Arriva in libreria dal 24 febbraio Lina e il sasso, il nuovo romanzo di Mauro Covacich, pubblicato nella collana Oceani (272 pagine, 20 euro). Un libro dalla geometria narrativa perfetta, una favola moderna che indaga le combinazioni imprevedibili dei sentimenti e il modo in cui piccoli eventi possono riscrivere intere esistenze.

Un romanzo attraversato da una luce particolare: quella di Lina, una bambina di nove anni capace di illuminare — e a volte accecare — il mondo degli adulti che le ruota intorno.

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Una bambina al centro del cosmo emotivo

Lina è diversa dai suoi compagni di scuola, ma possiede un dono raro: accendere il cosmo intorno a sé. Vive nella periferia di Roma con la madre Elena, che dopo la separazione dall’ex marito ha ricostruito la propria vita accanto a Max, uno scrittore in crisi creativa ed esistenziale.

Max si affeziona profondamente a Lina: la va a prendere a scuola, le racconta fiabe, ne osserva i comportamenti misteriosi e, soprattutto, la difende dalle crudeltà del mondo. Nel rapporto tra l’uomo e la bambina si gioca una delle tensioni emotive più intense del romanzo, fatta di protezione, complicità e silenzi.

Amore, desiderio e collisioni invisibili

In parallelo, Carlotta, ex compagna di Max, conduce una doppia vita: da un lato una carriera brillante come intervistatrice colta e di successo, dall’altro una serie di incontri notturni trasgressivi, vissuti come una fuga e una sfida ai propri limiti. Quando questi due mondi sembrano avvicinarsi pericolosamente, l’equilibrio già fragile dei personaggi si incrina.

In questo sistema delicato, ogni minimo accadimento può trasformarsi in un terremoto: un mazzo di rose inviato da un ammiratore segreto può aprire all’amore, mentre un gesto o una parola possono diventare un marchio d’infamia. Covacich costruisce così una trama dove il desiderio, la colpa e la tenerezza convivono in una tensione costante.

La scrittura come scoperta inattesa

«Fa così la scrittura: cerchi un quadrifoglio e salta fuori un sasso», racconta Covacich, spiegando la genesi del romanzo. Da un’immagine semplice — una bambina che cerca quadrifogli — nasce un’intera architettura narrativa, fatta di deviazioni, sorprese e rivelazioni.

Seguendo la scia di Lina, il lettore si ritrova addosso una polvere iridescente, una traccia luminosa che attraversa le pagine e continua a brillare anche dopo la fine del libro.

Mauro Covacich: una delle voci più autorevoli della narrativa italiana

Nato a Trieste nel 1965, Mauro Covacich è uno degli scrittori italiani più riconosciuti della sua generazione. Autore di romanzi, racconti e saggi, è stato finalista al Premio Strega con La sposa e ha vinto il Premio Campiello – Selezione Giuria dei Letterati con La città interiore.

Presso La nave di Teseo ha pubblicato, tra gli altri, Di chi è questo cuore, L’avventura terrestre e i saggi Kafka e Trilogia triestina: Svevo Joyce Saba. Vive a Roma.

Con Lina e il sasso, Covacich conferma la sua capacità di unire rigore formale, intensità emotiva e uno sguardo lucidissimo sulle fragilità umane.

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