Performance, testimonianze audiovisive e letture dal vivo. Così è stato concepito l’evento-omaggio a Renato Mambor di domenica scorsa, curato da Angelandreina Rorro e Patrizia Speciale alla Galleria Nazionale D’Arte Moderna. L’occasione per ricordare il poliedrico artista romano è l’uscita del libro “Nato Re Magio”, un dialogo tra Mambor e sua moglie, Patrizia Speciale, che ricostruisce il percorso umano e professionale del pittore scomparso lo scorso dicembre.

«Il rapporto tra la Gnam e Mambor è un rapporto duraturo, iniziato nel 1960 -quando da emergente il pittore vinse il “Premio di incoraggiamento” – e proseguito negli anni 2000» – racconta Angelandreina Rorro, una delle curatrici della mostra personale “Separè” che Mambor tenne nel 2007 sempre alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. «Si trattò di una grande esposizione con istallazioni e disegni. Al centro del percorso per Mambor c’era la relazione con chi guarda che, nella definizione dello stesso pittore, non è né il pubblico né lo spettatore, ma l’osservatore». «Il suo obiettivo è sempre stato di stimolare il cambiamento del punto di vista» – prosegue Rorro.

A rendergli omaggio nella giornata-evento Piera degli Esposti, Maria Amelia Monti, Igor Horvat e Antonello Dose che hanno letto alcuni brani tratti dal libro “Nato Re Magio” – pubblicato da Maretti Editore – e la performance Pensieri Nativi, ideata dall’artista nel 1996.

Protagonista della ricerca nelle arti visive fin dalla fine degli anni ’50, Mambor è uno dei primi artisti a sconfinare dalla pittura in altri linguaggi. La fotografia, il cinema, la performance, le installazioni, il teatro al centro delle sue sperimentazioni. Fondò, fra le altre cose, una compagnia teatrale, il Gruppo Trousse. Ha approfondito la sperimentazione sul rapporto tra organismo e ambiente, tra arte e vita, sul cambiamento dello sguardo e dei punti di vista, sulle relazioni interne ed esterne, su separazione e unità.

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Giornalista pubblicista, collabora da qualche anno con diverse testate nazionali di cultura e spettacolo. Si è laureata all’Università del Salento in Scritture Giornalistiche e Multimedialità, dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione. Si interessa in modo specifico alla scena musicale indie italiana attraverso le interviste ai protagonisti e i concerti. Appassionata di fotografia, frequenta corsi e partecipa a workshop. Il genere prediletto è il fotogiornalismo, oggetto, fra l’altro, della tesi di laurea specialistica. Nell’ultimo periodo si accosta anche alla fotografia di spettacolo documentando attraverso le immagini le esibizioni dal vivo in tutta la provincia leccese.
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Giornalista pubblicista, collabora da qualche anno con diverse testate nazionali di cultura e spettacolo. Si è laureata all’Università del Salento in Scritture Giornalistiche e Multimedialità, dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione. Si interessa in modo specifico alla scena musicale indie italiana attraverso le interviste ai protagonisti e i concerti. Appassionata di fotografia, frequenta corsi e partecipa a workshop. Il genere prediletto è il fotogiornalismo, oggetto, fra l’altro, della tesi di laurea specialistica. Nell’ultimo periodo si accosta anche alla fotografia di spettacolo documentando attraverso le immagini le esibizioni dal vivo in tutta la provincia leccese.

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