Nonostante la fama che si è guadagnata negli ultimi anni, Salerno rimane culturalmente una sonnolenta cittadina della provincia meridionale dove non esiste ancora una consolidata scena artistica, nonostante si abbiano in città moltissimi bravi autori e performer il cui talento creativo viene spesso ampiamente riconosciuto altrove.

Eppure qui si ospita da anni uno dei festival di cultura multidisciplinare più interessanti di tutta Italia, Linea d’Ombra – Festival Culture Giovani, giunto quest’anno alla sua XXI edizione, che dal 1996 regala alla gioventù locale ossigeno per la mente in un luogo che sembra aver deciso di abbandonare le sue generazioni più giovani: non è poco, se si pensa alla deludente offerta culturale presente in una città che conta circa 135mila abitanti, una Università con 35mila iscritti e circa 222 scuole superiori tra città e provincia.

Una specie di crocevia di energie e creatività, dunque, che ancora non ha realizzato tutta la sua potenzialità.

Tra i molti eventi gratuiti o con biglietto dal costo bassissimo (dai 5 ai 15euro) presenti nel programma della manifestazione, due hanno attirato in particolare l’attenzione di un folto pubblico trasversale proveniente anche da località fuori Regione: una rielaborazione di Viaggio al Termine della Notte di Louis Ferdinand Céline, proposta sul palco del festival da Elio Germano e Theo Teardo, ed il concerto dell’ex chitarrista dei Sonic Youth, Thurston Moore, che ha scelto Salerno come unica tappa italiana nel suo tour con il chitarrista inglese James Sedwards.

Si è avuta la possibilità, dunque, di vedere al Teatro Augusteo di Salerno una intensa, coinvolgente, oscura ed interessantissima performance collaborativa tra il musicista e sound designer Theo Teardo – noto e pluripremiato come autore di alcune colonne sonore per cinema e teatro – ed Elio Germano – ormai conosciuto e apprezzato attore d’esperienza, tra i più attivi della scena italiana.

Accompagnati dal trio di archi composto da Laura Bisceglia (violoncello), Ambra Chiara Michelangeli (viola) ed Elena De Stabile (violino), su un palco in penombra hanno dato anima al racconto della miseria morale e grottesca dell’animo umano, degli orrori della guerra, dialogando tra le voci animate da Germano alla luce di uno scrittoio e la nube sonora quasi palpabile, impregnata di elettronica e musica da camera cui davano vita i musicisti sul palco, come se le parole diventassero spiriti oscuri che emergono dall’oscurità, incalzando.

Christmas comes very early, here

“Christmas comes very early, here” è stata invece una delle battute che Thurston Moore ha usato per dialogare con il pubblico, ironico e caustico come nessun ospite illustre della città era mai stato in precedenza, fotografando alla perfezione quello che sembra essere l’unico evento locale cui si dia rilevanza.

Per la prima volta in Campania il chitarrista di una delle band madri dell’alternative rock, i Sonic Youth, ha offerto al pubblico l’opportunità di ascoltare una chitarra quasi leggendaria ( inserito al 34° posto tra i migliori chitarristi rock dalla rivista Rolling Stones) che ha reinterpretato a modo suo il suono che più di venti anni fa distorceva il tracciato espressivo del rock.

Complimenti a Linea d’Ombra che con la direzione artistica di Peppe D’Antonio e Luigi Marmo quest’anno ha indagato il tema “Il Terzo Pianeta, viaggio sulla terra”, per aver lavorato bene e aver dato di nuovo prova di serietà e professionalità, prendendosi cura un’altra volta della cultura e dei più giovani, offrendo loro la possibilità di assistere a performance e concerti importanti senza dover prendere il solito treno che porta lontano da casa.

Complimenti per aver scelto di – Rivolgere lo sguardo al bello, allo straordinario del nostro pianeta. Salvaguardarlo in nome della bellezza. Agire in nome delle scelte che tutti possiamo fare- come scrivono sul sito ufficiale del festival.

Grazie a Theardo e Germano, ai musicisti Moore e Sedwards per aver scelto Salerno e aver dato la possibilità a moltissimi di assistere ad uno spettacolo intenso e affascinante.

La Cultura va condivisa, diffusa, celebrata, rispettata e soprattutto sostenuta dalle risorse pubbliche, come in questo caso.

“Non ti dirò: non distruggere la Terra! Io ti dico: ammira quanto è bella. Ora, scegli come vivere”

Karzof Pleine

 

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