E’ una lente di ingrandimento quella che Fabrizio Ansaldo pone sulle donne con sei monologhi che le vedono protagoniste. Le loro vite, i loro pensieri, le loro azioni, le paure, le pretese, le ansie, incentrate in sei racconti che prendono il titolo di Sole Donne, lo spettacolo che ha avuto grande successo di pubblico al Teatro Le Salette di Roma dal 23 al 26 maggio.

Amanda / Il Cerbiatto / Ricordati / Il Biglietto / La Voliera / Mascia Reese – La signora degli scarafaggi sono le storie in scena che vedono protagoniste quattro bravi attrici: Diana Forlani, Annachiara Mantovani, Alessia Fabiani e Cristina Frioni.

Sei atti unici che sviscerano l’animo delle donne, sei vite diverse ma accomunate dal loro “essere sole”.

Personaggi al femminile raccontate con eleganza da un uomo. “Ho voluto raccontare le donne non come le vedo ma come le sento”, ha spiegato Ansaldo durante un’intervista e quello che emerge sono donne forti, a tratti fragili, mai vittime. Personaggi che portano dentro un senso di colpa, voglia di vendetta,  potere o storie di tradimento.

Si apre il sipario e la prima storia è quella di Amanda. Sul palco una bravissima Diana Forlani, la più giovane tra le attrici che emerge per grinta e ottima tenuta scenica. La sua è una vita ricca di avventure. Nella sua memoria  il racconto della sua vita costellata di delitti contro chi provava per lei sentimenti umani. Una prova importante per la Forlani. La “follia” e a tratti l’instabile lucidità del personaggio vengono ben portati in scena dall’attrice.  

Il cerbiatto o la vendetta del Demone vede protagonista una donna ricca e smaniosa. Pochi minuti per raccontare l’incontro con un giovane conosciuto al mercato. In questo monologo è l’imponenza scenica di Annachiara Mantovani a catturare l’attenzione del pubblico. Bravissima l’attrice nel portare sul palco un personaggio particolare, che difficilmente accetta un rifiuto. Una donna dominatrice che pretende considerazione e rispetto. Una storia che racconta alla sua sarta. Intenta ad accorciarle un abito. La sarta è muta. Come muti devono restare gli uomini al cospetto della sua smania di possesso. Nei panni della ragazza alle prese con ago e filo, una straordinaria Alessia Fabiani nel ruolo non semplice di colei che ascolta il racconto di scene agghiaccianti. E’ sempre la Fabiani la protagonista di un’altro racconto: Il Biglietto, monologo che nasce da un’idea di Cristiania Gaggioli.

Sul palco a sipario chiuso una donna irrompe in un teatro per cercare l’autore di un anonimo biglietto d’amore. Ripercorrere le sue storie e mentre porta con mano il pubblico nel suo viaggio personale, comprende di aver vissuto troppo in superficie. Quel biglietto l’ha colpita, quel biglietto le fa capire che c’è stato un uomo, forse uno solo, che l’ha amata veramente, ma lei era troppo distratta per capirlo. Bravissima Alessia Fabiani in un monologo intenso, a tratti ironico ma che nasconde una velata malinconia di tempi che sono andati e non tornano più.

In Ricordati due donne delle pulizie riordinano la camera di un albergo dove la sera prima è morto un uomo. Sul palco compare per la prima volta Cristina Frioni. Bravissima attrice che ben si cala nei panni della cameriera ai piani devota a quel lavoro umile che le permette di vivere. Accanto a lei una donna spietata, disposta a tutto pur di avere un riscatto sociale. Il ruolo del personaggio oscuro è assegnato alla Forlani che anche in questo atto conferma la sua grande bravura di attrice.

Ne La voliera, premiato nel 2005 alla rassegna del Teatro Integrato Internazionale di Roma, racconta la storia di una donna che minaccia di gettarsi dalla terrazza di un attico per protestare contro il ritorno in vita di un personaggio di una fiction televisiva. In scena Annachiara Mantovani che ritroviamo in panni molto diversi dal personaggio del primo monologo. Stavolta in scena c’è una donna fragile, priva di certezze.

Infine, in Mascia Reese – La signora degli scarafaggi, liberamente ispirato al racconto “The roaches” di Thomas M. Disch, racconta una città in fermento per i moti di protesta giovanili, il raduno musicale di Woodstock e la guerra del Vietnam.  Siamo nel 1969 e una giovane donna americana si trasferisce a New York per cercare lavoro. Il monologo finale è messo nelle mani esperte della Frioni che incanta il pubblico per il  phatos  che riesce a trasmettere.

Donne che raccontano storie di donne ai limiti, che hanno commesso crimini, veri o presunti, ma che raccontano anche emozioni, affetti, sentimenti e limiti umani. Era questo l’intento del regista e autore Fabrizio Ansaldo che ha diretto magistralmente le quattro attrici nei diversi ruoli. Luci, anche se scarne, e musiche ben scelte hanno accompagnato il pubblico in un viaggio all’interno dell’universo femminile che affascina, travolge e fa riflettere.

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