“Le Rose di Stalin” di Armando Torno

“La ballerina del Bolscioi e altre cronache dalla Russia”

La casa editrice Marietti 1820 ha dato alle stampe il presente volume (168 pagine nella collana “1103 I Melograni) grazie alla fotografica penna di Armando Torno, capace nel restituire lampanti immagini storiche di un periodo archiviato ma ancora foriero di sorprese e curiosità.

L’autore, avendo  frequentato la Russia per diversi anni, ha collezionato un casellario di articoli interessanti, ora raccolti in queste interessanti pagine. Una cronaca preziosa la quale si affida direttamente alla fonte, autorevole nel descrivere i fatti contestualizzati nei vari capitoli, dando la cifra letteraria del testo e della cronaca veritiera, precisa e attendibile. In seguito allo sgretolamento dell’Unione Sovietica, dagli archivi, dalle biblioteche, e dalle confidenze personali di numerose personalità sono emersi racconti inattesi.

Gli argomenti trattati spaziano, dal catalogo di Voltaire e la volpe russa, alle tesi di Lenin sono nel menù, dal pinguino per Eisenhower a Tolstoj sul divano verde, dal pendolo di Jasnaja Poljana ai Segreti della Stalinka, da “Non uccidete lo Zar” a Pasternak e Togliatti, da Simenon: l’indizio è in una pipa a Chruščëv e il falso della scarpa, da una lettera per il Papa al modesto comò del dottor Čechov, da una beauty farm nel bunker a leggere De Amicis nella dacia di Gorki, dalla notte in cui l’Urss si fermò per Glenn Gould ai Cervelli da clonare, da quando Dostoevskij dormiva nel baule al mistero delle dodici stazioni, da una lunga scia di fuoco alle spie in cantina, per finire con i cosacchi che inventarono il bistrò.

Questo veloce excursus sui vari capitoli, che pagina dopo pagina, restituiscono la cifra stilistica di ciò che il lettore andrà a conoscere, rende al contempo lucida l’idea di una lettura variegata, godibile e gioviale per forma e narrazione.

Un capitolo, forse quello più singolare, preso a sottotitolo dell’opera letteraria, è dedicato alle rose di Stalin le quali non sono altro che l’omaggio che il politico porgeva quasi ogni sera al Teatro Bolscioi di Mosca a Olga Lepeshinskaya, famosissima ballerina sovietica ed in seguito artista popolare dell’URSS. Nata da una famiglia nobile polacca a Kiev, nell’impero russo, ricca di talento nella disciplina coreutica classica, venne ammessa alla Scuola Coreografica del Bolscioi, apparendo in palcoscenico alla tenera età di dieci anni in un grazioso ruolo nel balletto “La figlia delle nevi”.

In seguito fu associata e conosciuta come la “ballerina preferita di Joseph Stalin”, e per molti fonti accreditata come sua amante. Nel febbraio del 1940, il leggendario corpo di ballo del Kirov dell’allora Leningrado (oggi San Pietroburgo) portò in scena per la prima il “Don Chisciotte” con la Lepeshinskaya nel ruolo protagonista.

Nel 1941, quando fu istituito il “Premio Stalin”, Olga fu tra i primi vincitori per l’interpretazione di Kitry, ricevendo nel corso della sua carriera un complessivo numero di quattro premi Stalin: il secondo lo vinse per il balletto “Cenerentola”, il terzo per il balletto “Fiamme di Parigi” e il quarto per “Il papavero rosso”. Dopo l’addio alle scene divenne una onorevole Maestra di balletto a livello internazionale, presiedendo concorsi di danza, diventando presidente dell’Associazione coreografica russa e presidente agli esami di ammissione presso l’Accademia russa di arti teatrali, per poi spegnersi nel 2008 alla veneranda età di 92 anni.

Nel libro, Armando Torno, racconta di quando Stalin andava a trovarla nel camerino del teatro moscovita, percorrendo dal Cremlino un corridoio sotterraneo segreto: cenava con lei, le chiedeva di danzare solo per lui e naturalmente le portava delle rose.

L’autore

L’autore, Armando Torno, è stato fondatore e responsabile del supplemento culturale “Domenica” de “Il Sole 24 Ore” e responsabile delle pagine culturali del “Corriere della Sera”. Ha frequentato la Russia per oltre un decennio ed è stato l’unico giornalista italiano ad accedere alla biblioteca di Stalin.

I suoi scritti sono stati tradotti in francese, inglese, tedesco, russo, svedese, sloveno e portoghese.

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