Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Federico Larosa, autore del romanzo “Nell’addio” che verrà presentato a Roma sabato 30 novembre presso LiberThè – Caffè Letterario di Roma (Viale Adriatico, 20) alle ore 18.00.

“Nell’addio” è il tuo primo romanzo. Qual è la storia che hai deciso di raccontare per il tuo esordio letterario?

Nell’addio” è essenzialmente la storia di un incontro, quello tra il protagonista Edoardo, uno studente appassionato di cinema, musica e filosofia, e Alessandro, un personal trainer aspirante attore. I due incrociano i loro destini una sera in chat e passano tutta la notte a scriversi. Dal loro incontro scaturirà una serie di eventi che porterà Edoardo a confrontarsi con se stesso e con tutti gli altri personaggi della storia.

Quali sono gli altri personaggi?

Edoardo vive con la madre e ha una sorella che però si trova in un’altra città. E lavora come commesso in un negozio insieme alla migliore amica di nome Giorgia. Il loro è un rapporto molto stretto, fatto di pranzi in negozio e confidenze. Giorgia affronta un momento di confusione, legato a un segreto che conserva da tempo ed Edoardo cercherà di aiutarla a prendere una decisione difficile. Questo comporterà una riflessione profonda anche per lui, una riflessione relativa alla sua vita e in particolare al rapporto con la sua famiglia. Poi c’è Marcello, l’autista dell’autobus notturno che riporta Edoardo a casa dopo le uscite con gli amici. I loro brevi incontri sono caratterizzati da citazioni filosofiche e riflessioni sul senso della vita. E infine Alessandro, l’uomo che con il suo sorriso conquista Edoardo fin dal primo incontro.

Quindi si tratta di una storia d’amore?

La narrazione procede attraverso l’esplorazione della conoscenza tra Edoardo e Alessandro, certo, però non la definirei una storia d’amore, o almeno non solo. Anche il tema dell’amicizia è centrale all’interno del romanzo così come quello delle relazioni familiari. Edoardo, in poco tempo, si trova a dover affrontare delle situazioni che inevitabilmente lo porteranno a confrontarsi con le sue paure e con questioni rimaste in sospeso per troppo tempo. Senza presunzione, mi piace definire “Nell’addio” un romanzo di formazione perché gli eventi narrati nel romanzo scandiscono la crescita del protagonista.

Il libro nasce da un progetto di scrittura. Ce ne parli?

Sì, “Nell’addio” è il frutto della mia partecipazione ai corsi di Scuola Merlino. Si tratta di un progetto di scrittura le cui caratteristiche principali sono la condivisione, l’ascolto, l’attenzione e l’amore per la lettura. Si tratta di elementi che anche io considero fondamentali e per questo ho abbracciato il progetto. I partecipanti, come lo sono stato io, attraverso le lezioni, lo studio, gli esercizi e l’elaborazione delle proprie esperienze possono trovare il modo di dar vita a una storia e di scrivere il proprio romanzo. Proprio come è successo a me.

Ha intenzione di continuare a scrivere?

Le idee non mi mancano. Il prossimo libro vorrei che fosse un thriller, che è tra i generi che preferisco. E poi mi piacerebbe cimentarmi in una storia con elementi sovrannaturali o magari horror. Ma nel cassetto ho anche dei racconti a cui sono molto affezionato. Quindi, chissà…

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