Per la prima volta a Trieste arriva Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny (Ascesa e caduta della città di Mahagonny), capolavoro musicale e teatrale di Kurt Weill e Bertolt Brecht, inserito nella Stagione lirica e di balletto 2025-2026 del Teatro Verdi di Trieste. Un appuntamento di straordinaria rilevanza culturale che segna anche il debutto di Beatrice Venezi sul titolo, alla guida dell’Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi.
Un’opera rara, potente e disturbante, che a quasi cento anni dalla sua composizione conserva una lucidissima attualità, portando in scena una delle critiche più corrosive e seducenti mai rivolte alla società capitalista.
Beatrice Venezi protagonista musicale di Mahagonny
Il cuore di questa nuova produzione è senza dubbio la direzione musicale di Beatrice Venezi, tra le direttrici d’orchestra italiane più riconosciute a livello internazionale. Il suo approccio a Mahagonny si distingue per una lettura rigorosa e contemporanea, capace di restituire tutta l’ambiguità della partitura di Weill: una musica seduttiva, apparentemente “popolare”, che diventa strumento di smascheramento del vuoto morale della società dello spettacolo.
Come sottolinea la stessa Venezi, dirigere Mahagonny oggi significa rifiutare ogni illusione consolatoria: la musica non redime, ma espone. Un’interpretazione che rende l’opera uno specchio impietoso del presente neoliberale, in cui consumo, identità e successo diventano merci.
La regia di Henning Brockhaus e un’estetica alla Hopper
La regia è affidata a Henning Brockhaus, nome di riferimento del teatro musicale europeo, che firma una messinscena visionaria e fortemente simbolica. Ispirandosi anche all’estetica pittorica di Edward Hopper, Brockhaus costruisce una Mahagonny sospesa tra sogno americano e incubo distopico: una città del piacere fondata sul culto del denaro e del godimento illimitato, destinata inevitabilmente al collasso.
La regia evidenzia l’assenza della classe operaia, evocata come un’ombra inquietante sullo sfondo, accentuando il cortocircuito tra l’apparente leggerezza dell’opera e la violenza del suo messaggio politico.
Un cast internazionale per un’opera-evento
Il Teatro Verdi presenta per l’occasione un cast vocale di altissimo livello, con interpreti di prestigio internazionale. Nel ruolo di Leokadja Begbick, fondatrice della città di Mahagonny, si alternano il mezzosoprano Alisa Kolosova, star dei più importanti palcoscenici lirici, e Nozomi Kato.
Il personaggio di Jenny Hill è affidato a Maria Belén Rivarola e Silvia Caliò, mentre Jim Mahoney vede protagonisti Cristiano Olivieri e Santiago Martinez. Completano il cast Nicola Pamio, Marcello Rosiello, Adriano Gramigni e Giacomo Segulia nel ruolo del narratore. Orchestra, Coro e Tecnici sono quelli della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.
Un’opera più attuale che mai
Nata nella Berlino dei “roaring twenties”, Mahagonny è una delle opere simbolo dell’ultima stagione di libertà creativa prima dell’avvento del nazismo. Bandita e censurata, non è mai entrata stabilmente nel repertorio, nonostante le sue musiche – come la celebre Alabama Song (Whisky Bar) – siano diventate celebri anche nella cultura pop, reinterpretate da artisti come David Bowie, The Doors e Milva.
La produzione triestina restituisce tutta la forza di un’opera che, oggi più che mai, parla al presente e alle sue contraddizioni.
Date e informazioni
Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny
Teatro Verdi di Trieste
- Venerdì 30 gennaio 2026 – ore 20.00
- Sabato 31 gennaio 2026 – ore 16.00
- Domenica 1 febbraio 2026 – ore 16.00
- Venerdì 6 febbraio 2026 – ore 20.00
- Sabato 7 febbraio 2026 – ore 18.00
- Domenica 8 febbraio 2026 – ore 16.00
Un debutto storico per Trieste e un appuntamento imperdibile per il pubblico dell’opera contemporanea, guidato dalla visione musicale di Beatrice Venezi, protagonista assoluta di questa nuova, attesissima Mahagonny.





