Fino alla notte di San Silvestro, Massimo Ranieri farà sognare il pubblico del Teatro Quirino, accompagnandolo tra le melodie degli anni ‘50 e ‘60 in una Napoli magica e seducente.

Sul palco l’inconfondibile voce di Ranieri si unisce al pianoforte di Rita Marcotulli, alla tromba di Enrico Rava, al sax di Stefano Di Battista, al contrabbasso di Riccardo Fioravanti e alla batteria di Stefano Bagnoli.

Un viaggio in una Napoli che ha ammaliato fino ad oltreoceano. Canzoni ormai entrate nel patrimonio musicale italiano che raccontano di amori trovati e perduti, di notti insonni al chiaro di luna. Le luci sul palco si alternano mostrando il blu del cielo notturno o i colori di una sala da ballo a seconda dei ritmi che riempiono il teatro.

Tra serenate capresi e Carosone riadattato in versione jazz, Massimo Ranieri ci fa viaggiare tra ricordi lontani affacciati su quel magico golfo che ha ispirato artisti e poeti di tutti i tempi.

Ranieri

Ranieri con i suoi eccezionali musicisti non manca di farci sognare e rivivere l’atmosfera caprese, riportandoci negli anni d’oro in cui quest’isola paradisiaca si trasformò nel salotto più ambito d’Italia, con i suoi eccessi e la joie de vivre che ha reso indimenticabile un’epoca.

Un racconto preciso e minuzioso della nostra tradizione musicale fatta di suoni e poetica rivisitata in chiave jazz dagli artisti sul palco. Riscopriamo così brani celeberrimi e altri meno noti, facendoci trasportare dalle note meravigliose che scaturiscono dagli strumenti dei musicisti e ci trasportano nella Napoli vivace degli anni ’50.

Massimo Ranieri canta a servizio delle meravigliose melodie di questa tradizione napoletana e interagisce con i musicisti in uno splendido concerto che regala emozioni e rispolvera splendidi ricordi di un’Italia magica e ammaliante.

Questa prima teatrale è terminata con innumerevoli applausi a cui hanno fatto seguito alcuni dei maggiori successi del cantante partenopeo che hanno ulteriormente commosso i nostalgici spettatori.

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Chi sono
Giulia Bianchi, 1991. Studia giurisprudenza, ma il suo sogno è scrivere. Partecipa a concorsi di poesia con proposte di pubblicazione. Amante dell’arte in tutte le sue forme spera di poter fare della sua passione un lavoro, sperimentandosi nel giornalismo culturale.
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Giulia Bianchi, 1991. Studia giurisprudenza, ma il suo sogno è scrivere. Partecipa a concorsi di poesia con proposte di pubblicazione. Amante dell’arte in tutte le sue forme spera di poter fare della sua passione un lavoro, sperimentandosi nel giornalismo culturale.
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