Med Free Orkestra. I balconi del sonoro

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Giochi melodici che abbracciano il mondo intero. Un ensemble che unisce personalità artistiche di varie nazionalità e esprime melodie di vario genere. Multi-cultura: un’attenzione al sociale contro un malessere insito, e un solo grido per cambiare rotta, coraggio!

Lo scorso 2 aprile, nella sala Sinopoli, all’interno della struttura Auditorium Parco della Musica di Roma, la Med Free Orkestra ha presentato il suo terzo disco, Tonnosubito, in uscita il prossimo 22 aprile.

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13052477_10208085639952633_2007575584_oEtichetta ICompany, Tonnosubito è una sana rievocazione di viaggi sociali, di mare, di interiorità estendibili a tutte le persone del mondo. Già dal titolo, assai evocativo, si può in effetti pensare agli emigranti, a quelle persone che sognano un destino diverso. Il mondo dei bambini, le donne e la loro forza, e tutto ciò che ci circonda per amore e paure.

Un’orkestra speciale che raggruppa personalità artistiche di varie nazionalità: un trombonista ucraino, un fisarmonicista romano, un principe Griot dal Senegal,  un percussionista sempre senegalese, le quali si armonizzano con le nostrane in modo magistrale.

Sonorità che ben si amalgamano tra loro coinvolgendo il pubblico su ritmi jazz, di tradizione popolare, funky, elettronici, pop, rap, samba, afro-brasiliani, lasciandoci basiti sull’ecletticità che differenzia l’ensemble musicale da altre formazioni. Un’interazione del gruppo interessante, la quale riesce a far alzare in piedi gli astanti e farli ballare sul finale ritmico e intimo.

Un concerto dinamico e colorato in cui, mentre la festa sul palco si manifestava, sullo schermo scorrevano immagini grafiche in analogico (ove i colori predominavano), video di contestazione, storici e ambienti esterni.

Le voci, estreme, calde e diverse tra loro,  Sara Jane Ceccarelli (voce/mininova), Lavinia Mancusi (voce/violino/tamburelli) e Agnese Valle (clarinetto), hanno coccolato la performance mantenendo l’energia alta. Malgrado i ritmi suadenti, le voci si confondevano sullo sfondo musicale, in quanto troppo alto di volume.

Molti gli ospiti pervenuti al concerto come per esempio Leo Pari, Matteo Gabbianelli dei KuTso, As Madalenas, Bambini della scuola D. Manin diretti dal M° Maurizio Ceccarelli, e VJ Koreman; mentre tra gli ospiti all’interno del CD, possiamo nominare il sassofonista argentino Javier Girotto, il duo delle As Madalenas, il rapper romano Piotta e Fabrizio Bosso.

Una presenza prestigiosa, Erri De Luca, il quale, con le sue parole poetiche ci ha accompagnati dentro riflessioni politiche, sul significato della dignità umana e dei diritti civili. Le parole fanno avvenire, a detta dell’autore, con l’immaginazione; i semi vanno gettati nei posti affollati, e la sua idea dei balconi da sfruttare per guardare quello che avviene fuori e, ai quali, ha dedicato una pagina intera.

Sul senso di una comunicazione di tempo fa, basata sul passaparola, in cui ci si fidanzava dal balcone e dal quale partivano messaggi per altre persone, nascono spontanei paragoni con l’oggi e su come esporre ciò che pensiamo mediante i testi delle canzoni e non solo.

Questo il senso della Med Free Orkestra. Contestando la società parte dall’emigrazione, le torture, la pena di morte di fronte la speranza dei diritti e all’ignoranza insita. A ciò che fa male oggi, dalla rabbia, al cibo e alla politica per giungere a un solo grido: il coraggio per invertire la rotta del viaggio. Per cambiare e non dipendere.

In conclusione il principe Griot con la sua Kora che, in mandingo, lascia immaginare quel po’ di Africa con i suoi colori e le sue storie. Accomunandosi, durante il concerto, alle percussioni, sfidandosi a suon djembe e tabla indiane, ai fiati, alla chitarra elettrica, al basso, alle tastiere, al violino, al banjo, alla tuba, ai tamburelli, e all’elettronica.

Ne usciamo soddisfatti con un caos caldo nel sangue, perché, sebbene abbiamo avuto il piacere di conoscere una formazione musicale nuova e di tutto rispetto, seguire i vari timbri musicali non è stato semplice. Ma ci ha aiutati a comprendere la qualità del lavoro e il rispetto verso esso; soprattutto evidenziare quanto siano importanti la comunione e la pace, quali, attraverso la musica sono esprimibili sotto forme evolutive e meravigliose.

Formazione: Andrea Merli (batteria), Paolo Ceccarelli (chitarre/tres/banjo), Riccardo Di Fiandra (basso elettrico/acustico), Alessandro Severa (fisarmonica), Madya Diebate  (voce/kora), Ismaila Mbaye (percussioni africane e sud americane), Daniele Di Pentima (tabla/percussioni orientali/tamburi a cornice), Luigi Di Chiappari  (tastiera/elettronica), Angelo Olivieri (tromba), Alessio Guzzon (tromba), Francesco Fiore (tromba/voce), Vincenzo Vicaro (clarinetto/sax tenore/sax baritono), Ihor Svystun  (trombone), Andrea Angeloni (trombone/tuba)

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