La sezione Spazio Corto del Trieste Science+Fiction Festival 2025 ha dimostrato una straordinaria vitalità del cinema fantastico italiano, presentando opere che spaziano dalla riflessione sociologica all’horror onirico.

Temi centrali come la memoria, l‘identità e l’impatto delle nuove tecnologie sono affrontati con intelligenza e sensibilità:
- The Other Lives [Le altre vite] (Nicolò Folin, 2024, 17’): Già vincitore del Premio CineLab Spazio Corto, questo film esplora la possibilità inquietante di interagire con i defunti attraverso una nuova tecnologia statale. Il corto scava nel dolore del lutto e nel ruolo di chi lo gestisce, domandando quanto siamo disposti a manipolare la memoria per anestetizzare il dolore.
- Update (Luca Violante, 2025, 15’): Con i suoi 15 minuti, il corto di Violante si concentra presumibilmente sull’idea di aggiornamento, sia esso biologico, digitale o esistenziale. È un titolo che suggerisce una riflessione sull’obsolescenza umana in un mondo di costante evoluzione tecnologica.
Due corti si distinguono per l’approccio più sperimentale e l’esplorazione di spazi misteriosi:
- LUNA (Aurora Ovan, 2025, 15’) – World Premiere: Con la sua anteprima mondiale, LUNA promette un viaggio atmosferico o forse una riflessione sul satellite terrestre come spazio metaforico di isolamento e scoperta. I 15 minuti indicano un lavoro che punta sulla suggestione visiva e sull’ambiguità narrativa.
- The Nightmare of Moonfish Island [L’Incubo di Moonfish Island] (Mirko Fois, 2025, 10’): Un titolo che suggerisce immediatamente l’immersione nell’horror o nel fantasy oscuro. In soli 10 minuti, Fois mira a costruire un’atmosfera onirica e opprimente, tipica delle narrazioni brevi che puntano all’impatto emotivo immediato.
Infine, due corti dimostrano la capacità italiana di mescolare generi e periodi storici in chiave fantastica:
- Undecidable (Emanuele Bosco, Italia/Belgio 2025, 19’) – World Premiere: Questa coproduzione italo-belga in prima mondiale è la più lunga del lotto e il titolo rimanda direttamente alla logica e all’indecidibilità teorica, suggerendo un thriller fantascientifico che gioca con i confini della percezione e della realtà.
- Deus Vult (Tommaso Diaceri, 2024, 16’): Un’opera che, con il suo titolo latino, potrebbe rivisitare in chiave sci-fi o steampunk temi storici come le crociate, o usarli come sfondo per un conflitto futuristico tra fede e tecnologia.
Nel complesso, la sezione Spazio Corto 2025, tutta disponibile ancora per qualche giorno sul canale Mymovies One, è stata un’ottima vetrina per una generazione di registi italiani che usano il genere per affrontare urgenze contemporanee, dalla relazione con la morte (The Other Lives) alla ricerca di un senso nel caos (Undecidable).
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