Dodici anni fa oggi ho conosciuto un Artista speciale. Come per ogni momento che si rivela in seguito un evento importante per il resto della vita ricordo dov’ero, cosa facevo nell’esatto momento in cui ho conosciuto quella persona.

A partire da quel foglio di carta appeso sul vetro esterno dell’atrio del teatro che riportava l’annuncio di un incontro con il cast dello spettacolo in scena in quei giorni.

Teatro Rossetti. Musical. Peter Pan

Quel nome praticamente sconosciuto fino a quel momento, ma che sapevo avesse interpretato quel Pinocchio di cui mi avevano parlato qualche anno prima.

Se solo quella volta in cui sentii nominare Pinocchio avessi deciso di lasciarmi incuriosire…

Un incontro fortuito che mi ha letteralmente cambiato la vita, artisticamente parlando.

Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni è buttarmi, provarci sempre perché

se non giochi mai non puoi mai vincere.

Buttarmi anche in un’esperienza di un laboratorio di scrittura creativa emozionale che mi ha ricordato il potere delle parole nella rielaborazione di un’emozione forte, positiva o negativa che sia.

Dodici anni in cui ho imparato a godere di ogni singolo momento, sguardo dal palco, saluto, cuore lanciato in platea, ciao triestine, salutami trieste,…

Dodici anni dopo mi ritrovo qui, in questo “luogo” che da tre anni a questa parte da spazio e fiducia alle mie riflessioni sull’arte, a parlare di te, persona speciale che vive un po’ in tutti noi anche se non ci sarà più dato il privilegio di vedere sul palco.

O di godere dei sorrisi. O degli abbracci che dispensavi a chiunque incontrassi sulla tua strada, sul palco o in platea.

Un affetto e una gratitudine che non smettevi mai di manifestare, anche alle quattro di mattina. Anche dopo una replica estiva notturna.

Parole, ricordi e sensazioni dell’arte che sei che non ho scritto prima su spazi “ufficiali” perché mi sono sempre considerata di parte nel descriverti nei tuoi lavori e che oggi mi fanno cercare di distanziarmi da quel “di parte” ed essere oggettiva parlando di te.

Qualche anno, -e qualche chilometro per vederti in scena dopo quel famoso incontro con il cast-, eccomi pronta per iscrivermi ad una lezione durante uno stage di musical a Verona, lezione in realtà abbandonata dopo mezz’ora perché oh, era difficile seguirti.

In quell’unica occasione di vederti dal vivo nel ruolo di insegnante non ho potuto non notare un’immagine che dopo anni ancora mi porto dentro: l’attenzione e la pazienza con la quale hai seguito ognuno dei tuoi allievi, che osservavi attraverso lo specchio.

Man in the mirror…

quello specchio che ti riportava probabilmente ai tuoi primi passi in questo ambiente, televisivo prima e teatrale in seguito.

Ho visto fiori di talento immenso sbocciare da occasioni come quella, dove le persone magari si erano iscritte per caso o per poter dire di aver avuto l’occasione di studiare con te.

Ho visto sguardi incantarsi nel tuo modo unico di muovere i piedi e seguire con lo stesso incanto il ritmo delle claquettes.

Ho visto aprirsi mondi di amicizie che superano le distanze.

Ho visto in prima persona e negli altri la passione per il musical, che devo a te, ampliarsi a un po’ tutto quello che è spettacolo (e teatro in primis).

Ho visto mondi di conoscenze teatrali ampliarsi da te a tanti altri colleghi con effetto domino proveniente dai tuoi spettacoli.

Ho visto la gioia di vedere crescere bambini diventati ragazzi e poi adulti, crescere famiglie e passioni a ritmo di quelle tue claquettes.

Ho visto l’orgoglio di ogni nuovo ruolo, soprattutto quelli più recenti che hanno riportato a un lato diverso di te rispetto a quelli precedenti e che hanno conquistato sempre più persone.

Ho visto l’infinito amore per questo nuovo ruolo che hai accolto con un’eleganza infinita e che, secondo me, ti avrebbe dato ancora moltissime soddisfazioni.

Ho visto accogliere ogni nuovo componente di un cast con affetto senza preconcetti ma solo con la voglia di condividere un lavoro fatto bene e che arrivasse al cuore delle persone.

Ti ho visto abbracciare con la delicatezza dell’arte qualsiasi causa ti fosse proposta e a cui potessi dare una piccola spinta. Una spinta data fino all’ultimo, circondato dai tuoi amici e colleghi.

Io, noi tuo pubblico, insieme a loro continueremo con affetto a parlare di te e della tua professione in modo che anche le generazioni artistiche future possano godere del regalo che sei stato per l’arte.

Sei e sarai sempre l’ENERGIA inestinguibile del talento e della passione.

Sei e sarai sempre GIOIA per quello che si fa e si porta avanti.

GRAZIE MANUEL!

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