Dave è l’uomo che con in volto una calza elastica emerge da una piscina. Fuga disperata e via nella macchina dove alla guida c’è Sylvie che l’aspetta, o meglio, li aspetta. All’appello manca Kenny, il fratello di Dave, autore insieme ai due complici di una rapina non andata a buon fine.
Al processo Kenny non parla. Non tradisce il fratello, nè la sua fidanzata. Va in galera senza sconti e 4 anni più tardi ne esce con in testa un solo pensiero: ritrovare la sua Sylvie, della quale negli ultimi 2 anni passati in cella non ha più avuto notizie.

Tutto sommato per lui è cambiato poco o nulla standosene li dentro. Anche il suo carattere violento e facile all’ira non è mutato. Dave e Sylvie invece hanno mutato il corso della loro vita o almeno ci stanno provando e con tutte le loro forze.

I PUNTI DI FORZA

La lista è lunga armatevi di pazienza. Prima di tutto le ambientazioni.

Il Belgio con le sue periferie grigie e lo sbuffare della fabbrica col fumo sempre in fondo all’inquadratura è da incorniciare. Quella pioggia che non lava ma sembra solo offuscare i pensieri lo è altrettanto. Le Ardenne infine, anche quelle sono cambiate. Non sono più le stesse dell’infanzia dei due fratelli di cui parla la madre. I tornanti delle sue colline fangose e fredde sono diventate del tutto inospitali.
Il cast tutto è superbo. Niente facce conosciute o quasi, di certo non patinate. Jeroen Parceval è Dave mentre Kevin Janssens è Kenny, il fratello maggiore.

Sylvie è Veerle Baetens, la protagonista di Alabama Monroe. Impossibile non citare il volto folle e al contempo serafico di Jan Bijvoet nei panni di Stef, ex compagno di cella di Kenny ed ora proprietario di uno sfascio di automobili proprio nelle Ardenne, anche lui già visto in Alabama Monroe.

Le Ardenne

Il regista Robin Pront, autore di diversi corti pluripremiati, è qui al suo primo lungometraggio.

In Plan B, il regista aveva lavorato proprio con Jeroen Parceval, a sua volta autore della piéce teatrale su cui il film si basa.
Il film di cui vi scrivo è un noir potente e intenso. Poco più di un’ora e mezzo di film tutte in crescendo.

La struttura ha il merito di disegnare bene tutte le figure che entrano in scena.

I personaggi li mettiamo a fuoco pian piano ma con coerenza. I colpi di scena sono tanti ma ogni volta nessuno sembra essere forzato come invece tante, troppe volte accade. Sono credibili i personaggi, lo sono i loro volti, il loro mondo.

Ogni loro scelta ha il merito d’essere imprevista eppure a posteriori quasi ovvie. Sembra un nonsenso ma non lo è. Un film di sostanza che sa toccare tanti temi usando i tasti giusti.

I TEMI

Che differenza c’è tra amore e possesso? Esiste un limite all’amore ed alla lealtà fraterna?
Un film che parla di dipendenze, e non solo quelle più ovvie legate alla droga. Della paura del rifiuto, della lotta verso un destino che sembra segnato, un attimo dopo non lo è più e un momento dopo ancora pare ineluttabile. Muoversi nel fango è difficile e rallenta, affatica e come ovvio che sia sporca…le mani e l’anima.

Aggiungiamo una fotografia da sballo e la musica che non ti aspetti e che invece fa la differenza. Più le sequenze si fanno soft e più i ritmi si fanno incalzanti. Un thriller adrenalinico al suo apice.

Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore, è amore a prima vista, non perdetelo!

P.S. I diritti di remake del film sono stati venduti in America alla società “The Firm” di Los Angeles. Quanto scommettete che a breve succederà la stessa cosa accaduta a “Il segreto dei suoi occhi”? Quella volta ci misero 6 anni a farne un remake in salsa hollywoodiana. Come in quel caso, anche in questo, la vedo dura migliorare l’originale.

 

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