Esce oggi nei cinema, distribuito da Officine Ubu, il nuovo lavoro di Alex De La Iglesia: Le Streghe son tornate. Presentato al Toronto International Film Festival, arriva con l’incetta di 8 Premi Goya, il film segna il ritorno del regista spagnolo alla commedia nera dopo  “La Comunidad” e “Finchè morte non li separi”. Difficile incastonare questo lavoro in una categoria unica, impregnato com’è anche di horror e fantastico.L’inizio è magistrale e l’assalto ad un compro oro di una banda di uomini che tra loro non si conoscono ( un po’ come ne “Le Iene”) vestiti da mimi da strada è azione pura! Nella fuga che ne segue restano in auto Manuel,  il tassista sequestrato ( Jaime Ordonez) , Josè (Hugo Silva) e suo figlio Sergio e Tony (Mario Casas).

Josè, divorziato ed ai ferri corti con la ex moglie, imbarca nella sua avventura il figlio perché il giorno della rapina cade nella giornata settimanale col figlio e lui non ha intenzione di rinunciarci. Inizialmente la fuga doveva portarli in una direzione ma il sogno del piccolo Sergio di visitare Disneyland in Paris scombussola i piani ed il passaggio in Francia li costringe a passare per il paesino di Zagarramurdi ( la Salem spagnola).

Nel corso del film emerge presto un altro elemento fondamentale del film: il ruolo del “maschio” ai nostri giorni, schiacciato dal peso delle responsabilità e dalla forza soverchiante dell’universo femminile.

Vagamente misogino ma in maniera assolutamente esilarante,De La Iglesia è superbo nel saper fondere tanti generi insieme sfornando una prima ora di cinema surreale, inusuale, kitsch e lontano anni luce da quello cui l’Italia cinematografica è abituato.

Mentre sono in sala incomincio a pensare a tutte le persone a cui vorrò consigliarne la visione. Il ritmo incalzante molla la presa nell’ultima parte per incartarsi un po’. Anche il lato comico con le sue implicazioni di rapporti uomo / donna diventa un po’ ridondante e corre il rischio di stancare. Stesso discorso per il delirio finale da horror trash, una scelta precisa ma che non m’ha convinto fino in fondo, lasciandomi l’amaro in bocca per un film che poteva essere esaltante ma che negli ultimi minuti mette la marcia indietro.Restano fantastiche le interpretazioni delle streghe di Zagarramudi  Carmen Maura, Terele Pavez e Carolina Bang, ma quanto è sexy questa strega?? Completano il puzzle di un cast tutto all’altezza i due poliziotti Calvo e Pacheco ( Pepon Nieto e Secun De La Rosa) che si getteranno all’inseguimento dei ladri di anelli seguendo le tracce della moglie di Josè.

Eh già, sono le 25000 fedi nuziali il bottino della banda. Tutte quelle speranze infrante da gelosia, tradimenti e risentimenti saranno energia negativa potentissima: evviva il matrimonio!

INTERPRETI E PERSONAGGI

Hugo Silva: José

Mario Casas: Antonio

Pepón Nieto: Calvo

Carolina Bang: Eva

Terele Pávez: Maritxu

Jaime Ordóñez: Manuel

Gabriel Delgado: Sergio

Santiago Segura: Miren

Macarena Gómez: Silvia

Secun de la Rosa: Pacheco

Javier Botet: Luismi

Enrique Villén: il disadattato sociale

Carlos Areces: Conchi

Manuel Tallafé: l’uomo di Badajoz

María Barranco: donna tracheotomizzata

Carmen Maura: Graciana

CAST TECNICO:

Regia: Álex de la Iglesia

Sceneggiatura: Álex de la Iglesia, Jorge Guerricaechevarría

Produttore: Enrique Cerezo

Distribuzione (Italia): Officine UBU

Fotografia: Kiko de la Rica

Montaggio: Pablo Blanco

Effetti speciali: Juan Ramón Molina, Ferrán Piquer

Musiche: Joan Valent

Scenografia: Arturo García (Biaffra), José Luis Arrizabalaga (Arri)

Costumi: Francisco Delgado López

Trucco: María Dolores Gómez

 

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