Il ricco borghese Crisalo ha due figlie, Armanda e Enrichetta. Il giovane Clitandro vorrebbe sposare la prima, ma dopo il suo rifiuto si innamora della seconda. Crisalo sarebbe anche d’accordo, ma la moglie Filaminta si oppone duramente, imponendo il matrimonio di Enrichetta con l’opportunista Trissottani, un mellifluo uomo di pseudo-cultura, idolatrato da lei, dalla sorella Belisa e dalla figlia Armanda. Il sincero Clitandro sembra spacciato, ma Aristo, fratello di Crisalo, mette alla prova Trissottani divulgando la falsa notizia di uno sfacelo finanziario per la famiglia; come volevasi dimostrare: Trissottani si defila, e le nozze d’amore possono allora aver luogo.

Le Intellettuali, penultimo lavoro di Molière portato in scena per la prima volta al Palais Royal nel 1672, è un testo oggi poco rappresentato. E sentendolo recitare, si capisce il perché: l’intreccio datato e schematico (nozze ostacolate – lettere rivelatrici come deus ex machina – lieto fine), il finale troppo veloce, quasi gettato via, i personaggi macchiettistici ne fanno una commedia decisamente minore. Ma se si va oltre il testo, come bene ha fatto Monica Conti nel suo adattamento registico, si possono scoprire temi interessanti: la ricerca opportunistica del potere, l’odio verso una casta fatta di nullità e vacua retorica, la libertà che nasce dalla ribellione del corpo, prima ancora che della parola.

In un palcoscenico diviso a metà, come un campo da tennis in cui due schieramenti si contendono una partita ancora tutta da definire, si muovono i personaggi, tutti in cerca di un proprio nuovo centro, tutti in perenne movimento; e il cosiddetto lieto fine potrebbe anche non essere così “lieto”, nonostante il ricongiungersi al centro delle opposte fazioni: è una nuova immobilità, dove le croci hanno preso il posto delle spade, e forse presto una rivoluzione prenderà il sopravvento.

Insomma, una piacevolissima sorpresa, resa ancor migliore dall’apporto di una compagnia meravigliosamente affiatata. Ottimi Roberto Trifirò nei panni di Trissottani e Miro Landoni in quelli di Crisalo (due personaggi in cui il gigioneggiare è possibile, ma va attentamente misurato), ma ci ha favorevolmente impressionato la Armanda di Angelica Leo, unico personaggio stretto fra le convenienze di casa e le pulsioni del cuore, in una modernità ante litteram resa da pochi gesti e una bella mimica.

LE INTELLETTUALI di Molière – traduzione: Cesare Garboli – Regia: Monica Conti – Con: Maria Ariis, Stefano Braschi, Marco Cacciola, Monica Conti, Federica Fabiani, Miro Landoni, Angelica Leo, Roberto Trifirò, Carlotta Viscovo – Scene e costumi: Domenico Franchi – Luci: Antonio Zappalà – Musiche: Giancarlo Facchinetti

Al Teatro Sala Fontana – via Boltraffio 21 – Milano – dal 12 al 29 marzo 2015

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