Domenica 17 Marzo si è conclusa la quarta edizione della manifestazione Libri come festa del libro e della lettura, a cura di Marino Sinibaldi con la collaborazione di Michele De Mieri e Rosa Polacco ospitata negli spazi dell‘Auditorium Parco della Musica di Roma.

Parallelamente al  racconto della scrittura e della lettura in questa edizione è stato affiancato un tema molto attuale in questo preciso periodo storico, il tema dell”Europa vista attraverso la crisi economica che l’invade, i cambiamenti politici e soprattutto nell’ottica della dimensione culturale e letteraria.

Sono stati più di cento gli appuntamenti che hanno animato la rassegna,dalle riflessioni sul mondo editoriale di scrittori internazionali ed italiani come Javier Carcas, Catherine Dunne, Salman Rushdie e ancora l’amatissimo Andrea Camilleri, Niccolò Ammaniti, Aldo Busi ospitati nelle sale tradizionali,mentre un reinventato Spazio Garage ha dato vita a tre officine in cui si sono susseguite conferenze, reading e sopratutto incontri didattici con le scuole con lezioni di giornalismo e di lingua italiana.

Durante i quattro giorni della festa del libro abbiamo seguito alcuni degli appuntamenti importanti.

CD1A8964La prima giornata della rassegna, tra i molti incontri, si è conclusa con l’intervento di uno dei grandi scrittori contemporanei italiani,  Aldo Busi.durante la serata correttamente intitolata “One Man Writer” la personalità dissacrante di Busi ha pienamente rispettato le attese del pubblico presente in sala alternando,alla presentazione del suo ultimo libro “El especialista de Barcelona” momenti da vero Show Man intellettuale e cinico in un dialogo diretto e aperto con l’audience su argomenti attuali quali la politica,la religione,la letteratura e  la sessualità .Con sincerità e intimità l’autore,partendo dal racconto della propria educazione di stampo internazionale, ha descritto la sua ultima opera letteraria spiegando quanto il libro fosse un omaggio a Zapatero e alla Spagna civilizzata ed avveniristica di oggi e recitandone con degna teatralità alcuni brani.

Nella giornata di venerdì 15,ospiti della sala Petrassi, Massimo Carlotto,Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo,moderati da Federico Varese, hanno presentato il libro di racconti “Come la cocaina (ha conquistato il mondo)” .Tre storie, tre visioni originali in cui ogni autore ha potuto esprimere attraverso il racconto un punto di vista soggettivo che analizza il tema della cocaina nella società odierna,tre voci che indagano la crisi economica attraverso l’ottica dell’uso, dello spaccio e delle origine di questa sostanza stupefacente.

Nella terza giornata,quella di sabato 16, numerosi sono stati gli ospiti del festival letterario appartenenti al mondo artistico e dello spettacolo. Tra questi abbiamo seguito la  presentazione del libro,scritto in collaborazione con Donatella Caramia,”La musica e oltre, Morcelliana” di uno tra i più grandi compositori italiani: Ennio Morricone.

L’opera intreccia l’approfondimento del mondo della musica con il dialogo tra l’autrice e il maestro Morricone, in cui emerge la poetica dell’artista che ha la capacità di rendere tangibile quella parte dell’inconscio attraverso cui la musica nasce. Emozionante ed unico il momento descrittivo che Ennio Morricone ha regalato durante l’incontro in cui ha ripercorso i più di 50 anni di carriera durante i quali ha collaborato, componendo indimenticabili colonne sonore,con grandi registi come Dario Argento, Sergio Leone,Bernardo Bertolucci e Giuseppe Tornatore e spiegando il complesso rapporto con il cinema e il difficile compito di dover descrivere attraverso la musica un racconto invisibile agli occhi.

L’originalità e la sottile ironia di Niccolò Ammaniti e di Antonio Manzini hanno concluso la serata del sabato.Attraverso i racconti originalissimi della loro ormai lunga collaborazione come autori di sceneggiature cinematografiche e come scrittori di racconti, la coppia Ammaniti -Manzini ha letteralmente divertito la platea regalando momenti di ironia tragicomica in perfetta linea con la tipologia di scrittura che li contraddistingue.

Siamo così arrivati alla domenica, giornata conclusiva della rassegna e ricca di grandi avvenimenti.
Abbiamo iniziato i nostri approfondimenti partecipando alla conferenza di un grande esponente del cinema italiano, il pluripremiato regista Ermanno Olmi. In occasione del festival della lettura Olmi ha presentato la sua autobiografia “L’apocalisse è un lieto fine”. Racconto di una vita dedicata all’arte e segnata da successi,quella del regista è anche una lucida analisi sullo sviluppo del Paese e sulla società dei consumi a discapito delle origini contadine.Una filosofia legata ad un ritorno alla civiltà rurale che permetterebbe di riscoprire i reali valori umani.

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Mimmo Jodice

All’interno dello Spazio Garage a catturare la nostra attenzione è stata una autentica lezione di fotografia che il noto artista italiano Mimmo Jodice ha sapientemente tenuto.”La camera incantata” è il titolo del libro,scritto in collaborazione con Isabella Pedicini ed edito da Contrasto ,in cui si ripercorre il percorso artistico di Jodice attraverso un discorso serrato tra parole ed immagini e colmo di aneddoti, riflessioni e pensieri del grande artista sulla fotografia.Comprendiamo così che il titolo “La camera incantata” si ispira all’omonima opera del pittore Carlo Carrà, autore molto amato da Jodice, ma parallelamente rimanda alla camera oscura, luogo che possiamo considerare magico per la creatività di un fotografo.Amante dell’arte fin da giovanissimo, la sperimentazione attraverso il mezzo fotografico è stata per Mimmo Jodice alla base di un percorso creativo che da sempre ha avuto,tra gli altri, lo scopo di dare una credibilità all’uso della fotografia come vera forma d’arte.

E’ la personalità controversa e affascinante del grande scrittore internazionale Salman Rushdie a chiudere “Libri Come”.In una sala Petrassi gremita di appassionati lettori e giornalisti l’autore,intervistato dagli scrittori Giancarlo De Cataldo e Melania Mazzucco e con la presenza di Marino Sinibaldi, ha presentato  la sua autobiografia dal titolo “Joseph Anton”. Nato in India da famiglia benestante, ma trasferitosi in Inghilterra fin da adolescente, Salman Rushdie è noto al mondo per la condanna a morte (fatva) nel 1989 da parte dell’Ayatollah Khomeyni in seguito alla pubblicazione del libro”I Versi Satanici”,considerato dagli estremisti islamici un’opera blasfema.Le pagine dell’autobiografia descrivono i lunghi anni in cui lo scrittore ha dovuto nascondersi, protetto dall’intelligence britannica,durante i quali come lo stesso Rushdie racconta è stato costretto a cambiare nome e scegliere lo pseudonimo di Joseph Anton traendo ispirazione da due scrittori a lui molto cari quali il polacco Joseph Conrad ed il russo Anton Cechov.Consapevole del grande rischio corso a causa di un fanatismo illogico e violento che lo ha costretto ad un isolamento forzato e ad uno stravolgimento delle abitudini quotidiane, nelle parole dello scrittore emergono ancora più forti i concetti di relativismo culturale e della condanna nei confronti di tutti gli estremismi in cui i  dettami sono attuati dall’imposizione della censura e dei divieti.

Si conclude in questo modo la maratona di quattro giorni sulla letteratura,  un viaggio attraverso tutti i “come” dell’ universo dei libri e della scrittura in cui non esistono frontiere e per mezzo del quale riusciamo comunque a sentirci a casa.

 

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Nothing’s gonna change my world
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