Non è certo un periodo d’oro per i grandi classici del teatro, quindi onore al merito ad Ennio Coltorti che ha riportato magistralmente in scena al Teatro Arcobaleno di Roma L’uomo, la Bestia e la Virtù di Luigi Pirandello.

Pirandello scrisse questo testo quasi un secolo fa eppure non è mai stato così attuale nella sua critica alle ipocrisie della società. Il merito di Coltorti è quello di riproporlo in una lettura assai fedele dando vita ad uno spettacolo divertente in cui le sfumature dei personaggi pirandelliani emergono in tutta la loro meraviglia.

Lo stesso Ennio Coltorti interpreta il personaggio del Professor Paolino e la maschera dell’Uomo, apparentemente virtuoso ed intellettuale, in realtà amante della Signora Perella (Liliana Randi), maschera della Virtù, moglie e madre di famiglia trascurata dal marito, in realtà moglie fedifraga del Capitano di Marina (Sergio Smorfa) maschera della Bestia poiché convive anche con un’altra donna a Napoli rifiutando, ogni volta che torna a casa, di avere rapporti con la moglie.

Il caso vuole che la Signora Perella rimanga incinta proprio del Professore costringendo costui ad architettare un subdolo piano per ristabilire l’ordine borghese ovvero costringere il Capitano, di passaggio a casa, ad avere un rapporto sessuale con la moglie.

E la bestia diventerà vittima dell’inganno.

Nel cast non possiamo evitare di citare la giovane e brava Caterina Taccone, nel ruolo del figlio capriccioso della signora Perella, e di Gioietta Gentile, icona del teatro italiano.

L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ

di Luigi Pirandello
regia Ennio Coltorti
con Ennio Coltorti, Sergio Smorfa, Liliana Randi, Gioietta Gentile, Caterina Taccone, Matteo Fasanella, Antonio Coppola, Nina Raja, Antonio Perretta, Ladislao Liverani, Michele Prosperi
Costumi di Rita Forzano
Scene di Jacopo Bezzi
Teatro Arcobaleno – Stabile del Classico, Roma

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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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