L’atmosfera è quella di un autunno più strano del solito, le mattine sono buie. In cucina una caffettiera borbotta, il gatto ha fame e il radio giornale ci informa che

“nelle prime ore dell’alba, in una clinica di Roma, si è spento Gigi Proietti. Oggi sarebbe stato il suo 80esimo compleanno”

La giornata inizia in salita ed è anche un lunedì; più lunedì degli altri, nell’attesa di un altro DPCM restrittivo. Oggi il cielo si è abbassato di un altro palmo.

È chiaro che la bacchetta magica ha smesso di funzionare da un po’, ma forse oggi è il giorno giusto per rallentare un attimo e, per fortuna che in questi casi esiste you tube, rispolverare (o scoprire per la prima volta) cosa ha significato Gigi Proietti e perchè è un “enorme”. L’ultimo “enorme” di un mondo che non c’è più e che ci servirebbe tanto.

Quando si apre la grande disputa sul “saper far ridere”, basterebbe prendere uno qualsiasi dei lavori di Proietti per decretare il verdetto. Eppure dalla sua scuola sono passati in tanti ma, onestamente, nessuno di loro ha superato il Maestro.

Prendere i vizi di un popolo, di una categoria o di una città come Roma, e metterli in scena senza derisione e senza ricerca dell’autoassoluzione, non è una cosa facile, ci vuole poco a scadere nel populistico o, peggio, nel banale.

Ridere in modo intelligente, ma non intellettualoide.

Per fortuna che c’è you tube! E se qualcuno oggi trovasse il modo per fare una scorpacciata di quelle perle di ilare realtà che ci ha lasciato il Maestro Proietti, si troverà domani a fare i conti con l’incredibile vuoto. Perchè la verità è che le persone come Gigi Proietti servono all’umanità. Servono per il racconto sociale e per la cura dell’anima.

Piccolissimo elenco mordi e fuggi di imperdibili

Da uno spettacolo del 2004 “serata d’onore”, qui c’è una disamina precisa sullo “stronzo”, una parola italianissima, necessaria ed indispensabile per tante occasioni e per altre molto precise.

Indimenticabile è lo sketch del film “Un’estate al mare” di Carlo Vanzina, dove Gigi Proietti è un doppiatore cinematografico che deve sostituire un suo amico nella parte del conte Duval in una messa in scena del romanzo di Alexandre Dumas “La signora delle camelie”. 

Una performance dove Gigi Proietti per la RAI si esibisce in versione recital alla Petrolini, “a Paris”, una canzonetta scritta da Vincenzo Cerami e musicata da Nicola Piovani, purtroppo la versione video è stata rimossa, ma qui è possibile ascoltare il brano.

Oltre a questi, in cinquant’anni di carriera le cose che si possono trovare di Gigi Proietti, tra spettacoli, monologhi, film e recital sono innumerevoli ma forse il suo personaggio più conosciuto è quello di Bruno Fioretti, noto come Mandrake e protagonista della commedia Febbre da cavallo, diretta da Steno, che negli anni è diventato un film cult.

Il 2 novembre, nell’anno della pandemia mondiale, un enorme artista come Gigi Proietti sceglie di accomiatarsi e lo fa nel giorno del suo 80esimo compleanno, la sua ultima mandrakata è questa.

La foto di copertina è di Stefano Costantino– IG @stenocostantino

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