L’enigma, l’estro, la grazia di Vittoria Ottolenghi (danze dionisiache dal Parnaso a Nijinsky)

 

C’è una danza che fa emergere tutto il nostro legame con la materia, con le passioni, con gli spiriti più turbolenti della grande madre Terra. È la danza dionisiaca. Con la sua lunga storia, quest’arte del corpo dà forma ai desideri più carnali.

La sfida proposta da Vittoria Ottolenghi in questo libro a cura di Francesca Adamo è raccontare per immagini non esplicitamente “danzanti” la vocazione stessa della danza, arte performativa ed effimera in cui è l’interazione tra l’interprete, l’interpretato e lo spettatore a far scaturire la scintilla dell’arte: “Raccontare con le immagini – e non soltanto con le parole dette, cantate o scritte – è, insomma, una necessità primordiale. Soprattutto per comunicare eventi importanti tra popoli di lingua diversa e per trasmettere la propria storia e il senso della propria identità alle generazioni successive”.

Attraverso le sue parole ci immergiamo nell’enigma di un’energia che trasforma la furia passionale del movimento nella grazia della danza, che si delinea, sin dalle sue origini, come un prodotto nato “per accumulazione” e fortemente culturalizzato.

Il libro annovera 82 pagine intense e ricche di simbologie pubblicate nella collana Eterotopie per conto della Mimesis Edizioni. La casa editrice nasce come associazione culturale nel 1987, su iniziativa di Pierre Dalla Vigna, con lo scopo di raccogliere e diffondere le idee che animano la riflessione italiana ed europea. Pur mantenendo la sua attitudine filosofica, Mimesis espande presto i confini dei propri interessi alle scienze umane e alla letteratura e nel 2006, con Luca Taddio, che affianca Pierre Dalla Vigna nella direzione editoriale, Mimesis sviluppa ulteriormente le sue potenzialità con il mondo universitario e la costante esplorazione di nuovi ambiti d’indagine pur mantenendo una produzione di attestato valore scientifico. La vocazione di Mimesis per il pensiero libero e indipendente ha garantito ai suoi autori di esprimersi con la massima autonomia.

Vittoria Ottolenghi (1924-2012) ha scritto di danza e balletto su alcuni dei più importanti giornali italiani tra cui “L’Espresso”. È stata, conduttrice e ideatrice dello storico programma di Rai Uno “Maratona d’estate” dedicato interamente alla danza a cui si deve, in gran parte, la diffusione della cultura dell’arte coreutica in Italia. Si appassionò quasi per caso allo studio della danza quando le venne affidato l’incarico di critica nell’“Enciclopedia dello Spettacolo” di Silvio D’Amico, cimentandosi come autodidatta nello studio di questa disciplina fino ad allora a lei ignota e poi lavorando alla redazione dell’opera per oltre dieci anni come autrice e redattrice per il settore Danza e Teatro Musicale. Nel 1956 iniziò il suo lavoro di critico di danza per “Paese sera” e in seguito con importanti quotidiani e riviste (Il Mattino, Il Resto del Carlino, Musiva viva, Balletto Oggi, Anna, Prima fila). Per Rai Uno ha creato insieme con Vittoria Cappelli gli spettacoli “Le Divine”, dalla Piazza dei Miracoli di Pisa, “Mantova Festa a Corte”, “Festa da Napoli”, “Il gioco dell’Eroe”, “Gli Specchi di Trieste”, “Los Divinos”, “Sport-in-danza”, “Il Paese delle Sirene”, “Bergamo, Festa in Piazza”, “Una rosa per il 2000” e “Torino, Notte di stelle”, tutti trasmessi in Eurovisione. Ha curato inoltre seminari di analisi della danza presso il Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia, il Teatro dell’Opera di Roma ed il Teatro San Carlo di Napoli e varie serie di conferenze-spettacolo all’Accademia Filarmonica Romana e alla Piccola Scala di Milano. Alla Filarmonica Romana ha donato oltre 600 tra volumi e documenti video di danza che sono stati raccolti nel “Fondo Vittoria Ottolenghi”. Per oltre dieci anni ha collaborato al “Festival dei Due Mondi” di Spoleto curandone dal 1988 al 1996 il coordinamento per il settore Danza ed è stata altresì membro della Commissione Consultiva per la Danza della Presidenza del Consiglio.

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